sprofondo nord / 1

D-Avanti non diventerà un multiblog, resterà il mio. Però conosco tante persone che entrano nella mia vita e si fanno apprezzare per quello che sono. E ognuna si porta dietro la sua realtà, e nessuno può parlare del suo mondo meglio di chi lo vive.
Ho chiesto ad alcuni amici di parlarmi del loro mondo, di cose che io non conosco nè conoscere potrò mai. La prima è Cecì, che una volta al mese, in  ” SProfondo Nord “, scriverà (col naso) dalla sua mansarda di Verona.

sprofondo-nord1Siamo a Verona. Qui la forma conta più della sostanza. L’apparenza è tutto. Lentamente, senza che nessuno ne abbia ben chiara la percezione, si scivola fuori dai confini dell’Umanità. Sulle panchine si può stare solo seduti, l’ha deciso il sindaco, quindi ha fatto mettere dei bastoni a metà, perchè sdraiarsi sia proprio impossibile. Mangiare per strada non si può, l’ha deciso il sindaco, quindi c’è un esercito di vigili pronti pronti a dare una bella multa ai poveri turisti che mangiano tranquillamente un gelato passeggiando per la città di Romeo e Giulietta. 

Poi c’è questo nuovo divieto, vietato bivaccare, che nessuno ha ben capito cosa voglia dire, e a scanso d’equivoci ognuno va per la sua strada, di fretta, tutti seri, ordinati e ligi al dovere. Così la città è pulita e ordinata, questo senza dubbio, ma anche senz’anima. Quello che importa è l’immagine di Verona per il Mondo, non la serenità dei suoi abitanti (dico abitanti, non cittadini) come dovrebbe essere, siano essi nati in Borgo Trento, a Caltanissetta o in Marocco.  Dacché si possa ricordare, i bimbi si divertono a scivolare giù per i muretti ai lati del Municipio. Ora non più, non è conveniente, bisogna portare rispetto al Municipio simbolo del potere, dice (o pensa) il sindaco, e ci fa mettere in fondo un bel vaso di fiori.

In una città così, in cui tutto dev’essere assolutamente come previsto, niente fuori posto, tutto in ordine, non c’è posto per gli stranieri. Sporcano, puzzano, vengono solo per rubare e far violenza alle nostre donne, e se lavorano, hanno rubato il posto ad un italiano, che se ne tornino a casa loro. Scombussolano il nostro adorato Ordine, bisogna prendersene cura. A vedere le facce schifate sull’autobus quando sale uno straniero, magari anche benvestito e che timbra il biglietto, mi chiedo come siamo diventati così. Mi chiedo da quando gli stranieri sono così pericolosi per la città, tanto da non poter meritare nemmeno un secondo della nostra attenzione. Se ne devono andare dicono, ma ultimamente a Verona il problema sembra essere l’intolleranza radicata negli animi dei cittadini, e prontamente trasmessa ai figli. Questo, non la presenza degli stranieri, mette più in pericolo la tanto invocata sicurezza, questo mi spaventa.

L’intolleranza è nell’aria, si respira insieme all’ossigeno e allo smog. L’intolleranza di giovani, adulti e anziani, uomini e donne, è ormai talmente radicata che non è più una sorpresa per chi ne è rimasto miracolosamente illeso. Amarezza e rassegnazione mi invadono, ad ogni piccolo episodio, diventata ormai banalità quotidiana.

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