Le radici cristiane

 

I titoli de La Padania di ieri, le parole di Calderoli oggi su Repubblica mi mostrano con precisione barometrica i veri termini della questione.

Molto facile, da parte di altri esponenti della stessa maggioranza al governo oggi in questo paese, prendere le distanze dalla Lega a babbo morto. La verità è che io alla Lega credo. Questa gente si fa bandiera degli umori pre- e meta-politici, ovvero l’irrazionale e la pancia, dell’immaginario “cittadino medio” dell’immaginaria Padania, che, se davvero pensasse tutto ciò che pensano questi soggetti in camicia verde, sarebbe una caricatura, un troglodita barbaro in difficoltà ad usare una clava con profitto.

La verità che emerge dai loro pensieri nient’affatto celati è che si deve essere d’accordo con la Chiesa non perchè dice “cose nostre“, ma finchè dice “cose nostre”. Cose che esistono a priori di qualsiasi ragionamento e di qualsiasi politica, e che appaiono essere: porte chiuse, paura e violenza.

Grande ignoranza della struttura della Chiesa (e il suicidio, in lacrime, della grammatica), quando si dice che “l’orientamento della Chiesa sui problemi della globalizzazione dovrebbe essere tenuto presente anche dai loro sottoposti” – ignorando o facendo finta di ignorare che la Chiesa Ambrosiana è cosa differente dalla Chiesa di Roma, tanto da avere una liturgia diversa e una grande tradizione di accoglienza e temperanza (il Cardinal Martini, paragonato a Tettamanzi, è un militante di Potere Operaio, allora).

Grande superbia e sovrastima di se stessi, quando si afferma di parlare in nome del territorio in modo quasi ultimativo e definitivo, dichiarando che “Tettamanzi col suo territorio non c’entra proprio nulla“, solo perchè si sarebbe permesso di affermare che buttare 350 rom per strada non è un comportamento cristianamente accettabile; e come se, di nuovo, fosse solo la Lega titolata a parlare a nome del territorio milanese, in nome di un consenso elettorale innanzitutto presunto e che poi, seppure esistente, avesse sfondato i confini del “politico” per diventare un mandato in bianco, con autorizzazione a dire tutto ciò che passa per la testa in nome del “territorio”, assurto ad entità mistico-divina.

Ma la più grande responsabilità non è dell’allievo, è del maestro. E’, credo io, di quella Curia Romana che schierando armi, truppe e artiglieria su campi di battaglie inutili e sovrabbondanti, quali il “crocifisso in classe” e le “radici cristiane dell’Europa”, offre la possibilità a vari Calderoli di dirsi “d’accordo col Papa”. Perdonate la faziosità e il ragionamento tranchant, ma se Calderoli è d’accordo col Papa, il Papa sbaglia e farebbe bene a cambiare le sue posizioni. Ma giusto, ma anche solo per il motivo e per la necessità di non regalare nessun rifugio nel comodo principio di autorità (“perchè mi attaccate, io la penso come il Papa”) a realtà politiche affette da derive xenofobe e ritenute ai limiti del populismo e del qualunquismo. Due modi di pensare che, comunque la si veda, sono lontani anni luce da qualsiasi forma di Cristianesimo.

3 Responses to “Le radici cristiane”


  1. 1 isaroseisarose 7 dicembre 2009 alle 4:59 pm

    D’accordissimo.
    Tranne qualche eccezione, questi vecchietti celibi e medievali sono ostaggio di forze politiche come PDL e Lega. Non credo che lo vogliano: credo che ci siano rimasti incastrati. Vedi ddl Gasparri sulla capacità giuridica dell’embrione: a forza di parlare di rispetto della vita poi il primo stronzo gli confeziona un ddl come questo, loro non possono che ringraziarlo.
    La saggezza politica di una sardina, c’hanno.

  2. 2 Gabriele Martinelli 7 dicembre 2009 alle 11:53 pm

    complimenti per il post, il migliore fra gli articoli che ho letto oggi sulla questione…soprattutto per la profonda e verissima frase : “se Calderoli è d’accordo col Papa, il Papa sbaglia e farebbe bene a cambiare le sue posizioni.” c’è veramente qualcosa che non va e temo che quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi…


  1. 1 Notizie dai blog su Le radici cristiane dell'Europa Trackback su 30 maggio 2010 alle 5:00 pm

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