L’inspiegabile suicidio del Pd

image

Quel che fa più rabbia della decisione del Partito Democratico di chiudere l’accordo con Berlusconi per l’elezione di Franco Marini al Quirinale è che non ce n’era bisogno alcuno, di suicidarsi in questo modo. L’alternativa c’era, era ottima e apprezzata dall’elettorato. Avrebbe in un colpo portato un galantuomo, Rodotà, al Quirinale; avrebbe aperto la prospettiva di governo con il MoVimento 5 stelle per quell’esecutivo di cambiamento da mesi invocato da Bersani. Avrebbe sgonfiato Renzi e Grillo.

Invece no. Abbiamo scelto l’altra strada, non solo quella più difficile, ma anche quella stupida. E inutile.

C’è molto in questa pagina politica. Sottovalutazione degli elettori e della rete, malcelato e stupido puntiglio nei confronti di Grillo e dei suoi – che hanno invece portato avanti un’operazione politica geniale e sopraffina – stupidaggini su inesistenti sensi di responsabilità che si traducono semplicemente nell’inciucio con Silvio, genuina miopia politica dei dirigenti. Ancora nel pomeriggio esponenti della guardia magna bersaniana tweetavano che l’invio di un Pd al Quirinale con i voti di Berlusconi dovesse essere di per sé un successo. Follie, ovviamente.

Andiamo tutti a letto stasera sperando nei franchi tiratori: ce ne saranno. Non per contrarietà a Marini, che potrebbe essere e sarà un presidente non peggiore di tanti altri. Il problema è il patto con Berlusconi, sopratutto perchè non era assolutamente necessario. C’era un’altra strada, migliore, più praticabile, più appagante, vincente. Questa non è una cosa che sarà perdonata, non da me. Io, come tanti altri, ho organizzato manifestazioni a scuola contro Berlusconi: finire così no. Un salvacondotto per lui, no. Un governo con lui, no.

No.

Quirinale, comunque vada sarà un successo

image

Alcune cose che penso del Quirinale, della Gabanelli, di Rodotà e del resto.

Della Gabanelli penso che sia una delle migliori giornaliste italiane, al netto di alcuni scivoloni un po’ complottisti in alcune puntate di Report; e penso che ovviamente questo non basti per fare il presidente della Repubblica. Penso però che ci sia da capire una fase, una fase nuova di questo paese, la fase della ggente, di quelli che si sono rotti e che preferiscono un volto pulito di cui conoscono poco o nulla ad un volto che conoscono molto bene e che pulito non sembra più. Così, chi fa semplicemente bene il suo lavoro, come la Gabanelli, diventa la bandiera di un paese nuovo. E questo è molto triste, o molto bello, fate voi.

Penso che Bersani da qualche giorno stia abbastanza nel pallone, ma questo è evidente. E intorno a lui volteggiano gli avvoltoi del dialogo con Berlusconi, che sparano affermazioni degne di un Capezzone – “dobbiamo dialogare con il Cavaliere, gli italiani lo votano”, mentre il Pd arriva sempre impreparato al confronto con il Movimento 5 stelle che fa prima di lui a dire qualsiasi cosa , giusta o folle che sia, e che così detta l’agenda alla sinistra e al paese…persino dal cesso del camper, come oggi con il video di Grillo.

Penso che ora il Partito Democratico abbia l’occasione di rimettersi in carreggiata, proponendo un nome forte come Emma Bonino o Stefano Rodotà su cui far convergere i voti del Movimento, il quale si è peraltro già detto disponibile: ma anche questo si è già sentito. Quel che penso inoltre, invece, è che se salterà fuori la convergenza con il PdL sul nome di Giuliano Amato, come pare, andrà bene lo stesso, perchè potremo presto celebrare il funerale del Partito Democratico morto suicida: ci sarà, finalmente, chiarezza per tutti noi e il liberi tutti alle prossime elezioni (anche perchè, a quanto leggo, anche la pattuglia Renzi sarebbe pronta a votarlo: vedremo).

Intendiamoci: Amato è uno dei più raffinati giuristi su piazza e sarebbe un presidente più che degno. Ma la ggente, quella di prima, lo ricorda principalmente per il prelievo forzoso notturno sui conti correnti – una cosa che tutti, ma tutti proprio, ricordano molto bene – e in futuro Grillo e i suoi faranno in modo di presentarlo al paese come il frutto supremo dell’inciucio con la destra. E come dargli torto? Giù articolesse a diluvio di Travaglio sul passato con Craxi, sui super stipendi, sulla pensione, sui ruoli a lui dati nel governo Monti.

Insomma, sarebbe una carneficina. Ecco perchè dico: comunque vada sarà un successo. Avremo presto un grande presidente della Repubblica e un governo Pd – Movimento 5 Stelle, o Amato al Quirinale la morte elttorale del Pd. So che profetizzare la morte dei democratici è un po’ uno sport nazionale: per carità, pronto ad essere smentito; ma se continua così, la vedo proprio dura.

E se la soluzione non fosse Renzi, ma Bersani?

renzi-bersani1-770x532

Vi stupirò.

Premesso: io vorrei un centrosinistra in grado di vincere le elezioni. In grado di fare una maestosa campagna elettorale, di convincere gli incerti, di “spostare a sinistra il paese” per poi vincere, sontuosamente, le elezioni politiche e governare con una larga maggioranza. Qualcosa che si chiama “politica”. Per quello che so, questo centrosinistra in Italia non c’è mai stato: abbiamo avuto dei centrosinistra sicuri di vincere e che hanno perso (Occhetto), che si sono suicidati (il grande Rutelli e il primo Prodi in tandem con d’Alema), che pur di vincere hanno candidato Mastella (secondo Prodi), che volevano vincere ma gli è mancato quel di più (Veltroni), che erano sicuri di aver già vinto e poi hanno non-vinto (Bersani).

Come sa chi segue questo blog che scorre ormai come un fiume carsico – hey, non guardarmi così, rosico già abbastanza da solo, ok? ok? – io alle primarie del centrosinistra ho votato, alla fine, Matteo Renzi. L’ho votato dopo un lungo processo di avvicinamento in cui ho analizzato i programmi dei due contendenti e mi sono ritrovato, come pensavo, più a sinistra di tutti e due su alcuni temi chiave. Ma ho votato Renzi, fra i due, perché i toni dei Bersaniani mi avevano fatto venire l’orticaria. E siccome li conosco, so che sono proprio quelli, i toni. E non ce l’ho fatta.

In seguito ho avuto modo di “rivendicarmi” in famiglia, con gli amici, nel partito per il poco che lo frequento, quel voto; ne sono stato contento perché mi sembrava che Renzi avrebbe potuto vincere le elezioni con quel largo margine che io volevo. Oggi, con un intervento che ha monopolizzato le pagine dei giornali, Renzi è uscito dal silenzio in cui si era trincerato – piacevolmente – negli ultimi tempi e ha detto “o governo con il PdL o al voto”. Con me, sottintende lui.

Ed è per fedeltà alla premessa iniziale che inizio a chiedermi se la soluzione, al prossimo giro, non debba essere Matteo Renzi, ma guarda un po’, per assurdo, persino Pierluigi Bersani.

Metto in fila le mie impressioni. Renzi vuole andare a nuove elezioni, e vuole guidare lui il centrosinistra. Si parlava fino a poco tempo fa di un quadro che mi sembrava il più adeguato: nuove primarie con Renzi incoronato vincitore naturale dalla mancanza di altri candidati credibili, e uno come Fabrizio Barca alla guida del partito. Era ok. Invece Renzi ha accelerato, dice strane cose su patti con Berlusconi e a questo punto mi sembra l’ora di dire che, secondo me, Matteo Renzi così ha ben poche possibilità di vincere le elezioni.

Principalmente perché ho davvero l’impressione che questo suo atteggiamento possa essere interpretato come scissionista, cosa che finora lui non è mai stato. Non capisco perché ha interrotto il silenzio: sono ancora convinto che questo governo a bagnomaria alla fine si farà, dopo l’elezione del successore di Napolitano; ma durerà poco, e lui sarebbe stato in pole position per guidare la coalizione. Invece, ha parlato adesso, e ho l’impressione che stia facendo male i suoi calcoli.

Andando alle elezioni così, con questa acredine, con l’ombra di un patto con Berlusconi, molti di quelli che lo guardavano con simpatia, me compreso, si troverebbero in difficoltà a votarlo; e viceversa chi lo odia come la peste avrebbe più di un appoggio per dimostrare che come-aveva-sempre-pensato Renzi è il vice di Silvio da Arcore. Si aggiunga che Renzi non è più “nuovo”, ha fatto la sua battaglia e l’ha persa. In sintesi, e ne ho parlato con molti, Matteo Renzi pare ormai bruciato; e sta finendo, peraltro, di darsi fuoco da solo.

E invece Bersani? Perché potrebbe essere la soluzione? In sintesi, potrebbe esserlo se decidesse di fare la campagna elettorale, che non ha voluto fare – meglio: gli hanno consigliato di non fare – perché la partita si credeva già vinta e bisognava al massimo preparare l’accordo con Monti. Se Bersani volesse, potrebbe fare davvero la campagna elettorale in grado di radunare intorno a se i simpatizzanti di Matteo Renzi, i tanti delusi del Movimento 5 Stelle – che sono tanti, zì, teggiuro proprio – e pronti a votare una linea politica che sia netta e condivisibile. Quella che Bersani, tragicamente, ha avuto dopo e non prima della campagna elettorale.

Tutto questo può esistere a patto di prendere non il povero Stefano Fassina, ma quel che lui ha detto dopo le elezioni (“le campagne elettorali non spostano voti”) e di buttarla al gabinetto – la frase. Certo, però, magari non mandatelo in telecamera così spesso, perdiamo 100mila voti a minuto (ciao Stefano, non ti conosco, ma è quello che penso). Dicevo, il momento è propizio: Beppe Grillo ha letteralmente cacciato a pedate, con un post sul suo blog,  i simpatizzanti generici, quelli che costituiscono il 70% dell’elettorato di una forza politica, dicendogli che hanno sbagliato voto e devono tornare a votare per i partiti. Benissimo: vorrei parlare con alcune di queste persone, ne conosco un po’; a pelle, direi che se Bersani facesse Bersani, al prossimo giro, probabilmente lo voterebbero.

Se non Bersani, dunque, almeno un Bersani. Ma vero, però. Senza freni, questa volta.

Non ho ancora deciso se la penso così. Ma un po’ la penso così.

Un governo Bersani, in cinque mosse

Camera -  dl costi politica

Ecco un modo per uscire dallo stallo e formare il governo di Pierluigi Bersani (o chi per lui). Basta volerlo, e si fa domani, con un blitz.

1) La giunta del regolamento al Senato è già insediata, e comprende membri del Movimento 5 stelle

2) Il senatore Pinco Pallino propone la modifica del regolamento interno: al
Senato il voto astenuto non vale voto contrario, ma ci si uniforma alla
camera dove abbassa il quorum. La giunta approva la modifica e rimette
all’assemblea.

3) Pd e Movimento 5 Stelle votano la riforma del regolamento, perché basta la maggioranza assoluta

4) Al senato il Movimento 5 Stelle si astiene sulla fiducia al governo Bersani.

5) Deal

L’idea è di Emidio Picariello; ricerche, link e procedimenti, miei.

“Il rinnovamento? Non è mica una questione di età!”

debora-serracchiani-rinnovamento-presidente

 

bersani-2013-2

Vabbeh, se lo dite voi, sarà vero.

Bersani, metti su il governo della vergogna

cattolici-in-politica-bersani-e-mons-fisichel-L-KxUWkT

Bersani, devi mettere su il governo della vergogna. Anzi, delle tre vergogne.

Un governo talmente splendente che i parlamentari del MoVimento 5 Stelle dovranno vergognarsi nel non votarlo. Non dovranno riuscire a dormire di notte. Dovranno essere tormentati dagli incubi: gli incubi dei loro elettori che, “se torniamo a casa così, ci fanno il mazzo”. Come è accaduto con Piero Grasso, ma molto, molto di più.

Un governo talmente convincente che gli elettori del MoVimento 5 Stelle, nel caso questo governo naufragasse, dovranno vergognarsi di aver votato per il MoVimento di Beppe Grillo. Un governo di profilo così alto, con talmente tanti giovani dentro da poter andare in tutte le televisioni e convincere, con uno sguardo, anche il famigerato elettore-medio italiano. Un governo talmente bello che confrontato con i volti nuovi del grillismo, trasmetta più fiducia di loro, al primo sguardo.

Un governo talmente rivoluzionario che tutti gli elettori italiani, al prossimo giro, dovranno vergognarsi a non votare il Partito Democratico o il centrosinistra. Un governo che dimostri quello che è e quello che può essere questo paese.

Niente barbe bianche, niente bilancini, persino niente volti noti ed ormai un po’ abusati. Volti freschi e non di rodata esperienza, ma di provata competenza, che è diverso. Un governo che brilli di luce propria. Solo così, forse, ne usciremo.

Bersani, facce ride. Facce persino godé. E a loro, falli vergogna’.

Facciamo come in Belgio, dài

vito-default

Poi dici a che serve studiare diritto.
Disse Vito Crimi, neo capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle:

Domanda: Siamo di fronte a un’ipotesi di tipo belga, dove c’è voluto più di un anno e mezzo per fare il nuovo Governo? “Si’, perché no?”, è stata la replica di Crimi.

Il problema è che se veramente foss imo in Belgio, e dunque ci si trovasse impantanati “in un’ipotesi di tipo belga”, il problema non ci sarebbe affatto.

Il primo ministro è nominato dopo che l’incaricato [dal Re] riesce a trovare un accordo [con le forze politiche] e generalmente è lui che viene nominato primo ministro. Gli altri ministri e segretari di Stato sono nominati su proposta dell’incaricato. Infine, la Camera dei Rappresentanti è incaricata di procedere ad un voto di fiducia. (…) I ministri e i segretari di Stato non sono responsabili se non davanti alla sola Camera dei Rappresentanti.

Si chiama: bicameralismo imperfetto. Il Belgio ha la Camera e il Senato, come l’Italia, ma solo una delle due vota la fiducia al governo. Così, se si facesse “come in Belgio”, come tanto dicono i deputati del MoVimento 5 Stelle, la coalizione del Partito Democratico avrebbe ampiamente i numeri per governare da sola, perché sarebbe la sola Camera dei Deputati ad accordare la fiducia al governo.

Perciò, sì, dai: facciamo come in Belgio. Ascoltateli, questi del MoVimento, no? L’avranno studiato, il diritto costituzionale.


D-Avanti è il Blog di Tc.
Tc sta per Tommaso Caldarelli.
Tommaso Caldarelli sarei io.
E l'immagine di testata è quella storica del blog

Aggeggi

a

Flickr Photos

Ambra

St Paul from Millennium bridge

Tate modern

Valerio is in da Tube

QD0051003

Imperial War Museum, outside

QD0051006

J&F

London

Imperial war museum

Altre foto

luglio: 2014
L M M G V S D
« apr    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 1.911 follower