I preti cattolici? Si sposano eccome

[per Giornalettismo]

Un articolo dell’ International Herald Tribune, approfondisce la questione mai risolta del celibato nella Chiesa.

Se ci allontaniamo per un attimo dalle assordanti polemiche di questi giorni, dallo scandalo dei preti pedofili che ha portato anche una storica moderata, moderatissima, come Lucetta Scaraffia, a dire che “qui ci vorrebbero le donne”, scopriamo che l’ipotesi non è così peregrina.In Ucraina, nella (relativamente) vicina Ucraina, ai preti cattolici è concesso sposarsi, senza alcun problema. Ce ne parla oggi l’International Herald Tribune, con un articolo che approfondisce la questione.

MOGLIE E FIGLI – La chiesa greco-ucraina è una delle tante chiese di rito orientale. Chiese cattoliche, si intende, ovvero chiese in perfetta comunione spirituale e di fede col Pontefice Romano. Qui, i sacerdoti si sposano, e non è un gran problema. “E’ importante quando un prete ha una comprensione profonda non solo di se stesso”racconta un parroco. “Avere una famiglia aiuta il prete a comprendere davvero più a fondo come relazionarsi con le altre persone e come aiutarle. E’ piu naturale, ha molto più senso per un prete avere moglie e bambini”. Allo stesso modo un reverendo più anziano, insegnante al seminario, spiega addirittura come sia conveniente per un prete prender moglie, “così è un miglior pastore per i suoi parrocchiani. Ho paura – dice – che il celibato possa esser visto come contrario alla natura umana”.

IL RITO ORIENTALE – La Chiesa greco-ucraina, continua l’Herald, è solo una delle tante Chiese cattoliche proprio jure che ammettono il matrimonio per i preti. In gran parte del mondo slavo e, più in generale, nelle regioni a contatto con il rito Ortodosso, esistono Chiese cattoliche di questo tipo. Ma possiamo anche evitare di allontanarci troppo. “Di preti cattolici di rito orientale ce n’è anche in Italia”. Scriveva già quasi dieci anni fa Sandro Magister, sul suo blog di approfondimento. “Le diocesi di rito greco albanese della Sicilia e del meridione hanno clero sia celibe che sposato. I loro parroci con famiglia sono una dozzina. Uno di questi ha officiato per anni a Milano, nella chiesa di rito greco dei santi Maurizio e Sigismondo, in corso Magenta”.

DOVE IL VATICANO SI E’ ARRESO – Molto spesso queste realtà (così l’esempio degli scismatici anglicani, recentemente riammessi alla comunione con Roma) esistono in situazioni di frontiera, in cui è difficile per la Chiesa cattolica Romana chiedere ai propri pastori di rinunciare a una facoltà che essi sentono come naturale anche per i sacerdoti, che vedono essere largamente praticata dai pastori delle altre confessioni cristiane (ortodossi, protestanti). Tuttavia, se ci spostiamo in Sud America, scopriamo che un prete con moglie è una possibilità talmente frequente che non ci si fa più caso. Scopriamo che lo stesso Vaticano sembra essersi arreso, accettando il clero uxorato sotto condanna del silenzio. Insomma, la situazione, nella chiesa Romana, appare molto più fluida di quanto non si voglia far credere.

1 Response to “I preti cattolici? Si sposano eccome”


  1. 1 Dario Bazec 16 maggio 2010 alle 1:01 am

    La questione dei preti sposati di rito orientale è stata mal spiegata.
    Nel rito orientale, se non mi sbaglio, un seminarista deve fare la scelta se sposarsi o no, prima del diaconato o comunque prima del presbiterato.
    Dopo riceve gli ordini maggiori e quindi diventa diacono o prete quando è già sposato. Infatti se, per ipotesi, rimane vedovo non può risposarsi più.
    D’altro canto e pare che sia emerso durante il Concilio Vaticano II, i vescovi di rito orientale mal sopportano questa situazione, perché è molto difficile trasferire da una parrocchia a un’altra un prete con famiglia che un prete celibe, quindi solo.
    Nella Chiesa Cattolica di rito romano sono stati comunque ammessi i cosiddetti “viri probati”, già coniugati, che dopo un adegauto corso di preparazione vengono ordinati diaconi e vengono inviati nelle parrocchie a coadiuvare i parroci. Ci sono anche vescovi che assumono come segretari dei diaconi, in modo da avere più sacerdoti disponibili nelle parrocchie.
    In certe parrocchie il parroco e il diacono si alternano nell’omelia domenicale.
    Saluti
    Dario Bazec


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