Sostenere il Presidente

Mi hanno segnalato il regolamento dei neonati “Promotori della Libertà”. Dategli un’occhiata: ne vale la pena.

In sostanza questi Promotori, nell’idea di base, mirano ad essere un corpo scelto all’interno del partito. Una guardia personale (di Berlusconi, s’intende), alle sue dirette dipendenze (articoli 1,3 e 4: da lui “dipendono direttamente“; essi “sostengono il lavoro del presidente“; egli “fissa le priorità e gli obiettivi” e i responsabili territoriali “sono nominati dal Presidente“). Apprendiamo inoltre che nel PDL esiste un “settore delle iniziative movimentiste“, il quale responsabile è il direttore – formale – di questa nuova organizzazione.

La gerarchia delle loro finalità è molto netta: sostenere il Presidente, il Governo, il Partito. L’uomo, l’azione, il gruppo.

Non ho al momento sottomano lo statuto della Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale del 1922, ma ci si potrebbero fare dei parallelismi interessanti. L’unica lampante differenza che su due piedi mi salta agli occhi è che quello era un corpo armato.

Il che è indicativo.

5 Responses to “Sostenere il Presidente”


  1. 2 Marino 20 marzo 2010 alle 10:21 am

    E’ davvero originale che, in un regolamento, si nomini espressamente Silvio Berluscon come presidente del partito. Questo si è creato un piccolo partito all’interno del grande, cui affidare praticamente tutti i compiti, liberandosi così dalle pastoie democratiche (congressi, delegati e altro pattume simile) che lascerà ai suoi fidi colonnelli (che continueranno a non contare nulla nel partito) Ma come fanno politici navigati alla Fini o alla La Russa a sopportare questi schiaffi?

  2. 3 maria 20 marzo 2010 alle 2:27 pm

    ma a fini e a la russa piacevano molto le milizie volontarie di un tempo,se non ricordo male….

  3. 4 2t 20 marzo 2010 alle 3:39 pm

    il regio decreto…

    Regio Decreto 14/01/1923 n. 31
    (Istituzione di una Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale)
    Convertito in Legge 17/04/1925 n. 473
    Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale —

    Articolo 1

    È istituita una milizia volontaria per la sicurezza nazionale.

    Articolo 2

    La milizia per la sicurezza nazionale è al servizio di Dio e della Patria italiana, ed è agli ordini del Capo del Governo.

    Provvede, in concorso coi corpi armati per la sicurezza e con il R. esercito, a mantenere all’interno l’ordine pubblico; prepara e conserva inquadrati i cittadini per la difesa degli interessi dell’Italia nel mondo.

    Articolo 3

    Il reclutamento è volontario, e viene compiuto fra gli appartenenti alla milizia fascista fra i 17 e i 50 anni che ne facciano domanda e che, a giudizio del Presidente del Consiglio dei Ministri e delle autorità gerarchiche da lui delegate, ne possiedano i requisiti di capacità e moralità.

    Articolo 4

    Le norme organiche e disciplinari per la costituzione e il funzionamento della milizia saranno stabilite da appositi regolamenti da redigersi, in armonia con le leggi vigenti, dal Presidente del Consiglio e dalle autorità da lui delegate.

    Articolo 5

    Le nomine degli ufficiali e le loro promozioni vengono compiute con Nostro decreto, su proposta dei Ministri per l’interno e per la guerra.

    Articolo 6

    La milizia per la sicurezza nazionale presta servizio gratuito. Quando presta servizio fuori del Comune di residenza dei reparti viene mantenuta a spese dello Stato.

    Articolo 7

    In caso di mobilitazione generale e di richiamo parziale dell’esercito e della marina, la milizia fascista viene assorbita dall’esercito e dalla marina in armi, a seconda degli obblighi e dei gradi militari dei singoli componenti.

    Articolo 8

    Le spese per la istituzione e il funzionamento della milizia per la sicurezza nazionale sono a carico del bilancio del Ministero dell’interno.

    Articolo 9

    Dall’entrata in vigore del presente decreto tutte le altre formazioni a carattere o inquadramento militare di qualsiasi tipo non sono permesse. I contravventori cadranno sotto le sanzioni della legge.

    Articolo 10

    Il presente decreto sarà presentato al Parlamento per la conversione in legge, e andrà in vigore il giorno 1° febbraio 1923.

    da regioesercito.it…

  4. 5 Patrix 22 marzo 2010 alle 11:42 pm

    Spero che qualcuno vi stronchi sul nascere!
    Il qualcuno in questione DEVE essere lo Stato Italiano.
    Ma andare a lavorare no?


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