Archivio per 8 aprile 2010

Legittimo impedimento? Incostituzionale, ma Silvio potrebbe salvarsi lo stesso

[per Giornalettismo]

Il provvedimento salva-Berlusconi presenta diverse incongruenze: dall’invenzione della gerarchia piramidale della Presidenza del Consiglio, alla prevalenza del potere esecutivo sul quello giudiziario; basterà questo a rendere efficace un eventuale ricorso della Procura?

«Ho visto che la procura di Milano vuole fare ricorso sul decreto firmato oggi dal Capo dello Stato che con la sua firma riconosce che non vi sono evidenti segni di incostituzionalità ». Così ieri Silvio Berlusconi, a proposito dell’annuncio – più un rumor, a dire la verità, anche se il ministro Bondi è già sicuro del contrario: potremmo fidarci di lui – da parte dei magistrati di Milano di adire la Corte Costituzionale, sollevando eccezione di incostituzionalità a proposito del legittimo impedimento, norma che il Premier di certo invocherà per il processo Mills, pendente davanti al giudice meneghino.

IL VIZIO C’E’ – Eppure, leggendo il testo della legge appena promulgata dal Capo dello Stato – a proposito, non è il presidente della Repubblica che controlla la costituzionalità delle leggi: è la Corte, a svolgere questo compito – un vizio salta all’occhio. L’istituto che la norma inventa, il legittimo impedimento appunto, è strutturato su scala piramidale. E così, sono di legittimo impedimento a comparire in udienza per il presidente del Consiglio “il concomitante esercizio di una o più attribuzioni previste dalla legge”; “le attività preparatorie e consequenziali”; “le attività comunque coessenziali”. Per i ministri, è legittimo l’impedimento in caso di attribuzioni o atti coessenziali: niente attività preparatorie. Per i sottosegretari, invece, proprio niente (poveracci).La logica è chiara: il presidente del Consiglio gode di più garanzie perchè ha funzioni più importanti, è più essenziale, mentre gli altri, giù a scendere in base alla loro rilevanza per il funzionamento dell’organo. Questa struttura verticale dell’ordinamento della Presidenza del Consiglio non esiste, però. La legge 400/1988, che disciplina, appunto, l’ordinamento del Governo, all’articolo 1 recita : “Il Governo della Repubblica è costituito dal Presidente del Consiglio dei ministri e dai ministri, che insieme costituiscono il Consiglio dei Ministri”. Non c’è dunque una struttura gerarchica: c’è una separazione di funzioni. Il presidente ne ha alcune, i ministri, altre.

SE PREVALE NON VALE – Tuttavia non è per questa strada che la Procura di Milano potrà provare a dimostrare l’incostituzionalità del Legittimo impedimento: questi rilievi non sono infatti rilevanti per decidere del Caso Mills, e la Consulta probabilmente rigetterebbe il ricorso. Per far emergere questa eccezione servirebbe un ministro sotto processo per atti preparatori all’attività di governo (non coperti, per lui, da garanzia), che lamenti – fondatamente – una giusta discriminazione ai suoi danni rispetto alla posizione del presidente del Consiglio, formalmente suo pari.I Pubblici Ministeri sembrano però sicuri delle proprie ragioni. Di uno fra i rilievi ipotizzati dal Corriere della Sera, quello riguardante l’impegno che il Parlamento si prende, mediante questa legge, a discutere addirittura una normativa di rango costituzionale sul tema, abbiamo già parlato su queste pagine . Plausibile anche l’incostituzionalità della presunzione assoluta di impedimento, intendendo con questo che il giudice non abbia la possibilità di verificare o contestare che l’impedimento lamentato sia effettivo e reale, come a dire: se la parte invoca l’impedimento, la corte fila a cuccia senza poter dire niente. Il che stabilirebbe una prevalenza dell’esecutivo, che avrebbe facoltà di non provare le proprie affermazioni, sul giudiziario: prevalenza per se stessa lesiva della separazione dei poteri.


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