Pronto, qui è il Giornale…

C’è un dato, su questa storia del dossier Marcegaglia – che poi non è un dossier – ma vabbè, apparso sul Giornale. Ne stavamo parlando prima, a tavola.

Succede che un giornalista – il vicedirettore, mica uno – di detto quotidiano chiama una sua fonte, dicendogli che il giorno dopo sarà pubblicato un “superpezzo” supercritico superbomba sul datore di lavoro della fonte. La fonte, ricevuta la comunicazione, va nel panico. Anche se conosce il giornalista da, secondo il giornalista, 15 anni. Anche se conosce perfettamente il modo di scherzare del giornalista, ovvero anche se sa perfettamente che il giornalista è solito “cazzeggiare” amabilmente al telefono.

Il punto è il panico che si crea, non il dossier, neanche la – presunta – minaccia. Non l’attività giornalistica più o meno incisiva su un soggetto. Il punto è  che ormai, se mi chiama uno del Giornale per dirmi che hanno qualcosa su di me, io vado nel panico. Che cazzo c’hanno mo’ questi? Che hanno messo in piedi? Avranno scoperto che ogni tanto passo per le bancarelle del mercato e rubo le caramelle a forma di Coca-Cola? Avranno scoperto che a diciannove anni graffitavo i muri? Avranno scoperto che mio zio mi ha fatto avere un colloquio col direttore della sua banca? – per chi se lo stesse chiedendo, sono ipotesi generiche, non racconti personali. E’ come ricevere un avviso di garanzia dopo essere stati otto mesi ai caraibi, così, di punto in bianco. Per cui, il tizio va nel panico, chiama il capo, che va nel panico anch’esso; tutti nel panico, oddio, e mo’ che c’hanno? Che fanno? Allora il tizio impanicato chiama un suo amico, perché è parte della squadra del capo del giornalista, così che l’amico del capo trovi un modo per far chiamare il giornalista in questione e dirgli: “Aò, che cazzo state a fa’?”.

Dopo mesi di “metodo Boffo”, di character assasination serrata contro tutti i nemici del capo, di dossier fatti saltare fuori dai cassetti, qui rischia di saltare per aria il fondamentale principio di saggezza popolare: male non fare, paura non avere. Oddio, qualcuno mi sta osservando mentre mi guardo un porno? Sarò sbattuto in prima pagina e il paese intero discuterà di me? Che devo fare, stare fermo su una sedia tutto il giorno? E come riuscire a capire quando uno del Giornale mi chiama per cazzeggiare, e quando invece ha avuto la pietà di avvertirmi che hanno tarato la loro artiglieria sui miei errori di gioventù?

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