Lasciamo stare lo spread

monti_berlu_fiducia

Ieri scrivevo di come mettersi a parlare per tutta la campagna elettorale di spread, di pressioni sui mercati, di investitori internazionali possa tradursi in un vero e proprio autogoal per il centrosinistra. Credo che la prima pagina di Repubblica sia una dimostrazione abbastanza plastica di quello che intendevo.

repubblica

Vorrei essere chiaro: penso che la questione del finanziamento del debito del nostro paese e della fiducia degli investitori internazionali nei confronti dell’Italia sia molto importante. Ma non credo migliorerà semplicemente rimproverando Berlusconi perché è tornato in campo e infilandosi nel circo delle parole da analisti finanziari: sarei felice se per la politica italiana arrivasse il momento di una rivoluzione del lessico. Ragionare così significa inoltre ignorare che il debito pubblico italiano è di proprietà delle nostre banche, in percentuali davvero sostanziose, e che i famosi investitori internazionali se ne sono disfatti almeno da giugno, rimanendo poi alla finestra a vedere cosa succedeva.

Insomma, mi sentirei meglio se il centrosinistra lasciasse stare lo spread, la credibilità, i mercati, se vuole vincere le elezioni; li lasciasse a Berlusconi, che peraltro credo si sia nuovamente dimostrato più efficace dal punto di vista comunicativo, su questo tema: sono abbastanza convinto che dello spread non interessi nulla a nessuno, certo non al cittadino-elettore comune che lo sente distante, germanoide, complesso e inutilmente tecnico, come termine; e comunque, come ho già detto, parlarne e farlo diventare un argomento da campagna elettorale non cambierà di una virgola la situazione.

Delle tante cose che vedo nella prima pagina di Repubblica l’unica che mi sembra veramente interessante è la presa di posizione di Avvenire: abbiamo già visto come all’indomani delle primarie del centrosinistra il cardinale Fisichella avesse abbozzato un lancio anticomunista contro il pugno chiuso di Giuntella e soci; la cosa è finita lì. Ora la linea l’hanno data, in un magico triplete, Bagnasco della Cei, Vian dell’Osservatore, Tarquini dell’Avvenire: Berlusconi è un’irresponsabile, Monti è il futuro.

Su queste parole d’ordine il tam tam delle parrocchie farà campagna elettorale nei prossimi mesi. Ed è questo popolo (non queste gerarchie o queste opinioni, s’intende) che il centrosinistra, io credo, debba contattare: parlando dell’Italia, all’Italia, dei territori e ai territori; di politica industriale, commerciale, di sviluppo e ripresa. di mediterraneo. Se vuole vincere le elezioni, e vincerle bene.

 

Già che ci sei, leggiti anche: 

 

3 Responses to “Lasciamo stare lo spread”


  1. 1 luigi 11 dicembre 2012 alle 1:36 pm

    Sono sostanzialmente d’accordo. Il così detto centro sinistra dovrebbe spiegare con poche parole e pochi numeri come produrre ricchezza in italia, come ridistribuirla tra i cittadini e tra i cittadini e lo stato, e nella spesa dello stato dove aumentare e dove diminuire. Poco più complicato di un semplice bilancio famigliare.


  1. 1 “In Italia parlano solo di Berlusconi” « D-Avanti Trackback su 11 dicembre 2012 alle 2:09 pm
  2. 2 Primarie dei parlamentari, voglio votare in anticipo « D-Avanti Trackback su 12 dicembre 2012 alle 1:57 pm

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