Archivio per 21 aprile 2010

Fate voi

Secondo voi è possibile vivere in un paese in cui il Supremo Organo di Giustizia, ovvero la Suprema Corte di Cassazione  -insomma quel posto dove ci sono i parrucconi che discutono di forme sostanziali di diritto, di concatenazioni logico-giuridiche complicatissime – ha appena messo per iscritto in via definitiva e irrevocabile (e in una sentenza a Sezioni Unite, perdipiù, che è proprio il massimo del massimo: è quasi un precedente vincolante, lo dice anche Wikipedia) che una decina di anni fa l’attuale Capo del Governo pagò un testimone perchè questi tacesse al giudice che le società occulte del gruppo Fininvest erano in realtà cassaforte personali del di Finivest Presidente, dunque lo stesso attuale Capo del Governo, e cassaforti costituite da fondi illeciti, peraltro, fondi derivanti dall’evasione fiscale o in altro modo “illecitamente conseguiti”, peraltro?

Ed è possibile, dicevo, in quel paese, che quando il Supremo Organo di Giustizia mette per iscritto queste cose, ovvero che il Presidente del Consiglio è stato un corruttore di testimoni e quantomeno un evasore fiscale, il Presidente del Consiglio – del quale si parla nella sentenza – non senta sulle sue spalle un quarto di un quinto della responsabilità politica necessaria a presentare immediate dimissioni?

Secondo me no, non è possibile.

Ps: ma dice, le Toghe Rosse. Eh, ma come la mettiamo se il primo presidente della Corte di Cassazione è Vincenzo Carbone, toga votata e rivotata compattamente dalla destra della magistratura e dai laici della allora Casa delle Libertà, e contro cui la sinistra, sempre della magistratura, fece opposizione feroce?

Bau bau woof woof

Come volevasi dimostrare, can che abbaia raramente morde.

Salutiamo con sufficiente indifferenza la nascita di una corrente interna al PDL; indifferenza perchè avere le correnti nei partiti è normale e fisiologico: di più, è impossibile non averne. Berlusconi si dovrà adeguare, e se non lo farà sarà un sintomo in più del suo scarso rispetto della democrazia, interna ed esterna: il Cavaliere non è Arthur Wellington, e ciò che disse il vincitore di Waterloo dopo il suo primo Gabinetto a Westminster lo riporta oggi Massimo Giannini su Repubblica.

Ciò che meraviglia è il comportamento di Fini, a mio parere scarsamente lungimirante e politicamente suicida. Ma non ce l’aveva un democristiano sottomano che gli insegnasse come si fanno i giochi di corrente?

Ve la ricordate la DC? Io no, ma ne parlo lo stesso – e capito, si, con chi avete a che fare: basta però rivedere la scena de “Il  Divo”, quella in cui Andreotti e Forlani si battono per la Presidenza della Repubblica, moderati da Cirino Pomicino. Il comportamento pseudo-intellettualoide che Fini ha tenuto in questi mesi gli è servito soltanto ad allontanarsi tutte le simpatie del (grosso) zoccolo duro di elettori Berlusconian-leghisti (fatevi un giretto su Spazio Azzurro, e ricordate i sondaggi letti ieri a Ballarò); gli ha fatto forse guadagnare il rispetto e la simpatia delle persone che padroneggiano correttamente il congiuntivo: ma non tutte lo voterebbero, e lo voteranno.

Per salvare la destra, l’Italia che vota a destra e dunque l’Italia, Fini avrebbe dovuto proporsi come efficace sostituto del Cavaliere: e per fare ciò avrebbe dovuto forse fare l’opposto di ciò che ha fatto, ovvero essere più Berlusconiano di tutti gli altri, per non indispettire il capo e favorire una futura transizione. Astuzia politica e ipocrisia omicida, forse: mi rendo conto però che ciò comprendeva l’abbandono della propria dignità personale, e non è una cosa che si può chiedere a una persona mediamente onesta.

Continuo a pensare che Fini abbia sparato una, forse l’unica cartuccia a disposizione nel suo schioppo: e l’abbia sparata in aria, e per far casino. Che spreco.

Edit. Per una opinione diversa dalla mia, c’è quella di  Gad Lerner – (alla quale mi permetto però di aggiungere che forse quel che egli dice è vero, ma non potrà essere Fini a guidare la “destra europea moderata” che, probabilmente, lo stesso Presidente della Camera ha in mente. Perchè, per fare ciò, avrebbe dovuto prima presentarsi come berluscomaniaco, in modo da conservare l’elettorato, e poi procedere a una metamorfosi dei valori. Un po’ come, appunto, a Fiuggi nel 1994).


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