Freni, legale PdL: il Tar ha sbagliato

[per Giornalettismo]

Dopo che il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto il ricorso del Partito delle Libertà, l’avvocato spiega come e perchè ricorrerà al Consiglio di Stato.

Avvocato Freni, come ha preso l’esito del ricorso che avete promosso? Il Tar non ha accolto le vostre posizioni.

Che le devo dire, ogni avvocato sa che a volte si vince e a volte si perde. Ma rimane la strada del Consiglio di Stato.

Perchè? Ritenete che il TAR abbia sbagliato?

Ovviamente si. Il Tar parte dal ragionamento che la materia in oggetto sia regolata da una legge regionale, e che la legge nazionale funga quindi da norma residuale. Il decreto del governo interpreterebbe dunque solo questa norma residuale, e non potrebbe trovare applicazione nel Lazio. Questo ragionamento però dimentica che l’articolo 2 proprio della norma regionale fa esplicito rimando alla norma nazionale: la legge regionale disciplina solo alcuni aspetti del procedimento elettorale, lasciando per i restanti ambiti intatta la validità della legge che il DL interpreta, che deve quindi ritenersi pienamente applicabile al nostro caso. E questo è solo uno dei tanti rilievi che ci sono da fare: noi ad esempio siamo perfettamente in grado di provare che i nostri delegati erano sul posto all’ora stabilita, e i giudici non ne hanno tenuto conto.

Senta, i giudici hanno deciso in questo modo perchè c’è un complotto ai danni del PDL?

I giudici hanno deciso così perchè era loro facoltà farlo: il giudice interpreta la legge, anche il TAR lo ha fatto ma, a nostro avviso, l’ha interpretata male. Anzi, mi sento di poter escludere categoricamente qualsiasi complotto ai danni del PDL da parte dei magistrati.

La lista è poi però stata rifiutata anche dall’ufficio elettorale…

A questo proposito è curioso notare come il provvedimento dell’ufficio elettorale centrale sconfessi il TAR. Infatti la Corte d’Appello ha ammesso che i delegati erano sul posto, cosa che invece il TAR non ha riconosciuto; poi la lista non è, a sentire loro, potuta essere ammessa perchè mancavano dei documenti. Il fatto è che i documenti che mancavano erano preziosi e al momento di depositarli presso le autorità, dopo il parapiglia che si era venuto a creare, i delegati li hanno trattenuti presso di se perchè non andassero perduti. Comunque, abbiamo già impugnato anche il provvedimento dell’Ufficio elettorale.

Cosa vi aspettate dal Consiglio di Stato?

Innanzitutto che il Consiglio di Stato accerti i fatti, riconoscendo che la mancata presentazione della lista è dipesa dalle disposizioni impartite dal Presidente dell’Ufficio e dalle forze dell’ordine e dalla causa di forza maggiore determinata dalla barriera umana creata da militanti di altre forze politiche. Dunque una decisione che accerti i fatti per come essi sono andati veramente; in secondo luogo, e soprattutto, un provvedimento che ci consenta di accedere alla presentazione delle liste anche senza dover usufruire del decreto del governo, di cui non abbiamo bisogno.

Un po’ come è successo in Lombardia.

Precisamente.

Ma scusi: prima sostenete che il dl è applicabile al lazio, e adesso mi dice che puntate a un provvedimento simile a quello lombardo, che non ne tenga conto. Non è in contraddizione?

No, perchè il fatto che si possa applicare non vuol dire che debba essere applicato per forza: e noi pensiamo che il ricorso sia accoglibile anche a prescindere dal decreto.

2 Responses to “Freni, legale PdL: il Tar ha sbagliato”


  1. 1 Piero Iannelli 11 marzo 2010 alle 12:24 pm

    Speriamo che milioni di persone non possano votare “pdl” così si potrà dire che la “DEMOCRAZIA” ha trionfato.

    Speriamo possa vincere senza avversari la Bonino.

    Speriamo si possa avere il programma di Tinto Brass, che lui stesso riassume con :”EROS e LIBERTA'”

    Almeno.. quello!

    Piero Iannelli

  2. 2 Pernacchia 11 marzo 2010 alle 8:48 pm

    Io amo Freni.

    Comunque per rispondere a Alessio e ad Anellidifum0, che hanno commentato il 7 marzo, volevo dire che la logica che la sociologa Franca D’Agostini, in ‘Verità avvelenata’ (edito da Bollati Boringhieri, 2009), chiama del ‘tu quoque’, non funziona o almeno non funziona com me. Io sto fuori dai giochi politici da un bel pezzo.
    Ragazzi diciamocelo tranquillamente: la classe politica, imprenditoriale, sindacale e culturale di questo paese è incapace di affrontare le sfide che la relatà presenta tutti i giorni. Attenzione, io non ho detto la politica in generale e/o i partiti, ma singole persone.
    Io combatto tutti i giorni contro il male peggiore di Berlusconi e del fascismo: il qualunquismo. Ciò che per altro ha determinato l’ascesa di questi due fenomeni sociali,ne è stato la causa non l’effetto. (nel metterli sullo stesso piano non voglio certo offendere il fascismo).


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