Pessima figura

Faccio una certa fatica a commentare le parole del Ministro degli Interni che, davanti alla rivolta di Rosarno, non trova di meglio da dire che “è colpa della troppa immigrazione“. Sinceramente non mi aspettavo che la buttasse in caciara in questo modo. Speravo che avrebbe tirato fuori un volto compassionevole: ma sono stupido io, evidentemente.

Ed è allo stesso modo disarmante la reazione dei cittadini di Rosarno che si comportano come padroni arrabbiati dall’alzata di cresta dei loro schiavi, che finchè raccolgono mandarini, arance e stanno zitti li possiamo anche tollerare, ma se iniziano a pretendere che non gli spariamo addosso quando ci annoiamo, passano veramente il segno.

Non conosco la situazione di Rosarno, non ci sono mai stato, non so quale è il livello di accettabilità della vita urbana. So però che un africano che viene a raccogliere arance in Italia non è equiparabile alle famiglie Rom che strutturalmente – ed è, comunque, un luogo comune – rifiutano l’integrazione. Qui stiamo parlando di rifugiati politici e di persone con regolare permesso di soggiorno, che fanno il giro delle regioni del meridione agricolo seguendo le stagioni della raccolta, per far mangiare tutti noi quei rossi pomodori e quelle clementine senza semi che colorano i mercati di tutta Italia.

Il comportamento dei Neri di Rosarno ci dimostra inoltre come l’essere umano abbia una soglia di tollerabilità e di dignità che, se superata, rende la vita inaccettabile; e che noi Italiani, i Rosarnesi come Maroni, dimostriamo di aver spostato molto più in alto: moltissimo si può tollerare, prima che diventi inumano.

E’ possibile, se non probabile in effetti, che saranno gli Africani a salvare Rosarno: in fondo nessuno di loro deve qualcosa a quella ‘ndrangheta che gestisce la Piana di Gioia, che li sfrutta, li paga poco e li fa star male, e senza donargli quel benefico controllo del territorio e rapida soluzione dei problemi che chi vive sotto mafia ha ben presente. Ci rimane l’immagine inquietante dei nostri schiavi negri che si ribellano al conformismo criminale che tutti noi, invece, in fondo accettiamo, perchè è troppo pericoloso ribellarsi e perchè i vantaggi superano gli svantaggi. Loro invece non hanno paura di morire, evidentemente perchè non hanno più niente da perdere (al massimo, diceva quello, le loro catene).

C’è troppa tolleranza con questa gente, ripete Maroni. Mi chiedo se gli piacciano le spremute d’arancia: perchè bisognerebbe provare a fare come nella scena di Fahrenheit 9/11, di Michael Moore. Se questa gente non vuole gli immigrati in Italia, potremmo chiedergli se è disposta a mandare il proprio figlio a lavorare nei campi di agrumi calabresi.

Dovremmo trattare questi poveracci non allo stesso modo, ma molto meglio di come trattiamo noi stessi.

7 Responses to “Pessima figura”


  1. 1 Piero Iannelli 8 gennaio 2010 alle 4:39 pm

    Rispondo al Suo articolo,semplicemente citando una lettera al Direttore che meglio di me spiega la situazione:

    La presente, per manifestare il mio disappunto suscitatomi dalle parole pronunciate dal Ministro Sacconi, Oscar Giannino ed altri ospiti, durante la puntata della trasmissione “Porta a porta” del 03/12/2009.

    Sono dispiaciuta, angosciata, ed umiliata nel profondo, e come me moltissime altre persone che si sentono mute ed impotenti nella loro situazione stagnante da sempre.

    Sì perché sentire parlare di noi, (sperando che qualcuno che lavora per la nostra tutela si renda conto, che forse avremmo bisogno di una mano), e rendersi conto invece che tra quelle percentuali neanche ci rientriamo, fa male.

    L’altra notte si sbandierava un 8% di disoccupazione come fosse un traguardo raggiunto, un ottimismo fuori luogo basato su statistiche che vorrei tanto verificare. Si parla di numeri, di percentuali, grafici, ecc ripeto… numeri e fogli di carta! Quei numeri dietro nascondono vite, persone, speranze, sofferenze, frustrazioni, difficoltà, quindi inviterei ad abbandonare per un momento le scrivanie, i dati cartacei ed informatici e piuttosto di scendere tra la gente, nelle strade, negli uffici per l’impiego, nelle agenzie interinali e toccare con mano cosa significhi disoccupazione.

    Quell’8% di disoccupazione a cui si faceva riferimento, è riferito ai disoccupati che avevano un posto fisso ed ora non più, oppure a chi è in mobilità, ma esclude gente come me, che per tutta la vita si è fatta in quattro per cercare lavoretti saltuari, precipitandoci da un posto all’altro per andare avanti, percorrendo centinaia di km in treno giornalmente (spesso rimettendoci anche con le spese), sperando di investire ed essere in seguito assunti o richiamati per qualche altro giorno di lavoro.

    Assurdo anche sentirmi dire a volte, che il curriculum risulta un po’ dispersivo perché ho svolto lavori di differenti tipologie e settori… Mah quindi bisognerà anche eliminare dal Cv alcuni lavori svolti in 20 anni, per non farsi criticare anche per questo? Invece di ammirare la prova che attestante che una persona ha voglia, volontà, iniziativa di fare, di cercare, di lavorare e nonostante tutto continua ad amare e credere, in una Patria che spesso volge le spalle ai propri figli, tutelando spesso persone che arrivano da fuori, che pretendono ed ottenengono.

    Lo affermo con cognizione di causa in quanto, dove ho lavorato per 3 anni con contratti di 3 mesi, noi italiani siamo stati sostituiti da personale straniero, che successivamente è stato assunto con contratti a tempo indeterminato, tutelato da un associazione che preferisco non menzionare.

    E stato affermato che le persone che non rientrano in quell’8%, sono persone che non hanno voglia di lavorare, e non si attivano per cercare lavoro, e quando Vespa ha contestato questa affermazione, il Ministro ha rettificato/specificato dicendo che si riferiva a studenti non lavoratori. Qualcuno dovrebbe almeno chiedere scusa, perche essere definiti invisibili ok, scoraggiati anche, ma nessuno deve permettersi di affermare e considerarci fannulloni! Sicuramente ce ne sono molti di fannulloni, ma non tutti, e bisogna rispettare, apprezzare e premiare chi non lo è.

    Non si deve offendere una persona solo perche non lavora, ne identificare il disoccupato come un fannullone, non voglio più vergognarmi di essere definita disoccupata. E proprio il caso di dire chi è sazio non crede agli affamati.

    E’ stato detto che si sta investendo sui giovani, ed è giusto, ma a quelli della mia generazione, che ancora ci troviamo come a 18 anni, chi ci pensa? Oppure visto il fallimento da parte di tutti, si preferisce passare la mano della mia generazione e andare oltre? Come me, ce ne sono migliaia di persone della mia generazione, 40enni che non hanno mai avuto un contratto oltre i 3 mesi, che ai colloqui andiamo preparati e fiduciosi, ma pronti ad incassare rifiuti, per non restare troppo delusi, perche ormai abbiamo anche l’handicap dell’età, capite?!!

    Ormai siamo fuori anche perché considerati “vecchi”, sui quali è meglio non investire e se, come me, si è anche donne, è ancora peggio, una tragedia. Sarò costretta ad eliminare la data di nascita dal Cv per non essere scartata a priori e poter sostenere un colloquio? E poi? Tra 20 anni ci sarà un Italia di ex disoccupati, che non hanno neanche diritto alla pensione…bella prospettiva!

    Nel mio caso, ho 41 anni, ho diplomi, attestati, una laurea purtroppo non conseguita per diversi motivi (tra cui le spese), mi aggiorno costantemente con corsi di formazione, sul lavoro sono precisa, puntuale, preparata, educata, sempre gentile e sorridente dalla prima ora fino all’ultima con tutti, ho sempre ricevuto complimenti sul posto di lavoro per l’efficienza, affidabilità, precisione, ho costantemente cercato lavoro e mi sono adattata a qualsiasi lavoro, ho un rapporto costante con l’ufficio per l’impiego (fatto anche percorsi di counseling e competenze organizzati da loro), invio Cv, rispondo ad annunci, cerco su internet offerte di lavoro, mi occupo da sempre di animali abbandonati con le mie sole forze, ho una presenza elegante, piacevole, sobria, riservata, seria, ricca di iniziativa, e di energia…. allora perche non ho un lavoro?

    Qualcuno dovrebbe spiegarmi perché devo sentirmi una fallita, e lesa nella mia dignità di persona, in una Repubblica fondata sul lavoro. Perché da sempre devo vivere nell’incertezza? Sentirmi invisibile ed inutile alla società, combattere con l’angoscia, lo sconforto, e tenere a bada la depressione mantenendo viva la fiducia, cercando di non vergognarmi mentre do una monetina a qualcuno che sta peggio di me, perché gli dico: non ho un lavoro.

    Ho anche presentato domanda per il reddito minimo garantito, ma so già che essendo tornata a vivere dai miei, perché rimasta senza lavoro e soldi (e risultando a carico dei genitori), non risulterò idonea, a differenza di altre persone arrivate in Italia che lavorano in nero, hanno figli, e risultano più poveri di me. Ed io quando potrò fare un figlio? Perche devo rinunciare ad essere mamma? Vi ricordo, che essere arrivata a 40 anni senza lavoro non è una colpa, chiedo che qualcuno provveda a tutelare anche le donne over 40, senza dimenticarle.

    Per lavorare in Italia, bisogna andare fuori, cambiare cittadinanza e tornare qui? Sono andata a lavorare anche lontano da casa, da sola, ma quando il lavoro è finito e non avevo più soldi per l’affitto e le spese, sono tornata a vivere dai miei genitori, e mi fa rabbia che nonostante non abbia neanche 10 euro miei per la benzina, o non esca da 3 anni di casa perche sono triste, e perche non posso permettermi neanche un cinema, vengo considerata individuo non classificabile come disoccupato nelle statistiche, e in quanto residente con i genitori, non risulto povera e quindi non ho diritto ad aiuti.

    I miei genitori sono anziani mio padre pensionato mia madre casalinga, e non è giusto che debbano vivere con l’angoscia di morire, per non lasciarmi in questa situazione. Se la mia vita è stata cosi finora, come potrà essere tra 10 anni? Non avrò mai una pensione, nessuno vorrà assumermi a 50 anni, devo forse sperare di morire subito o buttarmi da una torre? Che futuro mi devo aspettare? Visto che il passato e presente sono così squallidi

    Basta discriminazioni di età, e di sesso, basta limiti di età per l’ accesso ai concorsi, piuttosto rendete precari i posti pubblici, perche siamo stanchi di essere maltrattati negli uffici pubblici da dipendenti svogliati, impreparati, aggressivi e ineducati.

    Sapeste quante volte negli uffici pubblici, ho visto maltrattare qualcuno con l’arroganza di chi quel posto non l’ha sudato, ne meritato, e ha la tranquillità di non perderlo. Perche non dare quel posto di lavoro, a chi veramente ha voglia e bisogno di lavorare, e pretendere che venga svolto al meglio con gentilezza, disponibilità, preparazione, efficienza?

    Il Ministro ha affermato che hanno investito sui corsi di formazione, bene… l’anno scorso ne ho frequentati altri 2 più un terzo di qualifica per l’indotto Fiat, che ho conseguito come migliore alunna, ma a cosa mi è servito, se non esclusivamente per una soddisfazione personale? La volontà di imparare, tenersi aggiornata, cercare nuove opportunità e strade, perche deve essere sempre mortificata?

    Nel 2009 sono riuscita a fare solo un lavoretto, guadagnando euro50,00 netti che riceverò trascorsi 90 gg, vi sembra normale?

    Mi scuso per il tono polemico, che solitamente non mi appartiene, ma Vi assicuro che è snervante questa situazione, ed è difficile non sentirsi offesi nella dignità, di fronte ad alcune affermazioni, forse troppo affrettate e superficiali. Grazie

    Distinti saluti

    Daniela DV

    (5 dicembre 2009)

    ———————————-

    A questa lettera vorrei solo aggiungere le dichiarazioni di Rutelli, che dell'”INTERCULTURA” e della “difesa” dell’immigrato ne ha fatto un suo costante cavallo di battaglia.

    Ma ora cambia “MUSICA” adeguandosi alla lettera precedente, tanto è che alle sue parole “INTERCULTURA DELLA SINISTRA HA FALLITO” si risponde:

    IMMIGRATI: FERRERO, POSIZIONI RUTELLI VERGOGNOSE E INCOERENTI

    (ASCA) – Roma, 5 gen – ”Non sapendo come far parlare di se’, Rutelli decide di attaccare da destra Fini sull’immigrazione”. Cosi’ Paolo Ferrero, portavoce nazionale della Federazione della sinistra, critica le parole di Rutelli in un’intervista a un quotidiano nazionale.

    ”Le dichiarazioni di Rutelli sono scandalose – dice Ferrero – oltre che incoerenti, dal momento che da vicepremier Rutelli ha approvato proposte e progetti di legge decisamente piu’ avanzati di quelli che prospetta Fini.

    Questo puro posizionamento politico per far parlare di se’ contribuisce solo al degrado della politica”.

    res-gc/sam/alf

    Bene questa è la coerenza dei vertici della sinistra allo sbando..

    La “gente” alle urne penserà a Montino, alle sue “MODESTE” proprietà, alla sua “compagna” Cirinnà che da vera ambientalista, animalista, nonchè vegetariana di sinistra, propone di salvare i “CAPRETTI PASQUALI” ma.. alleva vacche CHIANINE, tipicamente da CARNE!

    I “polli” che vi hanno votato, ringraziano.

    Il Seg.XI Municipio, resp.per le aree protette e vincolate “LA DESTRA”.

    Piero Iannelli

    pieroiannelli@gmail.com
    N.Cell.: 3398513962

  2. 2 Pernacchia 8 gennaio 2010 alle 6:41 pm

    Premesso che ascolterei anche un muro se avesse qualcosa da dire, ma figlio mio te non parli proprio con nessuno se trovi il tempo per sfogarti in questo modo (ovviamente mi riferisco al commentatore non alla titolare della lettera). A parte il fatto che non capisco il legame tra le due faccende…mi pare semplice retorica finalizzzata allo scontro personale con Rutelli che ha poco a che fare con l’oggetto del post.
    Tralasciando quanto hai scritto qualche giorno fa su chi vorresti che fosse tua madre e tuo padre, veramente mi sembra di assistere al festival del qualunquismo misto a omofobia. Sicuramente non ti altererai per ciò che scrivo del resto lo pensi, giusto?

    Va, mi firmo così evito la sfida cavalleresca sull’identità.
    Marco Bragaglia.

  3. 3 2t 9 gennaio 2010 alle 11:57 am

    quello che mi lascia invece stupita (non è vero ma mi sembra un buon incipit) è che ci sono esperienze che non vengono messe in risalto, di più, che non trovano nemmeno spazio nella grossa informazione in italia. sto parlando della calabria, dell’esperienza di riace (per prima) e di altri piccoli comuni che dal 2001 stanno portando avanti una politica diversa, non improntata sulla paura, nè sullo sfruttamento. esperienze che in nome della “politica dell’amore” dovrebbero essere da esempio. quello che è successo è questo: 2001, il paese di riace sta morendo, come molti, moltissimi borghi italiani, le cause sono le stesse un po’ ovunque, i giovani se ne vanno in cerca di lavoro, nel paese rimangono gli anziani, poca natalità, “emigrazione” e mortalità fanno il corso e sembrano segnare il destino del paese. poi il “miracolo”. sbarcano 300 kurdi, ed il sindaco che fa… li accoglie, di più… si rende conto che queste persone sono, di fatto, la linfa che può dar di nuovo vita al paes. il borgo si ripopola (non ci sono, a distanza di quasi 10 anni solo quei 300 kurdi), i nuovi abitanti vengono aiutati ad imparare la lingua, si integrano nel tessuto sociale, sono diventati i nuovi depositari di tradizioni ormai abbandonate come quelle della tessitura della ginestra e della ceramica. wim wenders ne è talmente colpito da girare lì anche la parte finale di un suo lavoro sull’immigrazione. su youtube ci sono molti video, e digitando su google “riace accoglienza” appaiono molti articoli. l’esperienza di riace è stata accolta anche da altri comuni (vedi caulonia) e tutti, tutti i comuni che l’hanno sperimentata ne hanno trovato benefici. e non parlo solo di quella magnifica sensazione di andare a dormire con il fegato intatto, ma anche benefici economici per le comunità stesse e contemporaneamente anche per l’economia italiana (la prima, non unica e più diretta conseguenza è stata quella di un risparmio per lo stato di circa 60 – 80 euro a persona accolta, visto che nei lager – pardon, centri di accoglienza – l’immigrato costa quasi 100 euro, mentre a riaci o a caulonia lo stato interviene per 20 euro a persona).
    quindi dove sta la differenza? si parla della stessa calabria e degli stessi immigrati. quello che cambia sono i presupposti. quello che cambia è il modo di rapportarsi. quello che cambia è il modo in cui le persone vengono trattate. lascio ad ognuno le considerazioni in merito. la mia è che forse ha ragione maroni, troppa tolleranza, ma parlo di quella degli stranieri nei nostri confronti (per chi non ha senso dell’ironia si tratta di una provocazione!)

  4. 4 anellidifum0 9 gennaio 2010 alle 5:48 pm

    Gran bel post, Tommaso. Ma siamo in pochi a pensarla così.

  5. 5 Salvatore 10 gennaio 2010 alle 2:36 am

    Senza voler scendere in considerazioni politiche, il caro ministro non mostra molta dimestichezza neppure con la logica.
    E -si sa- le cose fatte senza logica vengono male e lasciano il tempo che trovano.

    E’ assurdo giudicare un fatto dalle sue mancate conseguenze: sarebbe forse più opportuno indagarne le cause. La causa della rivolta non può essere la sua mancata repressione! (dice nulla l’espressione “disuguaglianza economica”?!)
    Per intenderci, è come se dal dentista ci dicessero che il dente è cariato perchè non è ancora stato estratto e non piuttosto perchè abbiamo mangiato un sacco di schifezze e non l’abbiamo curato a dovere.

    Ed è un vero peccato, considerando l’immensa tradizione di pensiero che possiamo vantare noi, eredi del mondo greco e romano. Chissà, probabilmente al di là del Po queste voci non sono ancora giunte.

  6. 6 Anonimo 12 gennaio 2010 alle 10:59 am

    intanto a distanza di due giorni siamo passati dalla “troppa tolleranza” alla “lotta al lavoro nero”, e, per fortuna il problema è stato risolto: le arance le finiranno di raccogliere (sembra) i romeni
    http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=25520&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=


  1. 1 iMille » Blog Archive » Pessima Figura Trackback su 9 gennaio 2010 alle 4:02 pm

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