Guerra

Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri. E se voi avete il diritto, senza essere richiamati dalla Curia, di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi. E almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto.

Che poi, ogni volta che qualcuno parla di guerra, soldati, missili, bombe, morti ammazzati, basterebbe andare a rileggersi questa ultraterrena pagina di Lorenzo Milani. Sono parole che mi prendono a schiaffi ogni volta che le leggo, sono ruggenti, forti, incazzate. E’ puro Napalm, altro che i B-52. Prendetevi cinque minuti per essere picchiati di santa ragione.

7 Responses to “Guerra”


  1. 1 juhan 21 settembre 2009 alle 8:13 am

    Nella chiesa cattolica reazionaria, fascista e schiavista c’è sempre qualche pecora nero (secondo loro) che poi vengono utili, da morti, talora ammazzati, per poter dire che loro sono con il poveri, i diseredati, i paria. Anche quelli che da piccoli erano nelle SS.

  2. 2 Gionata 21 settembre 2009 alle 11:50 am

    Non voglio dare inizio ad alcuna lista di citazioni, ma quasta di Elias Canetti la trovo intelligente nella sua ovvietà: “Le guerre si fanno per amore della guerra. Finchè non si ammetterà questo, non si riuscirà mai a combattere veramente contro le guerre”.

  3. 3 enrico 21 settembre 2009 alle 2:33 pm

    capita di dimenticarsi di queste parole; grazie di averle ripubblicate;
    (arrivo dal blog di gilioli:ti seguirò con piacere – ciao)

  4. 4 Alessio in Asia 21 settembre 2009 alle 4:04 pm

    Vivo all’estero ma in questi giorni sono in Italia. Lo spettacolo che mi si para davanti agli occhi è davvero deprimente. Le televisioni (che formano le coscienze di decine di milioni di persone) non fanno che imbonire la gente dando grande risalto ai commenti dei poveri familiari delle vittime (ovviamente straziati dal dolore), a preti, vescovi, politici (in realtà colpevoli di essere entrati in guerra al fianco di Bush) che maledicono i “subdoli attentatori”; e poi si parla di “eroi”, “martiri”, “grandi italiani”, utilizzando la parola pace invece della parola guerra, ragazzi invece che soldati, terroristi invece che insorgenti e così via. E’ una grande commedia napoletana in cui il popolino non deve capire un cazzo. Deve solo commuoversi, strapparsi le vesti, confortarsi nella religione cattolica e stringersi intorno all’esercito, al governo e al capo carismatico.
    Amen.
    http://ale1980italy.wordpress.com/2009/09/21/guerraepac/

  5. 5 mario 22 settembre 2009 alle 4:59 pm

    a proposito di patria: ieri passavo, la mattina presto, per via ostiense.
    ad ogni lampioni era appeso un tricolore e lo spettacolo mi ha ricordato i cinegiornali luce degli anni ’30.

    sono paranoico?

  6. 6 Giovanni Fontana 14 ottobre 2009 alle 8:57 am

    Guarda che a dividere il mondo in italiani (o occidentali) e stranieri sono quelli che alla guerra sono contro per principio, tanto quanto quelli (chi?) che alla guerra son favorevoli per principio.


  1. 1 Guerra | succoso Trackback su 21 settembre 2009 alle 1:00 am

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