Imperterrito

Se Papa Benedetto XVI se ne restava a Roma, invece di volarsene in Africa, magari causava meno problemi, anche a se stesso.

Dopo le affermazioni sulla pericolosità del preservativo nella lotta all’AIDS ad esempio, le associazioni camerunensi che combattono ogni giorno il problema sul campo sono imbarazzatissime e non sanno come continuare il proprio lavoro.  

Mi chiedo: che messaggio si pensa di dare, in questo modo? Un lancio su OkNotizie titolava, piu o meno, “se il Papa vendesse uno dei suoi anelli sfamerebbe il Camerun, altrochè”, e credo che la questione sia in gran parte questa, ne è un problema nuovo, insomma. Atterrare in aereo nel continente più povero di tutti, in un paese con una ricchezza pro capite di 2000 dollari l’anno, e farsi ospitare e ricevere dal presidente Camerunense, persona già di dubbia moralità, non è esattamente un buon inizio. 

Intendiamoci, nel merito delle dichiarazioni sugli anticoncezionali poi ci si può anche entrare; la tesi presentata è in realtà molto salda, parlando in generale. Se si vuole sconfiggere l’AIDS non serve proteggersi per fare piu (o comunque) sesso, ma è molto piu efficace una sessualità sicura e, soprattutto, limitata.

Tesi che è senza dubbio forte; ma inapplicabile alla realtà africana. Che è un posto povero, poverissimo, la vera, nuova, e definitiva frontiera di quello che non si chiama in nessun altro modo se non proletariato. Volendo farla breve: se non solleviamo la condizione economica di queste persone, come possiamo pretendere che non pensino solo ad avere più discendenza possibile? E’ lampante, io credo. Con 41 anni di speranza di vita alla nascita, ecco il dilemma: meno figli ma più sicuri, o molti piu figli per mangiare tutti e sperare che qualcuno sopravviva? Se fosse povero e malato uno di noi, che risponderebbe?
“Umanizzare la sessualità” è qualcosa su cui nessuno si potrebbe dir contrario: resta da capire se sia la prima delle priorità in un paese dove la miseria è nelle strade, e la malattia è nei corpi prima che nelle anime. 

Il secondo punto toccato è quello dell’aborto, ed è veramente difficile qui trovare punti di appiglio per il beneficio del dubbio. I programmi di salute riproduttiva africani consentono, all’articolo 14, di praticare aborti terapeutici in casi di violenza sessuale, stupro e incesto. E in questi casi limite, alzi la mano chi ha voglia di fare l’ultras.
Poi la posizione magistrale del Papa sull’aborto non cambia per nessuno, e questo è anche legittimo: ma se vuole può accomodarsi il Papa in persona a spiegarla alle bambine stuprate dalle guerre tribali in Africa, ogni giorno, ad esempio in Darfur. 

E’ la percezione del contesto che sembra mancare. Queste dichiarazioni, oggettivamente, stonano. Sarà vero che il Papa non deve fare calcoli di opportunità politica prima di dire quello che deve dire, ma se l’effetto è allontanare i fedeli e perderne la fiducia, forse bisognerebbe pensarci su.

Eppure il Papa non è uno sprovveduto. Il Guardian pone la domanda, molto semplice: Benedetto XVI ci è o ci fa
Ho una mia personale tesi su questo. Poi vi dico.

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