La gente mormora

Ok, adesso che la cosa è saltata fuori, vi racconto qualcosina.

Io alla presentazione del libro di Fini al Parco dei Principi c’ero, per motivi di lavoro – vedrete a breve, credo.
La gente era tanta, soggetti variegati ed eterogenei; la cosa che mi stupì fu che i “seguaci” del Presidente della Camera apparivano come (sono?) persone distinte, dal volto rispettabile e discreto. Media borghesia, gente normale: non picchiatori squadristi della primissima ora, dal volto trucido e lo sguardo cattivo.  Insomma, se è vero che sono le idee a radunare le persone, le idee di Fini sono nettamente diverse dallo stereotipo della destra italiana. Stereotipo, sottolineo.

Davanti a me due avventori discorrevano. “Ma secondo te, l’ha scritto lui?”, dice uno. L’altro esplode a ridere, per cinque minuti buoni; al termine, “non scherzare: l’ha scritto Alessandro Campi, credo.”

Così, per la cronaca.

Aggiornamenti regionali

[Flickr]

Dopo che D’Alema ha perso la partita di Mr. Pesc, sembra scongiurato il rischio di veder calare da Bruxelles Antonio Tajani come candidato del PDL alla Regione Lazio; resta più che mai in campo, dunque, Renata Polverini. Una candidatura di peso, come sappiamo, apprezzata persino più a sinistra che a destra.

Sulle pagine dei giornali si fa il nome, come possibile avversario nella corsa al (brutto) palazzo di Viale Cristoforo Colombo, di Giovanna Melandri.

Non so cosa pensiate voi di Giovanna Melandri; per parte mia, il giudizio su di lei è piuttosto neutro. E’ una persona che potrei votare senza vomitare – il che, coi tempi che corrono, magari è moltissimo.
E questo considerando anche il fatto che gli altri candidati di cui si fa il nome non mi convincono per niente. Nicola Zingaretti ha il mio voto per fare il presidente della Provincia, ed è li che lo voglio per 5 anni, visto che le persone hanno votato il suo nome e cognome (l’avevo già detto in uno sproloquio precedente). Esterino Montino ha un nome simpatico, ma forse serve uno sforzo in più per vincere questa sfida: non dubito che sia un valente amministratore, ma se possiamo fare di meglio perchè non farlo; Gasbarra, lo dicevamo, ha già dato; Gentiloni e Zanda potrebbero andare se proprio non abbiamo altro, ma la Melandri ha probabilmente un valore aggiunto, in quanto donna – e non trovo che questo sia un discorso maschilista, tutt’altro.

Sono opinioni, comunque: ditemi come la vedete.

Horror Vacui

[Ma come ti viene in mente di fare una copertina del genere, ndr]

Dicesi Horror Vacui in Diritto quel principio per cui la legge non ammette “buchi”, ovvero per cui è inaccettabile che ci si finisca per trovare in una empasse di indecisione giuridica.

Ho letto il DDL Gelmini, ho letto analisi e commenti, ne ho parlato in giro, e non ho trovato soluzione ad un dubbio, forse cretino, che mi è venuto appena ho sentito il contenuto della normativa proposta dal Ministro.

Articolo 2, comma g:

g)composizione del consiglio di amministrazione nel numero massimo di undici componenti, inclusi il rettore componente di diritto ed una rappresentanza elettiva degli studenti; designazione o scelta degli altri componenti secondo modalità previste dallo statuto, anche mediante avvisi pubblici, tra personalità italiane o straniere in possesso di comprovata competenza in campo gestionale e di un’esperienza professionale di alto livello; non appartenenza di almeno il quaranta per cento dei consiglieri ai ruoli dell’ateneo a decorrere dai tre anni precedenti alla designazione e per tutta la durata dell’incarico; elezione del presidente del consiglio di amministrazione tra i componenti dello stesso; nomina del presidente designato con decreto del Presidente della Repubblica;

Ciò che scatena i miei dubbi è il punto sottolineato, l’entrata dei privati nel consiglio di amministrazione dell’università. Ma non per argomentazioni di principio, che pure ci sono (privati in università? Perche? Come? A quale titolo? In cambio di cosa?), ma per questioni puramente tecniche. Dal comma appare infatti chiaro, e se non lo fosse abbastanza viene chiarito e risulta pacifico in varie analisi che ho letto (qui e qui, due su tutte), che la percentuale dei privati nel CdA è un dato obbligatorio. Il CdA sarà composto, sempre, da almeno il 40% di elementi esterni.

Ecco il dubbio. Mi rendo conto che è un caso puramente di scuola: ma, se nessun privato vuole entrare nel CdA di un ateneo, che succede? Che fa quell’universita? Non può aprire? Collassa? Chiude? Scompare? Implode? Secondo me, qui, c’è un buco.

Nessuno scende giù dalla montagna del sapone, è normale che i privati si affolleranno in massa, pronti ad entrare nei CdA: ma questo non è, e non può essere un argomento giuridico. Quindi, stante la “designazione o scelta degli altri componenti”, si intende forse che il Rettore dovrà farsi il giro delle sette chiese per trovare questo 40% di esterni da infilare nei CdA.

Tralasciando il fatto che ciò spalancherà le porte degli Atenei ad una lottizzazione selvaggia, per cui in mancanza di privati-investitori i CdA si riempiranno di cooptati dalla politica senza arte ne parte, resta in piedi l’ipotesi -probabilmente solo teorica – che nessun esterno accetti di entrare in un CdA. E non è chiaro cosa possa succedere in questo caso.

Argomenti risolutivi (e disgustosi)

Tranquilli: non si andrà ad elezioni nel breve periodo. Non finchè i parlamentari di prima legislatura non avranno maturato la pensione. Ovvero, essendo la XVI legislatura iniziata il 29 aprile 2008, bisognerà aspettare almeno ottobre 2010 (due anni, sei mesi, un giorno: metà legislatura). Il complicato marchingegno delle norme qui in gioco ce lo spiega Calderoli, che chiarì come agisce il Parlamento riguardo queste faccende già nella scorsa legislatura.

Edit. Al di la del come al solito piacevole dibattito sulla solidità delle diverse legislature, che si sta sviluppando nei commenti, ci fanno sapere che è intervenuta una modifica normativa che rende inefficace l’argomento: ad oggi il vitalizio si riscuote solo dopo “cinque anni di mandato effettivo”.

Sistemi immunitari

[per iMille]

Da qualche tempo, come sappiamo, il tema Giustizia è al centro del dibattito politico; la riforma del settore che l’attuale maggioranza ha in mente comprende una serie eterogenea di ipotetici provvedimenti, tra cui la separazione definitiva delle carriere fra magistratura inquirente e magistratura giudicante, la revisione della normativa sulle intercettazioni, misure sulla procedura penale in genere (processo breve e/o riduzione dei termini di prescrizione), e riapertura della questione “immunità parlamentari”: il direttore del maggior organo di informazione del servizio pubblico ha di recente avuto modo di spiegare al paese quanto sia auspicabile secondo lui il ritorno all’originario testo dell’articolo 68 della Costituzione. Analizziamo quindi un po’ meglio la questione.

Continua a leggere ‘Sistemi immunitari’

Silvius Berlusconi in ius vocabitur

Tribunal Italicus, cuius munus est de legum communium congruentia cum lege suprema iudicare, sollemniter constituit legem nomine ministri Alfano appellatam, qua quattuor summi magistratus ante iudices per totum mandatum deferri non possint, legi supremae incongruam esse. Quare Silvius Berlusconi, minister primarius Italorum, in ius vocabitur corruptelae, fraudis et adulterationis accusatus: qui se dixit minime magistratu se abdicaturum esse et iudices et rei publicae praesidentem accusavit, quod sinistrae parti faveant.

Una professsoressa di Latino, in quel di Trani (Puglia) ha dato oggi per compito in classe ai suoi alunni questa versione. E io sono senza più parole dalla meraviglia, e senza più lacrime dalle risate. Domani mattina, per prima cosa dopo colazione, traduco: mi metterà di buon umore.

Indovinate chi farà il prezzo

Ma come intende procedere la giunta? [...] Acquisendo sul mercato tutta una serie di appartamenti da destinare alledilizia residenziale pubblica. Significa, in sostanza, che il Comune chiederà ai privati di vendergli le loro proprietà. Ed è questo il passaggio che farà guadagnare punti a un sindaco in crisi di consenso fra la potente lobby dei costruttori che si schierò compatta al suo fianco in campagna elettorale. [...] Un bel favore ai palazzinari, insomma. Che potranno rifilare al Comune, a prezzi di mercato, tutte le case costruite in periferia ma rimaste senza un compratore a causa della crisi. Ricevendo per di più in cambio una serie di agevolazioni.

Un giorno avrò tempo e voglia di parlare di un quartiere vicino a casa mia, sorto dal nulla dove prima c’era solo terra brulla sulla quale passavo per raggiungere il Raccordo per andare al paese: ah, le magnifiche sorti, e progressive, del cemento armato.

Peggio

Il punto intorno a cui sto mentalmente girando da tre o quattro giorni, ora ve lo voglio raccontare per bene.

Qua il discorso a me pare che un uomo, da solo, ha sconfitto lo Stato. Si, perchè siamo al momento in cui un singolo è in grado di:

  • condizionare il Parlamento, che è stato chiuso – chiuso! il Parlamento chiuso! Nessuno ne ha parlato! Il Parlamento chiuso! -  per due settimane in attesa che ci fosse l’esigenza di discutere qualcosa che, a giudizio del suo governo, valesse la pena discutere. Adesso hanno la Finanziaria, che devono discutere, e il Processo breve, che vogliono discutere: sennò, chiuso. Il Parlamento chiuso! Manco Luigi Quattordici!
  • imporre al Paese la discussione di una norma che, per risolvere un problema suo – oramai lo afferma esplicitamente, senza paura di moderarsi o di essere ipocrita quel tanto che decenza richiede – manda all’aria l’intero sistema giudiziario, patrimonio comune di tutti noi. Perchè stiamo parlando, qui, di una contingentazione obbligatoria dei tempi processuali, ma senza nessun aumento di fondi per riuscire ad ottenerla. Mondo giuda, è come rimproverare la macchina perchè sta ferma se è senza benzina.

E sotto questo individuo, lo ha scritto ieri la direttrice de Gregorio, c’è un intero paese che si divide: alcuni fanno il tifo, altri fischiano per i suoi problemi, solo suoi, di uno solo. Io non so, la domanda è certamente banale: ma perchè nessuno si incazza?

Io probabilmente vivo nel paese delle favole, ma non puà essere che la discussione pubblica di un paese civile arrivi ad occuparsi di se (e se si, in che modo) sia più opportuno risolvere i problemi privati di un soggetto singolo; neanche se reggesse – e non regge, infatti manco più la usano – la scusa del “sono problemi che hanno molti”.

Anche perchè il messaggio, e qui è il vero tema, credo, il messaggio che si passa in questo modo è devastante al superlativo assoluto (che è devastantissimo, direi, ma è bruttino); il messaggio è che se assurgi, se ascendi, ad un posto di potere politico diventi intoccabile. Ti puoi occupare dei tuoi problemi quanto ti pare, con a tua totale disposizione la macchina dello Stato, e nessuno ti dirà niente – le rinnovate attenzioni sull’autorizzazione a procedere e sull’immunità parlamentare non è che capitano ora, per caso. Rimetteranno tutto, così il risultato sarà che se riesci ad entrare nella casta, termine abusato ma più che mai ora necessario, politica, sarai blindato. Farai il comodo tuo. E se qualcuno alzerà la cresta, tu sarai nelle condizioni di alzare un putiferio.

Ora, davanti a queste direzioni esplicitamente oligarchiche (più potere per chi già ne ha, meno occasioni per chi ne ha poche)… non so, razionalità, buon senso, istinto di autoconservazione persino, vogliono che le persone normali, in generale, non accettino senza difendersi di essere prese a bastonate. Intendo: se tu vieni per picchiarmi, io la porta non te la apro.

Invece qui si dibatte allegramente, siamo agli a questo punto” di Sansonetti, ai commenti ultras su Spazio Azzurro ( “La sinistra accusa il governo e Berlusconi di voler instaurare una dittatura. Invece ,complici magistratura giornali banche industrie prepara un colpo di stato.” ), alle “riforme necessarie”.

Mi sento di dire che quando un politico, rappresentante del popolo, è in grado di andare in televisione a presentare lo spappolamento di tutti i processi in corso – per qualsiasi motivo lo dica – come una “riforma necessaria”, beh, noi abbiamo una serie rilevante di problemi davanti, anche se nessuno pare vederli. Lo Stato esiste per aiutare e proteggere il singolo, quando funziona bene – certo, a volte ha funzionato male e lo ha oppresso e violato: in ogni caso, il protetto, il singolo cioè, oggi sta assassinando il protettore per garantirsi la sopravvivenza, mentre tutti gli altri applaudono. Sembra il Vangelo.

Qualcuno dice che è come il fascismo: uh, no, no di certo. Per alcuni aspetti è un po’ peggio: almeno il fascismo era politica. Qua c’è solo un uomo perseguitato dal suo passato che scappa di corsa tra i palazzi del potere, inseguito dalla polizia, mentre mezzo paese gli urla dalle tribune “non di la! vai di la! forza! occhio dietro! spara al lampadario! butta giù la colonna! sei tutti noi!”. Ogni tanto qualcuno fa la ola.

Foto Storia

Se non ho, su queste pagine, scritto niente sulla caduta del muro di Berlino, non è per veterocomunismo e nostalgia: è perchè sapevo (confidavo) che il Boston Globe avrebbe tirato fuori la solita stupendevole galleria fotografica.E le immagini valgono piu delle parole, no?

[Questa è una delle solite idee che tutti - su su, confessatelo, su - adoriamo rubare  a Francesco Costa.]

Format C:

Il delirio è ormai a uno stato irreversibile: oggi su vari giornali c’è chi sostiene che, a questo punto, tanto vale fare un’amnistia generalizzata. Siamo alla serena accettazione dello spappolamento del diritto in Italia.

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