Posts Tagged 'Welfare'

Extra Ecclesiam nulla salus.

Chi sfama i poveri, gratis? La Caritas. Chi dà la scuola ai piccoli paesi di montagna dove lo Stato non arriva? E chi offre alle famiglie e ai bambini di quel luogo un posto sociale e vitale? Le Parrocchie (leggere in basso, servizi culturali e ricreativi: 98%, mica biscotti).

E ora, le famiglie disagiate chiedano al Parroco, che gli procurerà il fido in banca.
Eccola, la laicità dello Stato: sconfitta, KO per abbandono di uno dei due contendenti. 
Vi pare strano che nonostante tutto il clamore sulle dichiarazioni del Papa, la fiducia nella Chiesa, Mater et Magistra, non cali di una virgola? A me no. Continuate a pensare che le persone leggano i giornali e passino i pomeriggi a prendere il Tè nei circoli culturali dibattendo di filosofia morale. Non è così, le persone hanno dei bisogni, in tempi di crisi poi non ne parliamo. Nei quartieri di nuova costruzione, popolari, più poveri, prima c’è la Chiesa, poi le case. Credete che i preti siano stupidi? Non lo sono. E’ gente operativa. 

Finchè diremo al cittadino di rivolgersi al prete per qualsiasi sua necessità, è veramente meglio che chiudiamo baracca. Finchè l’otto per mille rimarrà il pagamento di un appalto, per un pacchetto completo di Welfare State e assistenza sociale, non saremo credibili.

La fine dell’Unione

fine-unione.jpg No, non sto votando per la coalizione di governo. Sto seguendo, in compenso, il dibattito alla camera.

L’Unione, la coalizione che ha vinto, seppur di misura, le elezioni politiche, è caduta. Finita. Stop.

Per bocca dei suoi stessi membri. E non sto parlando delle solite scaramucce a cui siamo abituati, sinistra radicale contro quelli moderati, ecc ecc ecc.

Riassunto per chi non c’era:

1) il governo concorda il decreto sul welfare con sindacati, forze sociali e Confindustria. Un testo da tutti definito equilibrato, o perlomeno un compromesso accettabile e che può reggere.

2) il testo passa in commissione lavoro, dove vengono fatte alcune significative modifiche al testo : importanti aggiunte, per quel che riguarda i contratti a termine, i lavori usuranti e l’apprendistato.

3) Dini sbrocca, ” queste cose sono troppo di sinistra”

4) il governo cancella le misure prese in commissione, e pone la fiducia sul testo originale approvato prima della commissione lavoro.

Il testo arriva dunque in Aula per la votazione sulla fiducia. La sinistra radicale è inferocita: le modifiche in commissione avevano determinato importanti spostamenti del protocollo verso sponde piu gradite ai Rossi dell’Unione. Rifondazione Comunista voterà la fiducia, ma chiede una verifica di governo a gennaio.

Inquietantemente ostili le parole del segretario del PRC Giordano, il quale dice chiaramente che con questa fiducia l’ala sinistra si sente tradita, che la coalizione che ha vinto le elezioni è definitivamente finita, che il programma dell’Unione è archeologia industriale e che a gennaio serve un punto della situazione per capire cosa farà concretamente questo governo. Rifondazione lo sostiene oramai per un ” vincolo sociale “, per rispetto ai lavoratori cioè, e non per un ” vincolo politico “. Pagliarini, presidente della commissione lavoro, si dimette in polemica. Tempi duri insomma.

Intanto Dini gode : ” un duro schiaffo alla sinistra radicale ” ( si stesse zitto ) .

Questa volta la crisi pare seria. Soprattutto perchè si apre alla camera, dove il governo finora era andato liscio, e non al senato dove ormai siamo sempre al cardiopalma e alla fine non succede mai niente. Una caduta alla camera rischia di essere irrecuperabile.

Profumo di elezioni? Vedremo presto.


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