Posts Tagged 'Sicilia'

E forse partirò

Un po’ mi dispiace, perchè qui avrei diverse cose da fare. Innanzitutto occuparmi delle tante vicende che stanno succedendo e di cui non sto parlando, e mi piacerebbe: il Congresso, l’attualità politica frizzante anche così poco prima della pausa estiva (ma molte delle più grandi rivoluzioni sono nate in estate, quando fa caldo), i temi etici con la decisione, abbastanza storica, dell’agenzia del farmaco sulla RU486 – e non è escluso che prima di partire non scriva qualche riga in proposito.

Ma di fatti da analizzare e scrivere ne avremo piene le tasche anche domani, e dopodomani, e anche oltre perchè fatti da analizzare e scrivereci sono sempre stati anche quando nessuno aveva tempo da perdere coi miei blablabla. Quindi: non voglio fare il tacchino induttivista, ma penso che tutto questo possa aspettare, anche un’altra settimana.

Mentre l’agosto dei miei ventuno anni, invece, no. E quindi ripartiamo – dài – stasera con una macchina, una tenda e uno zaino, una guida turistica e dei soldi nel portafoglio, e tre amici sulla A1 del Sole. Andiamo in Sicilia, a vedere quanto è calda l’Africa in estate.

Ci andiamo senza aver prenotato ne deciso nulla di niente, così, alla prendere e partire, quasi da film molto già visto. Ieri ero piuttosto infastidito da questo tipo di format, poi oggi ho pensato che io sono notoriamente un cretino pavido, e che invece una cosa così va molto più che bene.
Ho comprato quattro rullini, perchè non mi sono ancora convertito alla reflex digitale, e perchè la patina anni ’70 che tira fuori la Minolta analogica vale ampiamente tutti i milioni di pixel di risoluzione che perdo in questo modo (a proposito, lunga vita alla società multietnica: gli unici che hanno ancora rullini a prezzo accettabile sono i cinesi, nei loro pan-empori disseminati ovunque non ti aspetti).

Avrò il computer, quindi, nel caso di wi-fi, qualcosa salta fuori. Sennò Twitter. Sennò, niente.

Talècuc’è 02 / A cu’apparteni: a Feissbucc.

Virginia e Serena, D-A contributors: seconda puntata dalla Sicilia.

E’ noto, almeno per noi siciliani, che il contraltare dell’esuberanza tipica della nostra gente è la profonda, indissolubile malinconia. Uno specchio interiore che ti ovatta ritraendoti l’anima e sospendendo, in una scansione interna, il tempo della tua esistenza.

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talécuc’é 01/ ‘nsemmula

talecuce Questa storia dei collaboratori inizia ad essere roba grossa. Avevo chiesto al terzo collaboratore di scrivere qualcosa della sua terra, uno degli enigmi per me più affascinanti di questo paese. Questa volta, andiamo giù.
E lei s’è fomentata. Ha coinvolto un’amica. Perchè mi dice che quando sei un’esule, raccontare è un tributo, un dovere, e un’emozione. Virginia e Serena, Talécuc’é, Sicilia.

Esiste un modo tutto siciliano di sentire il mondo.
Un microcosmo impregnato di quel sentimento di sicilianità che rappresenta la latitudine emotiva onnipresente in ogni siciliano che lascia la sua terra.
“Dicono gli atlanti che la Sicilia è un’isola e sarà vero, gli atlanti sono libri d’onore”, scriveva lo scrittore di Comiso nel suo La luce e il lutto. “Si avrebbe però voglia di dubitarne, quando si pensa che al concetto d’isola corrisponde solitamente un grumo compatto di razza e di costumi, mentre qui tutto è mischiato, cangiante, contraddittorio, come nel più composito dei continenti. Vero è che le Sicilie sono tante, non finirò di contarle” (G. Bufalino).
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brrr

Lettera che sta girando su OkNotizie, di Giuseppe Toro, ex poliziotto in forza a Saponara (Messina).

Non leggete. Fa paura.

Dopo ventitré anni di servizio, arrivo per mobilità volontaria al Comune di Saponara in provincia di Messina, per ricoprire il ruolo di comandante della polizia municipale. Mi vengo a trovare in un luogo dove i registri risultano contraffatti, diffuse irregolarità, l’impossibilità di registrare la posta perché il sindaco ha sottratto alla polizia municipale l’apposito registro, e mi imbatto mio malgrado in una vastità di illeciti che riguardano anche gli altri settori comunali (false attestazioni di funzionari, licenza commerciale rilasciata in violazione della legge, interessi privati e tanto, tanto vario altro). Di fronte alle diffuse irregolarità nelle quali mi imbatto, ricevo dai più alti rappresentanti dell’ente, l’invito ad attuare una linea morbida, ad essere per così dire “comprensivo”. 

Continua a leggere ‘brrr’

gatì la sua terra la difende

 

giuseppe-gati2

Giuseppe Gatì è morto folgorato oggi presso Agrigento, dove viveva. E’ passato su un filo scoperto ed è schioppato.

Non lo conoscevo. Non sapevo chi fosse, mai sentito prima. Mai.

Poi ho visto questo video in cui c’è lui, e ho scritto questa cosa, per lui.
Perchè mi fa rodere il culo che la gente come lui se ne vada. 

Probabilmente perchè in questo video c’è quello che io non ho mai avuto l’occasione e la necessità di fare, né so se avrei il coraggio.
Tutte le belle parole che leggo e che scrivo, e che mi impegno per portare avanti in un lento discorso quotidiano, perchè penso che così funzioni meglio, lui, almeno una volta, ha ritenuto giusto farlo con un picco, un pugno, uno sputo. Credo ci sia bisogno di questo.

Ed è pure brutto pensare che lui non avrebbe voluto schiattare così. Se proprio doveva morire (e nessuno deve, nessuno) magari gli sarebbe piaciuto morire per quello che andava dicendo contro la mafia. Morire condannato. Ma una persona anche solo potenzialmente importante persa per un piede nel posto sbagliato, questo la Sicilia, questo paese, tutti noi, no, non credo che ce la possiamo permettere.  

Questo il suo blog.

Tris. ( Il mio amico Codice Penale. )

118500435_ae83b9e4e9_m.jpgQuesta è lunga, siete avvertiti.

Ci sono dei giorni che i giornalisti vanno in orgasmo per quante cose possono scrivere.
Gli ultimi giorni erano di questo genere.
Il papa alla Sapienza, le Elezioni Americane, la Legge Elettorale.

I tre casi di cronaca giudiziaria usciti in semi contemporanea.

Inchiesta su Mastella, condanna a Cuffaro, rinvio a giudizio di Berlusconi.
Solo che come spesso succede quando uno sta esaltato, la produzione lascia a desiderare.

Non è che sto facendo una critica a qualcuno in particolare, è che mi serviva un modo per introdurre quello che è il mio intento di oggi. Vediamo di analizzare puntualmente i tre casi. Partiamo dall’inizio, per quanto possibile, e addentriamoci nei meandri delle definizioni specifiche, acciocchè tutti possano capire termini come acciocchè.

157322858_a3b69c7a89_o.jpg1) Salvatore ” Totò ” Cuffaro, aka ” Negare l’Evidenza “.

Salvatore Cuffaro è il presidente della regione Sicilia, eletto nelle fila dell’UDC.
Democristiano da sempre, e su questo gli va riconosciuta coerenza. Da assessore comunale, poi regionale, poi europarlamentare, poi presidente della Regione Sicilia. Sempre democristiano, anche coi democristiani di quasi-centrosinistra ( ma proprio quasi ) . Un cursus honorum di tutto rispetto in fondo, tanta gavetta, sotto la protezione del ministro DC Calogero Mannino, un pezzo grosso, piu volte ministro, finchè non è stato accusato di aver promesso alla mafia voti in cambio di favori. Peccato.
Cuffaro, presa l’eredità politica di Mannino, viene eletto appunto presidente della Regione sicilia.
Questo il personaggio. Ora i fatti.

Dopo oltre 56 ore di camera di consiglio, i giudici della terza sezione del tribunale di Palermo hanno condannato il governatore siciliano Salvatore Cuffaro a 5 anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, ritenendolo colpevole di favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio, ma escludendo la circostanza aggravante del favoreggiamento mafioso “. Cito testuale da uno dei tanti siti in circolazione. Procediamo a spiegare.

Salvatore Cuffaro è un medico. Come Giuseppe Guttaduro. Solo che Giuseppe Guttaduro è anche un boss della mafia, il capo del quartiere Brancaccio, arrestato nel Novembre 2002. Prima di farlo tornare a casa, la polizia gli inzeppa la casa di microspie.
Varie intercettazioni telefoniche rivelano a questo punto gli obiettivi strategici del boss.
1) Arrivare a livello nazionale per avere qualcuno che possa mettere bocca sulle politiche di carcerazione dei detenuti.
2) Per esempio, piazzare uno dei loro a chirurgia di Palermo.
Per tutto questo Guttaduro incarica il suo interlocutore di parlare con Cuffaro. Interlocutore che è Domenico Miceli, assessore alla Salute della giunta Cuffaro.
Insomma, Guttaduro a Cuffaro tiene molto. E pare sia ricambiato.

Perchè l’accusa che è stata fatta a Cuffaro è che lui ha avvertito il Boss che aveva la casa microfonata. E’ stata la moglie del boss a dirlo. E visto che chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o la reclusione, e fuori dai casi di concorso nel medesimo, aiuta taluno ad eludere le investigazioni dell’autorità, o a sottrarsi alle ricerche di questa, è punito con la reclusione fino a quattro anni., questo si chiama Favoreggiamento.

Ancora, questi erano mafiosi : Favoreggiamento aggravato.

Perchè però la corte ha eliminato l’aggravante mafiosa? Ce lo spiega Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia. Perchè sussista l’aggravante mafiosa, bisogna dimostrare che l’imputato ha favorito cosa nostra nel suo complesso.
I giudici hanno dimostrato che Cuffaro ha favorito singoli personaggi, consapevole che fossero mafiosi, ma non si può provare che abbia favorito la Mafia. Questo il senso della sentenza.

1422659672_929282c182_o.jpg2) Clemente Mastella & Signora, aka ” Un inguaribile Romanticone.”

Clemente Mastella è un Democristiano, pure lui. Di quelli tostissimi.
Attualmente è ministro della Giustizia, invece di essere, poniamo, Ministro dell’Agricoltura, che era poi quello che chiedeva e che sarebbe stato da paura. Secondo me, eh.

Delle indagini a carico di Clemente Mastella, abbiamo già parlato qui.
Ma non pareva fosse abbastanza. Infatti, mentre Mastella è alla camera per parlare dello stato della giustizia in Italia, il Procuratore di Santa Maria Capua Vetere notifica gli arresti domiciliari alla moglie di Mastella, Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale Campano.

L’accusa,fra le altre, è Concussione. “La condotta incriminata consiste nel farsi dare o promettere denaro o un altro vantaggio anche non patrimoniale abusando della propria posizione.” Leggi : io dovrei fare qualcosa gratis, però invece di farla gratis ti chiedo qualcosa in cambio, soldi o altro.

I fatti : viene nominato all’istituto delle case popolari ( Iacp ) di Benevento un diessino, Umberto del Basso de Caro. Probabilmente quel posto non gli ” spettava “, e infatti è preoccupatissimo. “La presidenza è a loro disposizione“, “Hai visto che è successo il casino con Clemente per il fatto dello Iacp. Mi ha chiamato: “Ti faccio il mazzo quadrato”. Domani mattina mi dimetto perché quello pensa che lo pigliamo per il culo”, “Clemente sta incazzato come un cane. Dice: “Non è possibile che tengo due assessori con i quali mi sento in continuazione e non so niente di una cosa così importante”.Insomma, quel posto è dell’Udeur.

Si prova a riparare. Il loro agente all’Avana va a trattare con Bassolino per avere qualcosa di alternativo “Non me ne fotte proprio… Di certo non l’azienda dei trasporti di Benevento perché vi sputo in faccia a tutti quanti. Vedete sia una cosa nella Soresa, sia un’Asl. Deve avere dignità regionale” . Secondo il GIP” il ministro pretende un incarico di dignità pari a quello delle case popolari di Benevento. E minaccia l’uscita dalle giunta dei suoi due assessori nel caso in cui non venga conseguito il risultato richiesto. “.

Ottengono la presidenza della ASL di Caserta, e il polo industriale di Benevento.
Solo che il neo presidente della ASL fa il matto : invece di nominare i vice presidenti che piacciono a Mastella, nomina un tale di Forza Italia. E qui lo sbrocco è affidato alla moglie di Mastella, Sandra Lonardo. E’ tutto spiegato molto meglio qui.

Insomma, il solito casino di spartizione delle poltrone.
Ma in questo caso la distinzione fra pressione politica ( lecita ) e vero e proprio ricatto ( concussione ) è quanto mai labile. Di certo è abuso d’ufficio ( se non fosse depenalizzato, a meno che non avvenga su scala gerarchica dall’alto in basso ), ma la concussione è dubbia, con solo questi elementi.

E comunque, la decisione di dare gli arresti domiciliari alla moglie di Mastella, incensurata, è epocale.

Comunque, l’epilogo della storia è in una struggente dichiarazione d’amore dritta dalla camera dei deputati, dove Mastella, abbandonata l’informativa sulla giustizia, si dimette, accusando i giudici di aver arrestato la moglie per colpire lui, dicendo che è un tiro a segno contro di lui personalmente, e che fra il potere e la famiglia, lui sceglie la moglie, perchè non è della Casta.

Tres Bien. La moglie è chiusa in casa e lui va dal papa.

97143762_44f57ad74a_m.jpg 3) Silvio Berlusconi, aka ” Il ritorno dell’incensurato “.

Anche di Berlusconi e Saccà abbiamo parlato tempo fa.

Ora, semplicemente, come avevo già detto, la procura di Napoli rintraccia nel comportamento di Berlusconi gli estremi per il reato di corruzione, e distacca l’indagine a Roma per competenza.

Berlusconi, rassegnato, non spreca neanche tempo a ricordarci che lo fanno perchè sono comunisti. Bondi è disperato.


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