Dio ti vede

Interessante stamattina la lettura della prima pagina de Il Giornale – eh, lo so, peccato – che pubblica un articolo sul voto cattolico.

Interessante perchè ogni volta che sento qualcuno parlare di voto cattolico, vorrei fermarmi per spiegargli che il “voto cattolico”, semplicemente, non esiste.

Mi piacerebbe innanzitutto capire cosa intendiamo, quando ne parliamo. Chi è il votante cattolico? E’ uno che vota come gli dice il prete? O è uno che vota chi porta avanti i valori in cui lui crede?

Chi è d’accordo con la prima ipotesi evidentemente non conosce i preti: perchè nessuno di loro ti dirà chi votare. Sarebbe una posizione attaccabile. I preti che conosco ti diranno come votano loro (ma raramente), e principalmente, una frase qui, una parola la, ti diranno per chi non devi votare; per chi sarebbe meglio non votare, in generale. Certamente il risultato è lo stesso, perchè l’indicazione di voto “sacerdotale” si deduce dal complesso di questi comportamenti, di frasi mezze dette, dell’atteggiamento generale: ma i sacerdoti raramente si prenderanno la responsabilità di indicare chiaramente una preferenza. Suonerebbe strano, irrituale, sarebbe controproducente.

Si tratta, del resto, di quello che la Chiesa italiana ha fatto fin dal 1948: si spingeva, si invitava – implicitamente – a votare DC, non perchè essa fosse “affidabile” (la Chiesa, della DC, non si è mai fidata), ma perchè di la c’erano i comunisti brutti, cattivi, mangiapreti e senza Dio.

Chi è d’accordo invece con la seconda ipotesi potrebbe fare il favore di dirmi quali sono, questi convincimenti che inducono il cattolico a scegliere un partito piuttosto che un altro. Penso, ripenso, e non trovo nulla nei Vangeli che possa suonare come un “indicazione di voto”.
La realtà, con buona pace di quelli che attaccano il Concilio, è che il Vaticano II ha semplicemente ribadito ciò che a parer mio è innegabile: e cioè che il Cristianesimo con la politica non c’entra niente, e che il Cristiano è chiamato a rimboccarsi le maniche insieme agli uomini di buona volontà per far migliore il mondo. E chi siano gli uomini di buona volontà, beh, non si sa mai a priori.

Quindi smettiamola di parlare di “voto cattolico”; diciamo invece la verità. Diciamo che, con questa espressione, intendiamo “i pacchetti di voti gestiti dai preti”, ipotesi di gran lunga più aderente alla realtà. Certo che esisterà ancora gente che vota come dice il prete, o che ascolterà indicazioni di voto che vengono dall’alto. Succederà sempre, succede con la mafia, succede quindi con chiunque abbia l’ascolto dalle persone, la loro fiducia e perciò una qualche presa su di esse.

Ma ragionare su come votino i cattolici è un discorso tipico di chi in parrocchia non c’è mai entrato, e che ragionando in questo modo rinuncia a capire la questione: e che quindi, rinuncia anche a conquistare il voto dei cattolici.

3 Responses to “Dio ti vede”


  1. 1 Pernacchia 3 febbraio 2010 alle 5:46 pm

    Scusa ma stavolta non ti capisco proprio. Affermi:’Chi è d’accordo con la prima ipotesi evidentemente non conosce i preti: perchè nessuno di loro ti dirà chi votare’ poi dici che però ti influenzano indirettamente. Prosegui affermando: ‘si spingeva, si invitava – implicitamente – a votare DC, non perchè essa fosse “affidabile” (la Chiesa, della DC, non si è mai fidata), ma perchè di la c’erano i comunisti brutti, cattivi, mangiapreti e senza Dio.’ Ciò è vero parzialmente dato che se non ci fosse stato De Gasperi già alla prima legislatura il governo sarebbe stato composto di ex fascisti, in quanto la Chiesa spinse fortemente perchè il primo governo democristiano accettasse l’msi al governo. E questo che significa se non indirizzare il voto, non solo in negativo?
    Prosegui chiedendoti quali siano: ‘questi convincimenti che inducono il cattolico a scegliere un partito piuttosto che un altro’. Ma lo hai visto il lavoro’sporco’ delle Chiesa sul referendum sulla P.m.a? O meglio più che sporco, io non mi schifo di niente, dico che quello è stato un lavoro politico, come tanti altri, proprio come quello di chi era contrario alla legge oscurantista. Sono accertati casi, soprattutto al sud, dove alcune omelie sono state caratterizzate da pistolotti fideistici a favore della legge 40. Niente di male, bats ache sia chiaro però. Il governo Prodi cade sui pacs, con il voto contrario di Andreotti che dice di non farcela a votare…negli anni Settanta vota la legge 194 (più incisiva) pensando di riuscircela con il referendum. Svanito il mito dell’infallibilità (politica) della Chiesa.
    Poi scusa non capisco quando dici: ‘La realtà, con buona pace di quelli che attaccano il Concilio, è che il Vaticano II ha semplicemente ribadito ciò che a parer mio è innegabile: e cioè che il Cristianesimo con la politica non c’entra niente, e che il Cristiano è chiamato a rimboccarsi le maniche insieme agli uomini di buona volontà per far migliore il mondo. E chi siano gli uomini di buona volontà, beh, non si sa mai a priori.’ E questa cossa è se non la definizione di politicas? Ma come? l’unica volta che la Chiesa capisce cosa bisogna fare, quale è il senso della partecipazione politica del cristiano, diciamo che non era un messaggio politico? La chiesa ha sempre fatto politica, fin dai tempi del non expedit, esso equivale all’invito ad andare al mare per i contro referendari di turno. Poi scusa alla fine ti contraddici: ‘Diciamo che, con questa espressione, intendiamo “i pacchetti di voti gestiti dai preti”, ipotesi di gran lunga più aderente alla realtà. Certo che esisterà ancora gente che vota come dice il prete, o che ascolterà indicazioni di voto che vengono dall’alto. Succederà sempre, succede con la mafia, succede quindi con chiunque abbia l’ascolto dalle persone, la loro fiducia e perciò una qualche presa su di esse.’ Allora i preti influenzano, ci sono ALCUNE parrocchie che lo fanno. Ma perchè scandalizzarsi? La Chiesa è un potere politico come tanti altri, lo ha sempre rivendicato (ti ricordo che è uno Stato), certamente è sui generis, ma uno Stato come tutti gli altri. Invita i cattolici a fare A come B, ha delle banche (ricordi lo IOR?), e quindi deve avere chi gestisce questo potere. Poi se vogliamo parlare dei singoli cattolici, o meglio dei cittadini (indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa) certamente è assurdo pensare di massificarli, lo dico perchè la prima forza politica che ha creato un ‘voto cattolico’ è stata prorprio la Chiesa.
    Scusa se non ho compreso bene…

    p.s. sono stato preso dalla ‘mania di Iannelli’, ho scritto un pistolotto…Iannelli sempre con simpatia…

  2. 2 Tc 3 febbraio 2010 alle 11:26 pm

    Chi dice che la Chiesa non fa politica? Non è quello il punto.
    Io sottolineo come sia fuorviante parlare di un “voto cattolico” come un blocco di parecchi punti percentuali che votano compattamente qualcosa. Ciò non esiste.
    Ci si stupisce in questi giorni che i cattolici prendano tranquillamente in considerazione di votare Bonino: è perchè non esiste un “voto cattolico”. C’è gente che vota come gli pare per una serie di motivi, i più vari: perchè è cattolica, perchè non lo è, perchè gli piace la faccia. Il collegamento “sono cattolico-voto necessariamente qualcosa” non esiste, non è mai esistito, forse solo ai tempi del non expedit, appunto, ma li la situazione era molto diversa.
    Ci sono quelli che votano come dice il prete, ma non sono molto diversi da quelli che votano come dice la mafia, il barone locale, il maggiorente del partito. Le parrocchie non sono blocchi monolitici: questo intendo. Non lo sono mai state.

  3. 3 Pernacchia 4 febbraio 2010 alle 11:12 am

    attenzione però, chi prende in considerazione oggi di votare la Bonino non lo fa perchè sebbene ‘cattolico’la Bonino si può votare. Lo fa perchè vuole il cambiamento, gli piace il programma, perchè sa che tanto la legge 194, 80, ecc. già ci sono e non succede nulla, perchè fanno le battaglie per le carceri, per gli immigrati (certo nutro dei dubbi a livello di welfer, ma questo passa il convento, ahahaha). Ma quanti sono questi votanti? quando si invoca il ‘voto cattolico’ non si fa appello al primo caso, ma si fa riferimento ad una fascia di popolazione di medio-bassa cultura (soprattutto di cultura cattolica), di medio-alta età, principalmente (ma non esclusivamente) del sud. é un blocco sociale che per esempio esiste anche in Spagna. Poi è ovvio, nell’opinione pubblica viene addolcito e opportunisticamente chiamato ‘voto cattolico’, ma in verità si tratta di quell’insieme di individui mossi dai comitati di notabili clericali che, li muove, li terrorizza, ancora oggi, sul fatto dei comunisti brutti e cattivi (vedi berlusconi), oppure che dice che la Bonino strappa i feti con le camere d’aria delle bici. Tommaso, se i cattolici fossero tutti come te, a quest’ora avremo un Paese cristiano-pluralista, mediterraneo, progressista e progredito e culturalemnte avanzato. E il tuo non può certo dirsi che sia un voto cattolico il tuo, il tuo, penso, è un voto. Ma la crisi demografica vuole che ad ogni tuo libero voto si contrappongono dieci voti cattolici-clericali di mia nonna. Ecco cos’è il voto cattolico.


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