cortocircuito

Commentare è sempre piu noioso, ma inizia ad essere anche molto difficile.

Il ministro Brunetta ci guarda dall’alto in basso in questa intervista sul Corriere della Sera. Passaggi allucinanti, come “il mercato del lavoro italiano, al di là delle sue contraddizioni, è mirabile, funzionale, efficiente, flessibile, reattivo, intelligente, e a modo suo equo.”

E leggendo rimani assolutamente di sasso, a metà fra il chiederti “ma sta dicendo davvero?” e lo stupirti per l’ostentata sua assoluta buonafede. Pare proprio che creda in quello che dice.

E se questo può anche essere accettabile,  penso però che quando ci sono i fatti le opinioni muoiono. Quotidiani grandi e prestigiosi, come la Repubblica e l’Unità, stanno pubblicando da giorni facce e nomi, foto e storie di persone precipitate in una vita miserabile perchè rimaste vittime del mercato del lavoro italiano, così efficiente, mirabile e equo. Ma che dice? Cosa ha da dire un ministro della Repubblica alla folla assiepata sotto casa sua a reclamare soluzioni? Cosa ha da dire oltre un misero “ma tacete e non lamentatevi, frignoni, che in realtà va tutto bene, che ne volete sapere voi” ?

Ho letto un sondaggio giorni fa, in cui si diceva che la seconda dote propria più apprezzata dagli Italiani è l’arte di arrangiarsi. Ecco, è a questo tipo di forma mentale che questo ministro parla, con parole del genere. Quella per cui questi poveracci, non ascoltati da chi esiste per prendersi cura di loro, cercheranno altrove, nel sommerso, nelle conoscenze che hanno, nel sottogoverno profondo delle raccomandazioni che salvano la vita. E una volta reinventatisi in qualche modo, penseranno che aveva ragione il nano, che in fondo, le cose non vanno così male e qualcosa si rimedia sempre.

E chi non ce la fa? E a chi dispiace di vendersi invece di pretendere diritti? La risposta del ministro è sempre quella.
Io me ne chiamo fuori, secondo me le cose vanno bene. Vedete di arrangiarvi, che parete esser così bravi.

1 Response to “cortocircuito”


  1. 1 wowbagger42 9 marzo 2009 alle 8:57 pm

    In realtà, la famosa affermazione
    “ma tacete e non lamentatevi, frignoni, che in realtà va tutto bene, che ne volete sapere voi”
    va spiegata, altrimenti risulta incomprensibile.

    Si riferiva ai dipendenti pubblici che si lamentavano per il rinnovo del contratto, e il messaggio era più o meno questo: avete un posto sicuro, metà del Paese rischia il lavoro, non lamentatevi e, anzi, pensate che nessuno vi può licenziare su due piedi.


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