
Adesso vorrei fare qualche riflessione del tutto spassionata.
Come sappiamo Debora Serracchiani ieri ha detto che voterà per Franceschini perchè è una persona simpatica. Ed è scoppiato il mondo.
Ero al Municipio per prendere accordi per fare un intervista e i consiglieri del PD guardavano il sito di Repubblica, con somma goduria nel vedere inciampare questa parvenu rompipalle che ha saltato la fila, in barba a tutti i codici di comportamento scritti e non scritti che regolano la vita del partito.
E il fatto che l’artiglieria inizi a sparare ad alzo zero un momento dopo che il nemico mostra il fianco la dice molto lunga sul livello di livore che la politica italiana riesce a dimostrare: erano tutti li, da tempo pronti a colpire con il bazooka pesante, invece di essere contenti che blablabla-il ricambio-la nuova classe dirigente-ecco i giovani-è andata in europa, che brava-eccetera eccetera. E questo perchè ha saltato la fila, garantisco io. La fila esiste.
Ora, poi: io sono abbastanza sicuro che la simpatia in politica abbia un valore. Certamente, da sola non basta – ma mi piace ricordare che abbiamo al governo una persona che non ha altro che la simpatia e il suo modo di fare, segno che il discorso ha una certa presa su chi si informa solo grazie a Minzolini: però non si può diventare come lui, e quindi, vabbé. Ripeto: da sola non basta. Non voterei un simpaticone solo perchè è simpatico, come non voterei una “brava persona”, perchè anche mio zio è una brava persona e non mi sembra un discorso che sta in piedi. Ci vuole il famoso programma, qualcosa che tu vai a fare. Ma questo è il Cosa. Quando si parla di Come parli alla gente, allora il discorso sulla simpatia ci può stare. Non si tratta di imitare Berlusconi, si tratta del fatto che la leadership è anche una guida umana.
Io sono convinto poi che la sinistra italiana sia tante tante cose, ma non sia mai stata simpatica. Era simpatica come lo è la Chiesa, un mostro enorme, gigantesco e complesso che ispira rispetto e paura per chi sta fuori, e per chi sta dentro è semplicemente aria di casa. Simpatia, no. Comunità, riunioni, volantini, un modo di fare e di vedere il mondo, feste dell’Unità e poi dopo a fare sera insieme. Un universo impegnativo. E mi spingo oltre: se ad aprire le porte di questo leviatano al mondo, a presentarlo, ci fosse qualcuno più…easy di un organico organico organico finchè morte non lo separi, non è che sarebbe malissimo. Ma probabilmente non sarebbe giusto.
Comunque, la Serracchiani si è fatta un autogol, ne sono convinto, perchè ha ignorato il contesto in cui parla. Io, dico la verità, non trovo nessun problema se A vota B come segretario di partito perchè B è simpatico: non è un pensiero che viene a me, ma non cambio la mia opinione su di te se ragioni così, perchè appunto penso che una virtù umana possa avere un valore. E invece, vedere che “l’apparato” (che in realtà non vuol dire nulla, ma è per far capire) attacca così forte basandosi su questo episodio, come se simpatia fosse una parolaccia invece di una valutazione, me la dice lunga su come continuiamo a volere la sinistra in questo paese. Magari sbaglio io, ma una sinistra colossale, pesante, d’acciaio, talmente collettiva da essere spersonalizzata e spersonalizzante c’è già stata, e si chiamava PCI. E non per quello che pensava, per i suoi contenuti, ma per come funzionava: mentre gli altri, fuori, si chiedevano che cazzo stessero facendo tutti quanti li dentro, nessuno ha mai spiegato che erano ad imparare e a vivere una grande storia collettiva.
Magari sbaglio io, magari l’anima del paese si conquista così: non so. Mi rendo conto che ho detto tutto e il suo contrario, ma la questione è sottile.