La scelta del luogo

Quanto deve sembrare puerile, patetico e irrimediabilmente provinciale il nostro paese all’estero.
Fra i tanti luoghi pubblici in cui poteva aprir bocca e dare fiato, Berlusconi ha scelto, per assurdo, il meno opportuno: il congresso del PPE, davanti a una platea popolata di parrucconi conservatori della vecchia Europa, fra polverose glorie democristiane orgogliosamente retrò e neoconservatori un po’ rampanti in cerca di consenso fresh & young, gente alla Merkel e Sarkozy, per dire.

Del tutto estemporanee le parole, senza nessun casus belli che giustificasse questa prosopopea: e io lo so, in realtà, cosa ha pensato. “Facciamoli un po’ ridere, raccontiamogli delle mie disgrazie nel mio paese dove sono assediato dai cosacchi rossi della rivoluzione. Si faranno quattro risate con me, che tutte queste cose le pensano anche loro, ma non hanno le palle per dirle”.

Pensa di essere fra pari, quando la butta in caciara. E invece, non applaude nessuno – anzi, se notate, nel video, almeno da quello che appare, la claque la fanno in tre, e una mi pare anche di riconoscerla: sono italiani. Tutti gli altri ascoltano, nessuno commenta, come a dire: contenti voi gente, contenti tutti.

Il contenuto, poi, ed è follia. E’ andato ad attaccare i giudici in mezzo a chi ha sempre tenuto al sistema giudiziario più di ogni altra cosa, ovvero fra i conservatori, che lo hanno a cuore molto più del sistema rappresentativo (il Parlamento, argh, così pieno di tutti quei deputati sovversivi: che roba, Contessa). Perché la giustizia dei giudici, in realtà, è una creazione proprio del liberalismo conservatore e borghese. Andate a chiedere a Giolitti cosa pensasse della sovranità del popolo, e ne riparliamo.

E’ andato, e questa è veramente comica, ad attaccare la Corte Costituzionale, definendola un “organo politico”, e lo ha fatto a Bonn, in Germania: dove la Corte Costituzionale è notoriamente – e senza scandalo – un organo politico, visto che i giudici sono eletti dal Parlamento.

E’ andato in mezzo ai conservatori europei a sparar parole su un cambiamento della Costituzione “contro” qualcuno, proprio in mezzo al gotha di quel pensiero politico che, nella storia, considerava il cambiamento costituzionale come una sovversione popolare armata. Non c’è che dire.

Potremmo stare qui, poi, a spiegare ancora una volta che la sovranità in Italia non esiste, e che dovremmo smetterla di parlarne perché non ha nessun senso (davvero, gente, leggiamola, la Costituzione): ma non credo ne valga la pena.

Io penso che Berlusconi abbia sbroccato, ma stavolta nel posto sbagliato. Magari quelli si faranno una gran risata, continuando a non considerarlo: ma domani, leggendo i giornali, forse qualcuno riderà di noi.

4 Responses to “La scelta del luogo”


  1. 1 juhan 10 dicembre 2009 alle 6:30 pm

    Ma se è come dici tu perché non lo cacciano?
    Dai per una volta lo dico anch’io: sono tutti uguali!

  2. 2 Marino 10 dicembre 2009 alle 7:21 pm

    Posso tranquillizzarti. Domani, per ridere di noi non avranno bisogno di leggere il giornale. Lo stanno già facendo e non da oggi. Ma questo lo sai già.

  3. 3 MarcoB 11 dicembre 2009 alle 12:10 am

    L’importante non è cosa pensano in Europa, ma cosa pensano in Italia. La maggioranza degli italiani avrà apprezzato. L’ha fatto per ribadire il concetto al pubblico italiano. Come purtroppo accade da troppo tempo, queste scempiaggini sono apprezzate o meglio non interessano, l’importante è che abbia tolto l’ICI.
    Che poi sia o non sia mafioso, che voglia rifare la costituzione, che si faccia gli affari suoi, l’importante è che abbia tolto L’ICI sulla prima casa… Purtroppo è così.
    Il pensiero degli italiani nell’affare Berlusconi conta di più del pensiero degli europei, i nostri compatrioti con il loro voto impongono Mister B. agli europei.

  4. 4 anellidifum0 11 dicembre 2009 alle 8:07 am

    Hai scritto “Forse”? Perché, nutri un dubbio?
    Cmqe se ci fosse un pelo di serietà fra le istituzioni, per dichiarazioni del genere Berlusconi sarebbe già deposto.


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