Le porte dell’inferno

Fra le idee balzane che risuonano nei saloni d’Oltretevere, la posizione sulla morale sessuale e più nello specifico sulla contraccezione è in cima alla classifica. Ancora oggi il Papa tuona contro l’uso del preservativo in Africa, dove una pandemia di AIDS, malattia di cui gli africani avrebbero fatto volentieri a meno e che noi abbiamo insistito per lasciargli, contagia senza pietà 22 milioni di persone, dove i due terzi della popolazione girano per strada, vivono e campano da sieropositivi.

La cosa più curiosa di questa posizione è che è minoritaria nella stessa Curia. 

NoiSiamoChiesa, il movimento di Cattolici barricaderos, ci racconta per filo e per segno come uscì fuori questa linea di pensiero, confluita poi nella Humanae Vitae. Copio e incollo.

IL CONTROLLO DELLE NASCITE

Nel 1963 durante i lavori del Concilio, Giovanni XXIII nomina una commissione per il controllo delle nascite, composta da 13 persone. Il P. Haring invita caldamente la commissione a non discutere il tema del controllo delle nascite solo nell’ambito delle teorie del diritto naturale.

Nel 1964, nel corso della 3a sessione conciliare, il Card. Léger (Canada) afferma: “Noi abbiamo una concezione pessimistica e negativa dell’amore. Questo schema (in discussione) intende contribuire a migliorare questa idea e a chiarire che cos’è l’amore e che funzione ha. Dobbiamo ammettere che l’unione coniugale intima raggiunge un proprio fine autorizzato anche quando non avviene il fine della procreazione.” Nella stessa sessione il Card. Suenens (Belgio) afferma: “La Chiesa ha fatto molti progressi dai tempi di Aristotele e anche di Sant’Agostino. E’ ora di finirla con il pessimismo manicheo. Allora capiremo meglio che cosa è compatibile con l’amore e che cosa non lo è… vi prego confratelli, cerchiamo di evitare un altro “caso Galileo”. Alla Chiesa ne è davvero bastato uno”. Per il Patriarca orientale Maximos IV le vecchie dottrine ecclesiastiche relative al controllo delle nascite derivano da una psicosi celibataria.”

A seguito del dibattito conciliare sui fini del matrimonio Paolo Vi pur avocando a sé ogni decisione, nomina. alla fine del 64, altre 40 persone come membri della Commissione per il controllo delle nascite, tutti cattolici, di cui 34 laici, 9 preti secolari e 12 membri di ordini religiosi: molti erano insegnanti di importanti università.

Nel 1965 i membri della Commissione, tra l’altro, respingono la dicotomia tra “finalità primarie e secondarie” del matrimonio, così come erano state definite nel 1930 da Papa Pio XI e nel 1951 da PioXII.

Di fronte al problema su come i coniugi possono amarsi e nello stesso tempo limitare il numero dei figli, la presidenza del Concilio decide di affidare il problema alla Commissione, che viene ulteriormente ampliata con 7 Cardinali e 9 Vescovi- Tra questi Karol Wojtyla. Arc. di Cracovia, che mai partecipò ai lavori della Commissione.Durante i due mesi di discussioni, emergono due posizioni emblematicamente rappresentate da due Cardinali.
a)-quello di Milano (Card. Colombo, consulente del Papa), secondo cui ammettere errori in tema di sessualità da parte del Magistero “significherebbe mettere in pericolo la stessa infallibilità della Chiesa, maestra di verità in questioni attinenti la Salvezza. Non significherebbe forse che le porte dell’inferno hanno sconfitto la Chiesa?”
b)-e quella di Monaco (Card. Dopfner) secondo cui “se la dottrina ecclesiastica finora sostenuta sul controllo delle nascite non era infallibile – e questo nessuno lo ha mai affermato – allora era fallibile. La conseguenza non è forse che un magistero fallibile può anche commettere errori?”

Di fronte al fatto che la grande maggioranza della Commissione è favorevole a modificare l’insegnamento tradizionale e a rimettere alla coppia la decisione di usare metodi contraccettivi “non naturali”, il Card. Colombo, consulente del Papa, assicura che il Papa non voterebbe quel documento. Contemporaneamente il Card. Ottaviani consegna al Papa una relazione di minoranza. Alla stampa vengono consegnate le relazioni di maggioranza e di minoranza.

Nel 1965 termina il Concilio: nessuna decisione è presa dai padri conciliari in tema di regolazione delle nascite.

Nel 1967 la Commissione presenta al Papa il rapporto: 64 membri si dichiarano favorevoli a modificare il divieto sui metodi contraccettivi e solo 4 (tutti teologi) sono contrari al rapporto di maggioranza, pur ammettendo di non essere in grado di dimostrare il proprio no sulla base della legge naturale e mancando al riguardo un qualsiasi argomento nella Sacra scrittura o nella Rivelazione Divina.Nella relazione di maggioranza si spiega la ragione per cui la Chiesa aveva bisogno di aggiornare i suoi insegnamenti sulla sessualità citando “i cambiamenti sociali avvenuti nel matrimonio… nella posizione della donna, la riduzione della mortalità infantile, i progressi in campo fisiologico, biologico, psicologico e sessuale; una diversa valutazione del significato della sessualità… Si deve infine tener conto dell’opinione dei fedeli”.

Nel 1968 il Papa pubblica l’enciclica “Humanae vitae” secondo cui “ogni atto coniugale deve essere aperto alla trasmissione della vita”, riconfermando la vecchia dottrina sul controllo delle nascite, che altro non è che il punto di vista della “minoranza della Commissione “L’enciclica non viene presentata come un documento infallibile , né vengono condannati quanti non la seguono.Le Conferenze episcopali danno un’interpretazione più elastica all’enciclica, dicendo che il Papa poneva ai fedeli un ideale elevato ma che, se in coscienza, essi non si sentivano in grado di viverlo, non avrebbero per questo dovuto sentirsi in peccato.

Papa Wojtyla ribadisce che “coloro che praticano la contraccezione o addirittura pensano che sia normalmente lecita, rifiutano oggettivamente di riconoscere Dio (17 sett. 83).

5 Responses to “Le porte dell’inferno”


  1. 1 Andrew 19 marzo 2009 alle 12:31 pm

    Ah. Magari il preservativo non proteggerà dall’AIDS ma se lo avesse usato il padre…

  2. 2 Paolo 19 marzo 2009 alle 4:50 pm

    Serve tanto in questa Italia per combattere certi personaggi…leggi un po qua anche http://www.presente-futuro.it/?q=node/492.

    Non perdiamoci di vista!

    Spero a presto, ciao

  3. 3 Tc 19 marzo 2009 alle 5:14 pm

    non mi muovo di qui 🙂

  4. 4 Chiara B 19 marzo 2009 alle 7:57 pm

    carissimo, ho registrato anni fa un blog presso questo posto. adesso non so più come eliminarlo, chiaramente per costruirne uno nuovo. sapresti darmi una mano? davvero molto gentile e, da quanto leggo in certi spezzoni, interessante!

  5. 5 Tc 19 marzo 2009 alle 8:10 pm

    c’è il comando elimina blog sotto impostazioni, tipo


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