Bombe Atomiche

Io di Berlusconi non ho una grande opinione, anzi. Tuttavia i processi funzionano in un modo ben preciso.
Ho sentito gran parte delle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza davanti alla Corte d’Appello del Tribunale di Palermo, in trasferta a Torino. E, in punto di diritto, vi sono delle osservazioni da fare, osservazioni certamente incomplete perchè un processo è una cosa che va seguita per intero se ci si vuole capire qualcosa. Ci sono probabilmente aspetti che non conosco e parti in cui sbaglio: se qualcuno sa meglio, dica pure.

Primo, ricordo che si sta celebrando il processo d’appello per accertare se Dell’Utri Marcello abbia o non abbia favorito, da esterno non affiliato, l’organizzazione criminale ‘Cosa Nostra’. Berlusconi, anche se ci entrasse qualcosa con qualche fatto collegato a questi avvenimenti, col processo non c’entra niente, e dunque non avrà conseguenze. E anzi, visto che non è imputato, farebbe bene a non esternare alcunché: excusatio non petita, accusatio manifesta.

Secondo. La cornice temporale degli eventi è sufficientemente chiara, emerge con nettezza dalle parole di Spatuzza e si inserisce bene nel contesto storico. Dopo il disimpegno della corrente Andreottiana, settori di Cosa Nostra convergono i consensi elettorali sul partito Socialista, ma rimangono insoddisfatti di quei “quattro ‘crasti’ socialisti che avevano preso i voti dell’88 e ’89 e poi ci avevano fatto la guerra”. Alla mafia serve un nuovo referente politico, e Graviano, il boss di Brancaccio, dice che grazie a Berlusconi e al “compaesano” loro, si aspettano di avere “il paese in mano”.
Se il fine, però, è quello di verificare l’eventuale e concreto aiuto offerto da Dell’Utri alla mafia, queste parole, da sole, sono insufficienti. La responsabilità penale sorge per un comportamento commissivo (aver fatto) o omissivo (aver mancato di fare) ben preciso e individuato. Posto che i boss erano sicuri di poter avere il sostegno e la fedeltà del braccio destro palermitano di Berlusconi, e dunque anche del suo capo, che cosa ha fatto lui perchè si possa emettere condanna a suo carico?

E’ probabilmente questo il limite della figura del concorso esterno in associazione mafiosa. Bisogna prendersi la responsabilità, anche in mancanza di precisi atti criminosi, di individuare un sistema di comportamenti sufficienti a diventare reato. Spatuzza parla della Standa, l’unica Standa di Palermo, costruita proprio nel quartiere Brancaccio: è un sintomo importante, ma di per se non una malattia.

Politicamente, certo, è un altro discorso. Io mi sono fatto un’idea, ma è solo una mia idea: sinceramente, non ce lo vedo Berlusconi come affiliato con tanto di cerimonia dell’ago, e neanche come mandante a volto coperto di alcunchè. Berlusconi aveva bisogno di soldi per costruire il suo impero, e li ha trovati dove ha potuto, senza badare alle provenienze; ha chiesto in giro, e ha preso quel che ha trovato. Non si è formalizzato, diciamo, perchè i soldi non puzzano mai. Come per la P2: Berlusconi non è un golpista, non consciamente almeno, è uno che aveva capito che in quel contesto giravano soldi veri e si è adattato di conseguenza. E’ per tutto questo che, in seguito, si sarebbe aggirato nei corridoi della Fininvest, preoccupato del fatto che se le autorità fossero andate a scavare, avrebbero trovato roba spoooorca sporca sporca.

E quindi, ha dovuto mettere su la faccia dura ed entrare in politica per salvarsi, quando il sistema protettivo che si era tirato su, le amicizie potenti che coprissero tutto, crollarono. Un uomo imprigionato nella sua voglia di far soldi, tanto da accettare denaro sporco, amicizie losche, frequentazioni pericolose, solo per soddisfare un’ossessione di grandezza.

Secondo me è uno psicotico.

4 Responses to “Bombe Atomiche”


  1. 1 juhan 4 dicembre 2009 alle 5:10 pm

    Ma ha tante cose da spiegare, per esempio l’eroe che si teneva in casa. Anche lì non sapeva? E tutte le voci di collusione di Forzisti e Pidiellisti con mafia e camorra?
    Ah! ho capito Silvio è un ingenuo. E la colpa è dei comunisti, dei magistrati e di certa stampa a cui non bisogna dare la pubblicità.

  2. 2 Marino 4 dicembre 2009 alle 5:34 pm

    Certo che il fatto che stiamo tutti a chiederci se SB sia o no un mafioso la dice lunga sullo stato della democrazia in questo paese.
    Comunque, come ho scritto sul blog, spero vivamente che Spatuzza, oltre che un assassino, un terrorista, un uomo abbietto, tanto che si fa fatica a chiamarlo uomo, sia anche un bugiardo.

  3. 3 Luca.P 4 dicembre 2009 alle 5:51 pm

    Caro Tommaso, condivido in gran parte quello che dici.
    Aggiungerei solo, sulle conclusioni, che è uno che, pur di mantenere il suo impero, si è “costretto” a fare politica. Ma la politica non è un lavoro come un altro, che puoi fare per soldi (farli o mantenerli).E’una missione.E questo equivoco nelle motivazioni berlusconiane spiega bene i suoi anni di governo e la concezione della politica. Il punto che fatico a capire è come fare a condividerlo con i cittadini che lo votano.

    @juhan: su Mangano non so…magari era veramente una specie di guardia del corpo, o un prezzo da pagare per i soldi dei boss. Ma so per certo che le tante collusioni del pdl non sono diverse dalle collusioni degli ex DC…spesso sono le stesse persone che si sono attaccati a B come ad una scialuppa di salvataggio…lui forniva il contenitore, la cornice nazionale, e loro ci mettevano il radicamento territoriale…ottenuto con i modi che conosciamo

  4. 4 Tc 5 dicembre 2009 alle 9:28 am

    Su Mangano io ho un altro tipo di commento.
    Ieri, nella deposizione, Spatuzza afferma che, a un certo punto, i Graviano lo mandano nel territorio del Clan di Porta Nuova, di cui Mangano è il reggente, per “mettere ordine”, perchè ci sono dei picciotti che “alzano la cresta”. E’ un evento incredibile, Spatuzza lo chiama “un colpo di stato”, perchè totalmente inconsueto nella quotidianità mafiosa. Siamo nel 93-94.
    Ora, se i referenti mafiosi di dell’Utri sono i Graviano di Brancaccio, perchè trenta anni prima lo stesso dell’Utri ha portato in villa di Berlusconi il capo del clan rivale ai Graviano, ovvero Vittorio Mangano di Porta Nuova?

    Non sono un esperto di epopee mafiose, ma qui la storia c’è.


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