Pensieri in ordine sparso sull’inchiesta di Trani

0) Trani è uno dei posti più belli dell’orbe terracqueo, lo era anche prima e nonostante tutto questo. Così, informazioni turistiche.
1) Minzolini e Berlusconi si mettono d’accordo sugli editoriali del TG1. Chi l’avrebbe mai detto?
2) Berlusconi parla con Innocenzi come Mokbel parlava con Di Girolamo. Stessi toni, stesso stile (“ricordati che io ti ho messo li“).
3) Ieri a Otto e Mezzo Lupi neanche ci provava a dissimulare. “Il premier è una carica costituzionale“, diceva, se non ricordo male, dunque “ha il diritto di fare pressioni” (sic). Se le parole erano queste, ha ragione Furio Colombo su il Fatto di oggi: siamo alla rivendicazione del reato come diritto.
4) Ci sono le talpe in procura. Non ci dovrebbero essere. Ma è grazie alle talpe che ora tutto questo si sa: senza di esse sarebbe passato sotto silenzio un importante aspetto del modo di gestire il potere, dietro le quinte, di Berlusconi.
5) Tuttavia, le talpe in procura non ci dovrebbero essere.
6) Sono quindici anni che va avanti la storia delle toghe rosse. Non ci ho mai creduto, e non ci credo neanche stavolta. Di Pietro, però, per far partire Tangentopoli aspettò il giorno dopo le elezioni. Non è obbligatorio per i magistrati, ma a questo punto sarebbe altamente consigliabile tenere conto della situazione contingente: mi rendo conto che l’inchiesta andava fatta partire subito per non distruggere le intercettazioni rilevanti, ma così purtroppo ci si espone ad accuse che sono e restano folli, ma che fanno rumore sufficiente a buttare tutto in caciara. E’ un discorso di opportunità, su quel che è opportuno fare.
7) I processi in tv non si fanno, perchè non è possibile farli. Nel senso che non si potrebbe neanche volendo: “processo” è una parola dal significato molto preciso.
8 ) Santoro è politicamente orientato, e pure antipatico. E’ sempre stato entrambe le cose. Ha il diritto di esserlo: il luogo dell’obiettività è infatti il telegiornale, non la trasmissione di approfondimento – e qui, si veda il punto 1.La trasmissione di approfondimento ha necessariamente un taglio, l’unico limite è quello di non dire sonanti bugie. Per il resto, si prende la notizia in quanto tale, che stabilisce i confini del discorso, e dentro questi ci si imposta quel che si vuole.

[Se mi viene in mente altro, aggiungo]

4 Responses to “Pensieri in ordine sparso sull’inchiesta di Trani”


  1. 1 giafai 17 marzo 2010 alle 2:06 pm

    Non son d’accordo col punto 6. I magistrati devono fare il loro lavoro, non assecondare il politico di turno. Se scoprono un reato nel periodo elettorale (anche perché, non esiste più un periodo non elettorale..) devono avviare le loro procedure, altrimenti dobbiamo attivare questi periodi di sospensione dell’attività dei magistrati anche per tutti gli altri reati. Per Pentecoste gli stupratori non vengono indagati. Poi a carnevale i ladri. ecc ecc

  2. 2 Tc 17 marzo 2010 alle 3:13 pm

    certo, nessuno lo mette in dubbio. io sto dando un consiglio “politico” alla magistratura – e mi rendo conto perfettamente di quanto poco solida sia questa impostazione.

    ma di sicuro, se si riuscisse a tener conto del fatto che un inchiesta sotto elezioni è accusabile di strumentalizzazione politica, si potrebbe evitare l’accusa e il rumore che ne deriva. posto che è l’accusa ad essere sbagliata, e io lo credo fermamente. io parlo di un accorgimento ulteriore, da attuarsi se e per quanto possibile.

    è vero, come dici tu, di periodi non elettorali non ne esistono più (ed è tragico anche questo)

  3. 3 Mah 17 marzo 2010 alle 6:51 pm

    Nei tre mesi precedenti alle elezioni, “eh, vogliono influenzare le elezioni”.
    Nei tre mesi successivi, “eh, non vogliono riconoscere il risultato.
    Se il governo ha consenso, “eh, non accettano il consenso del popolo”.
    Se il governo non ha consenso, “eh, vogliono affondare il governo”.
    Se in periodo di finanziaria, “eh, combattono così i tagli”.

    Poi, il must, “non vogliono la riforma della giustizia”, che vale sempre, visto che c’è sempre una riforma della giustizia da fare.

  4. 4 Pernacchia 17 marzo 2010 alle 10:02 pm

    l’ultimo intervento, di Mah, è verissimo e lucidissimo. Racchiude in alcune frasi il senso del dibattito pubblico in questo paese.
    Un’immobilità assurda.
    Anche io penso, in astratto, che certi momenti della vita politica dovrebbero essere lasciati liberi da possibili condizionamenti esterni. Però, ormai, ho maturato l’idea per cui ciò è impossibile, in quanto qualsiasi momento è buono per poter dire che la classe politica (non la politica, una distinzione che non mi stancherò mai di sottolineare) non deve essere disturbata nel continuare a praticare la sua coprofagia.


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