Smontiamo il memoriale

L’avvocatura dello Stato ha presentato alla Corte Costituzionale un memoriale di ventuno pagine in cui viene chiarita la posizione difensiva che si intende tenere in udienza riguardo alla Questione di Legittimità Costituzionale sollevata sul Lodo Alfano.

La tesi su cui si basa la linea di difesa è semplice, e vecchia: Il Lodo alfano è non solo legittimo, ma doveroso, perchè un uomo di governo non può essere chiamato a rispondere davanti a un giudice mentre è in carica, in quanto…ha di meglio da fare, nel senso che ha un mandato per governare e se sta troppo tempo in tribunale si finisce per danneggiare “l’interesse generale all’esercizio efficiente delle funzioni pubbliche”. Inoltre, molto spesso succede che “la sola minaccia di un procedimento penale può costringere alle dimissioni prima che intervenga una sentenza ed anche quando i sospetti diffusi presso la pubblica opinione si sono dimostrati infondati”. Quindi, tanto vale lasciar governare chi deve farlo, senza che ne venga turbata “la serenità”.

Questa impostazione, come abbiamo detto, non è nuova. Vittorio Emanuele Orlando, grande giurista di epoca Giolittiana, liberale, poi fascista di comodo, autodefinitosi “fieramente mafioso” perchè per lui la mafia era la somma dei valori del popolo siciliano, ne era un grande fan. Le cariche monocratiche vanno dotate di immunità assoluta, diceva, perchè esse devono esercitare le loro funzioni in piena libertà: se arrestano il Presidente del Consiglio, non c’è più nessuno che governa.

Ecco, ma oggi questo non sta scritto da nessuna parte, cioè non sta scritto in Costituzione, che è il posto dove dovremmo cercare se volessimo prendere in considerazione una ipotesi del genere. Le immunità previste dalla Carta sono quelle per il Presidente della Repubblica (art.90), e per i parlamentari (art.86). Mai si accenna a delle garanzie per la Presidenza del Consiglio: il Capo del Governo e i Ministri godono delle immunità garantite ai parlamentari, nel caso siano anche deputati o senatori (sono quindi insindacabili, irresponsabili per gli atti di funzione e non sottoponibili a misure detentive senza l’assenso della Camera di appartenza). Che le cariche di vertice siano improcessabili per i reati comuni, non è scritto.

E quando il Costituente ha voluto scrivere, lo ha fatto; se non ha scritto, è inutile che stiamo ad inventarci che questo è un interesse “diffusamente tutelato” in Costituzione. Non si può ipotizzare una legge implicita dove c’è una frase esplicita, dice il mio prof: si indichi l’articolo della Costituzione, si indichi il punto scritto in cui questo interesse gode di ampia tutela, e inizieremo a discuterne.

E’ probabile che la Costituzione nulla comandi al riguardo perchè la nostra è una forma di governo parlamentare, e il capo del Governo, in caso di impedimento, è comunque e sempre sostituibile con qualcun altro che possa godere della fiducia del Parlamento. Non così per il Presidente della Repubblica, che è una carica di garanzia, non così per i Parlamentari, che hanno una durata predeterminata (la legislatura). Infatti, loro hanno delle immunità, perchè sono insostituibili: il Capo del Governo non lo è, e quindi la tesi di Orlando è, mi pare, inapplicabile.

Peraltro anche dove il Capo del Governo è davvero insostituibile, ovvero in America, quando qualcuno si è azzardato a dire che il Presidente non poteva essere giudicato (Nixon, 1982 1972), o che non poteva essere processato finchè doveva adempiere ai propri obblighi di stato (Clinton, 1997), la Corte Suprema si è messa a ridere, e ha chiarito che la separazione dei poteri non mette nessuno al di sopra delle leggi e che le attribuzioni di poteri costituzionali non devono diventare scuse per ottenere privilegi.

Mi sembra che qui, poi, si stia suggerendo alla Corte Costituzionale di ritirare fuori dal cassetto una sua antica giurisprudenza, che ha iniziato ad essere disapplicata piu o meno intorno al 93, quella del “bilanciamento degli interessi Costituzionali”: secondo questa giurisprudenza, il Costituente avrebbe dato indicazione affinchè fra l’interesse di chi chiama davanti a un giudice una carica politica per avere una sentenza, e l’interesse a far governare tranquillo un uomo di stato, prevarrebbe il secondo, sacrificando l’interesse della parte lesa: mi dispiace signora, non abbiamo tempo per i suoi diritti. Fortunatamente questo indirizzo, come abbiamo detto, è oramai abbandonato in favore di nuove e più corrette interpretazioni (sent. 58/2000, la cosiddetta”svolta”).

Riassumendo, da parte della Avvocatura si afferma che sarebbe ammissibile una deroga all’articolo 3 primo comma, quello che dice siamo tutti uguali davanti alla legge, sulla base di un interesse diffuso che non è scritto da nessuna parte; allo stesso modo viene sacrificato il diritto all’ azione in giudizio, a poter avere un regolare processo insomma (art.24), a favore di questo interesse fantasma. Ma la Corte da questo orecchio ci sente male: per lei l’articolo 3 è un “principio supremo dell’ordinamento”, e come tale non sono ammissibili deroghe: neanche con una riforma costituzionale si potrebbe introdurre una disciplina derogatoria.

Una legge del genere è talmente doverosa che non esiste in nessuna altra parte del mondo. Questa legge non è conforme a Costituzione, e questo memoriale è suicida. Se la Corte decidesse per la costituzionalità del Lodo, sarebbe una decisione molto politica.

46 Responses to “Smontiamo il memoriale”


  1. 1 fabio c. 17 settembre 2009 alle 12:20 am

    Una argomentazione limpida e lineare. Bell’articolo.

    http://ilnichilista.wordpress.com/

  2. 2 Marino 17 settembre 2009 alle 7:52 am

    Molto chiaro. Ti spiace se lo pubblico integralmente, citando la fonte, sul mio blog?

  3. 5 Scirocco 17 settembre 2009 alle 11:58 am

    Il tuo smontaggio mi sembra efficace e corretto.
    Ma passa velocemente sopra un punto che a me pare essere quello chiave: quando dici che la nostra è una repubblica parlamentare, trascuri di notare che nella forma, è vero, il popolo italiano elegge ancora il parlamento; ma nella sostanza, in realtà, elegge ormai il suo premier. In questo scarto molto italiano tra forma e sostanza, (lui) si è creato lo spazio per cui la figura del capo del governo ha potuto semplificarsi in quella del capo e basta, perchè solo lui è stato votato per nome e cognome, e dunque solo lui può dirsi direttamente investito della sovranità che ne deriva. Il parlamento, nei fatti, la riceve da lui a cascata.
    E’ da questa anomalia – la rivoluzione costituzionale dell’elezione diretta del premier, introdotta senza passare attraverso una legge di riforma della costituzione e dell’organizzazione dei suoi poteri – è da questa anomalia, dicevo, che si sono determinate le condizioni per cui il capo del governo reclama per sè le sacre prerogative dell’ape regina o del faraone: perchè in nome di una investitura diretta, lui incarna il verbo della volontà del popolo. E se il popolo è sovrano e signore, e detiene il diritto d’uso dell’ampolla dell’olio santo, l’unto dal signore è dunque lui: il nostro Caro Leader.
    E’ in virtù di questa identificazione tra il popolo e il suo sovrano, in fondo, che si fa appello a una identità di interessi tra quelli personali del premier e quelli generali della collettività.

    Poi aggiungerei qualche altra piccola considerazione di contorno agli argomenti della memoria difensiva: sempre un po’ alla buona, dato che non sono un giurista.
    – come si può sostenere che la ripresa dell’azione giudiziaria possa “costringere alle dimissioni” qualcuno, quando la legislatura 2001/06 è stata la sola che sia riuscita a concludere la sua naturale scadenza con lo stesso capo del governo, nonostante i numerosi procedimenti a suo carico?
    – ma se anche fosse, è ammissibile che la corte costituzionale debba accollarsi la tutela di un esecutivo, o si tratterebbe di un’attribuzione di potere indebita?
    – la limitazione all’attività di una delle funzioni pubbliche (quello giudiziaria), in nome del funzionamento delle altre (dell’altra: quella di governo), non pregiudica l’indipendenza reciproca e l’orizzontalità nella quale dovrebbero essere posti i tre poteri dello stato?

  4. 6 Tc 17 settembre 2009 alle 5:54 pm

    tutte osservazioni intelligenti.

    il fatto che la nostra repubblica sia diventata “sostanzialmente” presidenziale è una cosa però da approfondire meglio. innanzitutto la costituzione non è stata cambiata, vige ancora il rapporto di fiducia fra governo e parlamento e quindi più che mai la forma è sostanza. tralasciando poi il fatto che se ci fosse onestà intellettuale, e si ritenesse di optare per una forma presidenziale, bisognerebbe anche accollarsi gli oneri di essa, non solo gli onori: ad esempio, via dalla faccia della terra l’istituto del “decreto”. vi risulta che Obama possa emanare un decreto?

    hai ragione da vendere quando dici che l’esercizio di legittima azione giudiziaria non è di per se fonte di nessun impedimento. come si potrebbe sostenere il contrario? il giudice è vincolato dall’obbligo di azione penale, quindi fa solo il suo dovere.

    la corte costituzionale non DEVE accollarsi la tutela dell’esecutivo, sarebbe un grave errore, proprio perchè, come sottolinei tu, si manda per aria la separazione dei poteri. tanto è vero che ogni potere costituzionale è dotato di autodichia, ovvero si “gestisce” benissimo da solo.

  5. 7 Fabrizio 17 settembre 2009 alle 8:59 pm

    A me ha sorpreso molto l’accenno alla “serenità” delle cariche in questione che andrebbe garantita.
    Mai sentita una cosa del genere in una diatriba istituzionale.

  6. 8 mezza penna 17 settembre 2009 alle 9:19 pm

    Siamo in pieno regime piduista?

  7. 9 Io Leggo Solo Feltri 17 settembre 2009 alle 9:24 pm

    Forse il lodo Alfano è incostituzionale, ma mai come una Magistratura ideologizzata che cerca con agguati giudiziari e mediatici di abbattere un Premier democraticamente eletto, di fare lotta politica a favore delle Sinistra, di rovesciare la volontà del popolo italiano.

    E questo non è solo incostituzionale… è GOLPISTA!

  8. 10 Tc 17 settembre 2009 alle 9:42 pm

    e immagino che tu possa provarle queste cose, io leggo solo feltri.

  9. 11 Rose 17 settembre 2009 alle 10:11 pm

    Io mi sono sempre posta la questione in questa maniera, molto grezza e terra a terra, ma che mi ha sempre affascinata; mettiamo che domani il nostro ipotetico capo del governo, colto da raptus o che, uccida una vecchina sua fan, durante un comizio elettorale.

    Ora, seguendo il medesimo ragionamento, il poveretto, subissato com’e’ di impegni e doveri, non potrà essere giudicato.

    Solo perchè i reati in questione sono, diciamo così, un po’ meno clamorosi ed evidenti, non è che siano svuotati della loro criminosità e legittimati, in quanto commessi dall’attuale capo del governo.

    E non è che la magistratura lavori a back up, e se un crimine risale a un tot di anni prima, beh, chissene. No.

  10. 12 Gianluca Aiello 17 settembre 2009 alle 10:13 pm

    Interessante e condivisibile analisi di intervento a gamba tesa del tutto politico.
    Anche le osservazioni di Scirocco sono corrette. Ci hanno cambiato la realtà sotto il naso.

  11. 13 CoB 17 settembre 2009 alle 10:30 pm

    Ciao, arrivo qui dal blog di Gilioli. Visto che hai spiegato tutto molto chiaramente, vorrei chiederti: quali sono gli scenari che seguirebbero a una bocciatura del Lodo Alfano? SB subirebbe davvero almeno un processo (p. es. derivante dal caso Mills) oppure tra corsi, ricorsi e prescrizioni finirà comunque tutto all’aria? E le dichiarazioni di Gasparri (“avremo un avvocato, un Ghedini o Ghedoni che troverà un cavillo”) hanno qualche senso? Si possono presentare Lodi all’infinito? Grazie e in bocca al lupo

    CoB

  12. 14 Tc 17 settembre 2009 alle 10:34 pm

    mah.
    la sentenza di incostituzionalità dichiara l’invalidità della legge e ha effetti costitutivi sull’efficacia, si dice. questo vuol dire, per quel che ci interessa, che è retroattiva e quindi si, il processo ripartirebbe.
    per quanto riguarda la lentezza della giustizia italiana, quella è sempre in agguato, come tu ricordi. e nulla vieta di ripresentare lo stesso lodo dieci minuti dopo.

  13. 15 rectoscopy 17 settembre 2009 alle 11:26 pm

    io scommetto su bocciatura e ripresentazione del Lodo

  14. 16 Simona 17 settembre 2009 alle 11:30 pm

    Scusa, ma ripartirebbe da dove era arrivato o da zero?

  15. 17 kaddourkouachi 18 settembre 2009 alle 12:32 am

    ciao ‘io leggo solo feltri’, eccoti un caloroso pat pat.
    Tralasciando che leggere solo Feltri – spero non sia vero – rende ogni tua affermazione culturalmente irrilevante, potresti anche allenarti a leggerlo senza il bisogno di pappagallarlo acriticamente.

    Complimenti a Tc per l’articolo.

  16. 18 Flx 18 settembre 2009 alle 1:22 am

    Bravo Tommaso. Nixon, però, credo sia del 1972, non del 1982.
    Comunque complimenti per il post e per la citazione sul blog di Gilioli.

  17. 19 isaroseisarose 18 settembre 2009 alle 2:31 am

    Complimenti tommaso e grazie uno per capire le cose, due per metterle in rete.
    Il mio appoggio vale poco ma questo credo valga di più (mi sono presa la briga di spendere 10 minuti per trascriverlo perché credo valga la pena mettere in rete anche questo)

    “L’Avvocatura dello Stato parte dall’idea che la serenità nello svolgimento delle funzioni sarebbe costituzionalmente garantita: il che non è vero. La Costituzione ha dato certe prerogative ai titolari delle cariche e per i fatti penali che loro dovessero avere compiuto nell’esercizio delle loro cariche hanno il diritto di avere una tranquillità nel disguido. Per cui ci sarà o una immunità sostanziale, nel senso che non possono essere nemmeno processati – oppure è previsto un procedimento a sé stante con peculiari garanzie […]. Il punto nodale è l’art. 3 della Costituzione, “Tutti i cittadini […] sono eguali davanti alla legge, senza distinzione […] di condizioni personali”. Con riferimento ai reati comuni siamo tutti eguali davanti alla legge. Le deroghe possono avvenire soltanto con una legge costituzionale, e quindi non possono avvenire con il Lodo Alfano. Non si può pretendere che la tranquillità soggettiva del Presidente del Consiglio sia garantita al di là dell’esercizio delle proprie funzioni. Altrimenti quale sarebbe la conseguenza? Che non dovrebbero esserci nemmeno i giornali!
    Io richiamo un precedente chiarissimo, Clinton vs. Jones. Anche lì, il Presidente Clinton, così come Berlusconi, sosteneva in un giudizio davanti a una corte federale […] che non doveva essere promosso nessun giudizio nel corso del suo mandato. E la Corte suprema americana, così come io le sto dicendo sulla base del diritto italiano, rispose sulla base del diritto statunitense: le prerogative stanno soltanto nell’esercizio delle funzioni e non per i fatti comuni, e quindi non è tutelata la serenità personale del Presidente americano. Ancorché il Presidente americano abbia qualcosa da fare di più del Presidente del Consiglio italiano”.

    Alessandro Pace, Presidente associazione costituzionalisti italiani
    http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Dall%20Italia&vxClipId=2524_cfa4c1c8-a2f1-11de-a7b6-00144f02aabc&vxBitrate=300

  18. 20 aghost 18 settembre 2009 alle 6:48 am

    ci hanno a tal punto lavato il cervello che stiamo qui persino a discutere se il lodo sia legittimo o meno: la verità è che non ci dovrebbe essere nessun tipo di impunità per nessuno. Ma scherziamo?

  19. 21 Tc 18 settembre 2009 alle 7:37 am

    @ simona, se intendi il processo, ripartirebbe da dove era arrivato.

  20. 22 peter 18 settembre 2009 alle 8:10 am

    la posizione dell’avvocatura di Stato mi sembra molto politica e poco giuridica. tutte le garanzie che la costituzione offre per le cariche istituzionali, vedi Presidente della Repubblica e/o parlamentari hanno attinenza stretta con l’esercizio delle rispettive funzioni. il c.d. lodo alfano, invece, crea una vera a propria improcedibilità per i reati comuni.
    l’Art. 90 della costituzione cita: “Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione”. sottolineo: nell’esercizio delle sue funzioni.
    Per es. se il premier, chiuque esso sia, evade il fisco, uccide qualcuno, o anche semplicemente fa parte di una qualsivoglia organizzazione malavitosa non potrà essere processato sino a quando non cessa dalle proprie funzioni governative.
    per es. ed estremizzando se il capo della mafia p.t. riesce a farsi eleggere premier la magistratura non potrà processarlo sino a quando resta in carica per le sue funzioni. in sostanza nel sostenere o non sostenere la legge non pensiamo solo a Berlusconi pensiamo a chi potrebbe arrivare dopo e quale uso distorto di tale norma possa potenzialmente fare.
    credo che tale situazione intacchi gravemente uno dei principi fondativi della nostra società: quello dell’uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge.
    ritengo corretto che per l’introduzione del c.d. lodo Alfano occorra una procedura di modifica costituzionale con le relative maggioranze e non sia assolutamente sufficiente una legge ordinaria. credo, se non erro che il lodo sia legge ordinaria.
    non so cosa deciderà la Suprema Corte ma se dovesse passare il c.d. lodo alfano credo che potremo legittimamamente chiedere che dai Tribunali sia eliminata una volta per tutte la dicitura “la legge è uguale per tutti”.

  21. 23 il problema è che c'è gente che legge feltri 18 settembre 2009 alle 8:13 am

    complimenti per il post, molto chiaro e lineare nelle argomentazioni.

  22. 24 Sand07 18 settembre 2009 alle 9:00 am

    Complimenti, davvero ben fatto.

  23. 25 carlito 18 settembre 2009 alle 9:05 am

    davvero molto bravo.

  24. 26 juhan 18 settembre 2009 alle 9:12 am

    Bravo Tc! continua.

  25. 27 cacioman 18 settembre 2009 alle 9:54 am

    Ottimo! Ti seguo via feed (ma se mi rompo stacco ‘a ligna).
    Ciao
    cacioman

  26. 28 Scirocco 18 settembre 2009 alle 10:05 am

    L’intervento del prof. Pace è molto chiaro, ma gli argomenti che sostiene sono del resto piuttosto ovvi: il discrimine è tra reati riferibili all’esercizio delle funzioni pubbliche -per i quali la costituzione prevede già l’immunità (art. 68)- e reati comuni.

    E’ interessante invece il punto in cui osserva che se il principio della tutela della ‘tranquillità soggettiva’ del presidente del consiglio passasse, e fosse portato alla sua logica conseguenza, dovrebbe essere abolita anche la stampa (quella critica).

  27. 29 daniele 18 settembre 2009 alle 10:16 am

    Il problema è:

    Dio non voglia che, in spregio al diritto, la Corte costituzionale decida per la costituzionalità, che si fa a quel punto?

  28. 30 peter 18 settembre 2009 alle 11:06 am

    sono d’accordo con scirocco: il caso escort a Bari dimostra inequivocabilmente come la serenità del Presidente del Consiglio può essere seriamente compromessa anche da indagini che non lo riguardano minimamente (il PM di bari ha escluso ipotesi di reato a carico di Berlusconi). seguendo questo ragionamento dovremmo concludere che tutto ciò che disturba il premier è per ciò stesso bloccato. mi sembra ridicolo oltre che pericolo: nel caso fatto dovremmo bloccare le indagini della procura sui presunti “affari” del Sig. Tarantini. assurdo…

  29. 31 PASQUINO 18 settembre 2009 alle 11:11 am

    ho letto e sentito che se anche il lodo fosse dichiarato incostituzionale, il Governo lo ripresenterebbe. queste stronzate le puo’ dire solo chi e’ sicuro che il Presidente della Repubblica firmerebbe un nuovo decreto simile a quello bocciato dalla corte costituzionale,(atto illegittimo), e’ anche vero, visto i precedenti che il rischio che lo firmi ci sia……

  30. 32 Scirocco 18 settembre 2009 alle 11:24 am

    E del resto, lui lo aveva già anticipato: “Non è vero che c’è la libertà di stampa, o di televisione, e che compito di un media è quello di attaccare chi governa”.
    http://tv.repubblica.it/copertina/berlusconi-attacca-rai3/35735?video

  31. 33 lormar 18 settembre 2009 alle 2:15 pm

    Caro TC che gioia leggere così acute analisi da un ventunenne . Lasciatelo dire da un sessantanovenne pensionato tecnologo ma il tuo articolo è crystal clear .
    Nel mio pessimismo ritengo che non vedrò l’alternanza ma in persone come te vi è in nuce la speranza per l futuro che l’opposizione nel medio termine possa prevalere democraticamente su persone tipo “leggo solo Feltri ” (..e si vede !!). Vista l’età anche Feltri che potrà scrivere quello che vuole (cft Voltaire ) salvo meritate querele passate e future giungerà al capolinea della sua attività . Cordialmente Lormar

  32. 34 Tc 18 settembre 2009 alle 2:54 pm

    grazie, grazie a tutti. è un piacere vedervi tutti qui. tornate quando volete siete i benvenuti 🙂

  33. 35 m(ichela) 18 settembre 2009 alle 5:19 pm

    davvero non so quanto conti fare analisi del genere e leggerle “tra noi”, ma non riesco a non gioirne: hai poco più di vent’anni, e leggerti fa ben sperare.
    parla, scrivi, esercita il pensiero critico.

    intanto, ti linko.

    alla prossima.

  34. 36 anellidifum0 18 settembre 2009 alle 7:28 pm

    Bravo Tommaso e complimenti per la citazione dal grande Piovono Rane.

    La mia opinione? La Corte darà (credo per 10 a 5: larga maggioranza dei 2/3) una mezza approvazione del lodo Alfano che sarà sostanzialmente una bocciatura. Dirà: per i reati commessi dal Presidente del Consiglio all’interno delle sue funzioni di Presidente del Consiglio, il lodo Alfano può sussistere e dunque Berlusconi non essere sottoposto a nessun processo, fin tanto che l’uomo è in carica.

    Ma per i reati commessi AL DI FUORI delle funzioni di Capo del governo, NATURALITER, il Presidente del Consiglio rimane pur sempre un CITTADINO. E, come dice l’art 3, “ogni cittadino è uguale davanti alla legge”. Quindi, i processi contro il (secondo sua stessa dichiarazione pubblica) sospetto mandante delle strage Borsellino, nonché il sicuro corruttore dell’avvocato Mills (e altro), riprenderanno.

    Può darsi che il governo provi allora ad approvare un terzo lodo (Schifani fu il primo) analogo, ma non so con quanta facilità riuscirà a farlo votare dalla sua nel frattempo divisa maggioranza e a farlo promulgare da Napolitano.

  35. 37 anellidifum0 18 settembre 2009 alle 7:36 pm

    Nota di colore per “IoleggosoloFeltri”: ma se Feltri la becca a commentare questo blog che evidentemente lei legge, non è che se la prende? Mi sa rancoroso, il tipo. Fossi in lei, cambierei il link: “IoleggosoloFeltrieD-avanti”, così, tanto per essere sicuri di non vedersi comparire dei fotomontaggi di lei nudo da bambino che fa sesso con una lavatrice. Nel senso elettrodomestico del termine, ovviamente.

  36. 38 Giuseppe Boscarino 18 settembre 2009 alle 9:10 pm

    Navigando, sono arrivato qui. E mi è piaciuto leggere tutto.

    Vista l’attualità dell’oggi, vi propongo la lettura del post che vi linko e dei commenti che spero si sviluppino dopo il mio

  37. 39 isaroseisarose 18 settembre 2009 alle 11:49 pm

    Ma la mossa dell’Avvocatura non è stata un suicidio innanzitutto POLITICO per Berlusconi? Che il Lodo Alfano sia incostituzionale lo si capisce lontano un miglio. La Consulta – praticamente è scritto – non potrà farlo passare. Ma allora che senso ha dire “Se il Lodo non passa, il premier dovrà dimettersi”? E’ praticamente come dire a Berlusconi “Dimettiti”, punto.

    Ufficialmente non si poteva solo dire “Accoglieremo le osservazioni della Consulta etc. etc. e ci impegneremo per formulare un Lodo in linea con la Costituzione”, e poi tirare dritto? L’Avvocatura sta remando contro?

  38. 40 anellidifum0 19 settembre 2009 alle 11:08 pm

    Isarose, magari fosse come dici tu. Significherebbe che l’Avvocatura dello Stato sta remando in favore dello Stato e contro l’uomo Berlusconi. Perfino possibile!

  39. 41 Tiziano Dal Farra 20 settembre 2009 alle 12:42 am

    Ciao.
    Tutto perfetto.
    Solo, sul piao elettoral-democratico, c’è un altro aspetto che va notato, a prima vista insignificante.
    Quando venne “varata” la prima ‘legge elettorale’ nessuno avrebbe potuto ipotizzare le attuali “condizioni democratiche”, a dire che nessun furfante del calibro del ns puttaniere & compagnia cantante poteva sfiorare le menti di allora. Venendo ai nostri giorni, è evidente – anche in chiave di “rimborsi elettorali” che l’unico momento in cui l’elettore (astratto) possiede davvero il potere di scelta DECISIVO, è nel momento esatto della “raccolta delle firme… per PRESENTARE la LISTA e il LOGO”. Punto.
    Ciò fatto, qualsiasi ‘partito’ oggi, NON HA il minimo bisogno d’altro. Fatta. Che poi lo votino (o vadano al mare) 300, 3.000 o 30 milioni di elettori, fa uguale.
    E – attenzione! – questo autorizza i c.d. ‘partiti in lizza’ a spartirsi il “monte premi”.
    Che fare, allora, dato che poi che tu voti Tizio o Caio, andrà Sempronia o Se$terzio al parlamento??
    L’unica cosa che OGGI potrebbe risolvere legalmente questo nodo, è l’ultima casella – non a caso ASSENTE delle attuali schede di voto. Quella con su scritto “NESSUNO dei PRESENTI mi RAPPRESENTA”.
    Pare uno scherzo, ma non lo è. Infatti, al tempo delle ultime politiche, facemmo presente (appuntamento, lettera e tutto) al nuovo Prefetto di Udine, dove risiediamo.
    E quello studia il quesito, riscontra la validità del problema e ci convoca. In effetti, facciamo, il teorico “diritto elettorale” attuale non raggiunge, non realizza il 100%. Mancando QUELLA opzione, siamo al 90%.
    Certo, si può votare, astenersi e infilare scheda bianca, scrivere affanculo e annullare, persino andare al mare. Ma sempre e comunque chiunque potrà “interpretare” il mio voto o la mia nulla, o la mia assenza totale, ma comparendo nelle liste elettorali il mio “status” monetizzato finirà suddiviso a tutti i banchettari.
    La cosa NON è corretta, è quella truffa legalizzata che permetterà a Mastella (Udeur, ricordate?) di papparsi per altri anni il “rimborso” di quando fu trombato.
    Se invece la mia posizione fosse estremamente chiara dal computo (io ed altri 20 milioni di “NESSUNO dei PRESENTI mi RAPPRESENTA”) tale cifra dimezzerebbe come per incanto la “mammella” e i ‘partiti’ non potrebbero vivere di fole e attribuirsi il mio voto/non voto.
    Spero di essermi potuto spiegare.
    Morale della favola.
    Sapete come finì? Che col Prefetto facemmo una bellissima lettera congiunta al Quirinale. Sapete che ci risposero??? Che il problema è effettivamente pesante ed importante. Che modificare le procedure – attenzione, NON tanto “la legge elettorale”, che non è inficiata dal piccolo particolare della casella IN PIU’ – è pure possibile, studiando bene i dettagli concreti… ma… (MA!)… per fare questa cosa occorre fare un movimento d’opinione (in altre parole, un NUOVO PARTITO!?!) che si faccia portavoce del problema, eccetera, eccetera.
    Ci siamo guardati, e dopo un bel sospiro abbiamo ringraziato, salutato, e via, a casa.
    Riprovo adesso qui, a farlo presente.
    Chi potrebbe, oggi, fare questa campagna ‘suicida’ dei partiti attuali?? Forse Pannella, o straforse Grillo.
    Mah.
    Ciao.

  40. 42 Dati e Fatti 20 settembre 2009 alle 11:53 am

    Se permetti, ti cito anche io. Anzi lo pubblico citando la fonte.


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Tc sta per Tommaso Caldarelli.
Tommaso Caldarelli sarei io.
E l'immagine di testata è quella storica del blog

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