Archivio per gennaio 2013

Se al Pd manca il coraggio di perdere

voto

Stavamo parlando di cose che non sono filosofia morale: e certamente il giornalismo non lo è. Ma ancor più certamente, a non essere filosofia morale (giusto/sbagliato, vero/falso) è la politica. Sopratutto in politica, le chiacchiere stanno sempre a zero.

Concetto riassunto egregiamente dal Fatto Quotidiano affrontando la questione degli “impresentabili” nelle liste del Partito Democratico. “Impresentabili, ma irrinunciabili” è il titolo del pezzo, e non c’è sintesi migliore: Vladimiro Crisafulli, Francantonio Genovese, Nino Papania sono persone senza le quali in Sicilia si perde sicuramente una fetta importante di voti. E la politica questo è: raccolta del consenso intorno ad una proposta, che si traduce in voti.

Il giustizialismo non è parte di questo blog. Credo che queste persone debbano essere serenamente giudicate e che nel frattempo possano candidarsi a ciò che credono, fino a che non sia stata disposta l’interdizione temporanea o perpetua dai pubblici uffici con sentenza ; il Partito Democratico ha però un suo codice etico interno che spetta ai garanti far rispettare: il codice dice che per reati non di mafia, la condanna in primo grado impedisce la candidatura nelle liste del Partito; se sopraggiunge condanna, sono necessarie le dimissioni o si viene espulsi dal Pd. Certo, una volta che si è in Parlamento, l’espulsione può contare poco.

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Fiscal compact on my mind

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Oggi sembra proprio la giornata giusta per parlare un po’ del Fiscal Compact e di quello che ne pensano le forze politiche in corsa per le prossime elezioni politiche italiane. Perché il pacchetto fiscale europeo è il primo tassello di una riforma profonda del funzionamento dell’Unione e della sua economia per come la conosciamo; come si legge su un blog di investimenti finanziari, si tratta di una riforma che “avrà un impatto sulle politiche fiscali di tutti i prossimi governi per i prossimi vent’anni”. E dunque sulla vita di tutti noi.

Il pacchetto sul Fiscal Compact è stato approvato esattamente un anno fa dalle istituzioni europee e il testo consacra il pareggio di bilancio come regola aurea del funzionamento dell’Unione Europea e dei suoi stati: gli stati membri non potranno spendere più dei denari che hanno già in cassa. Il che può sembrare un’affermazione scontata, ma non lo è affatto, vista la storica propensione degli stati a creare sviluppo, investimenti e politiche di spesa pubblica, detto in maniera facile, a debito. Con le nuove norme, con il pareggio di bilancio in Costituzione secondo le indicazioni europee, l’Italia e gli stati potranno indebitarsi solo per una piccola frazione della propria ricchezza ogni anno, e si sono inoltre impegnati a ridurre il debito complessivo già sulle loro spalle per percentuali molto significative. Spiegazioni più ampie si trovano qui: il senso è che l’Europa si prepara a diventare una zona di austerità permanente, in cui sullo Stato come fornitore di servizi e aiuti si potrà contare in maniera generalmente più limitata.

L’impegno del fiscal compact è particolarmente gravoso per l’Italia, perché ci chiede di sgonfiare il nostro debito pubblico, anno dopo anno: il che si fa, ovviamente, con maggiori entrate (leggi tasse, o entrate di altro genere) e minori uscite (ovvero minori servizi). Ecco perché capire quali sono le posizioni dei leader sul tema è particolarmente importante.

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Forse non sapevate che

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Vi siete persi un paio di post su un nuovo blog che avevo aperto.

Ma non temete, perché tanto quel binario è già morto e torniamo ad essere attivi solamente qui.

Questi i tre post che avevo scritto su “La politica in pagelle”.

Da adesso in poi, troverete tutte le pagelle dell’incerto nella nuova pagina che ho aperto in alto: e si inizia da subito.

 

Se questo è Servizio Pubblico

Ieri era Silvio a giocare in casa?

Silvio Berlusconi ospite a "Servizio Pubblico"

Io non credo che il giornalismo sia Filosofia Morale. Quello è il mondo dei concetti assoluti ed integerrimi, giusto, sbagliato immutabili, delle grandi idee da difendere davanti alla Storia e ai nemici. Quella dei film, no? Delle grandi battaglie di ideali.

Io credo che il giornalismo a questo si debba avvicinare. Sempre tendere. Ma è una professione e missione complicata che deve tenere conto di tanti elementi: quadro politico, economico, la libertà effettiva che hai di scavarti una tua trincea nel rapporto con l’editore – sopratutto. Bisogna trovare uno disposto a difenderti economicamente e giuridicamente “against all odds”, davanti a tutte le avversità.

Scrivo questo perché a me pare che della memorabile esperienza televisiva di ieri sera, quel che rimanga è il fallimento devastante del team Santoro. Della più grande squadra di giornalisti filo-anglosassoni, teoricamente appuntiti, sempre temperati e pronti a fare la seconda domanda. E invece, un Silvio Berlusconi qualsiasi, ieri, li ha messi in difficoltà.
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“Monti ha fatto più decreti di Berlusconi”: davvero?

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No. I tecnici hanno fatto male, Silvio anche peggio. Come quella volta, con Eluana Englaro. 

Incredibile negli studi di La7, amiche e amici: un attempato leader politico tornato sulla scena ha potuto, senza alcun contraddittorio da parte di una delle più blasonate giornaliste italiane, sparare uno sfondone niente male su una delle materie più delicate della nostra Costituzione, su quella che ormai è una imperante malapratica, da parte di tutti i governi italiani almeno da trent’anni (considerate, c’è sui manuali di diritto pubblico).

“Il governo di Mario Monti”, ha detto Silvio Berlusconi, “ha potuto abusare della decretazione d’urgenza perché si era in una situazione eccezionale”; “un governo normale”, ha proseguito il Cavaliere, “deve invece utilizzare il disegno di legge”. Silvio Berlusconi è davvero tornato se, con la consueta scioltezza, rimette in campo una delle sue più note armi, ovvero la bugia parziale, anche detta “sfondone con pezze d’appoggio”. Perché partendo da una mezza verità, il nostro Silvio ha raccontato agli italiani una bella bugia. Davvero? No. Attenzione, factchecking in arrivo, spostatevi.

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