forse ci siamo

Non sono un amministrativista, ma da quello che ho potuto imparare di Diritto Amministrativo, l’odissea di Eluana Englaro sembra stare iniziando il suo ultimo chilometro.

Il TAR della Lombardia ha infatti annullato l’atto con cui si vietava ai medici regionali di staccare sondini e alimentazioni artificiali, disponendo altresì che l’amministrazione lombarda trovasse un posto nelle sue strutture dove dar seguito alla Sentenza della Cassazione. Ora per l’amministrazione c’è l’obbligo di conformarsi al giudicato; se l’amministrazione non agirà, Beppino Englaro potrà ottenere dal TAR un giudizio di ottemperanza, che sostituisca la mancata azione dell’apparato pubblico : ovvero, calcolando i gradi di giudizio mancanti ( eventuale ricorso al Consiglio di Stato per questa sentenza, più giudizio di ottemperanza ed eventuale ricorso sullo stesso ), fra non più di tre processi la sentenza della Corte di Cassazione potrà trovare attuazione, come non potrebbe altrimenti essere, se non a pena di istituire un precedente pericolosissimo, da crollo dello stato. 

Questa vicenda, come hanno scritto sia Roberto Saviano sia Ezio Mauro su Repubblica nei giorni scorsi, è un vero e proprio Giubileo dello Stato di Diritto. 

Noi tutti dobbiamo desiderare che Eluana non muoia. Io desidero che Eluana, come è normale, lo desidererei per tutti, non sia mai stata investita da quell’auto. Tuttavia questa cosa è successa. E, come sappiamo, Eluana non avrebbe mai accettato di rimanere in queste condizioni.

Questa è una grande vicenda di libertà – e ci ricorda che diritto e giustizia vanno di pari passo, e che ogni diritto, anche il diritto alla vita, non è tale se non è giustiziabile, ovvero assistito da un apparato che lo discuta, lo metta in gioco e lo riaffermi ogni volta che è necessario. E che quindi invocare diritti fuori dalla giustizia degli uomini non ha senso.

Trovo inoltre affascinante quello che ho letto riguardo alle condizioni cliniche di Eluana. No, non penso che si possa definire Vita il semplice meccanismo biochimico di assorbimento dei nutrienti – peraltro forzato, qualora venga accertato, come è stato accertato, che tutte le altre funzioni sono permanentemente cessate, senza possibilità di recupero.
Non sente, non soffre, non soffrirà.

Su tutto domina la volontà della persona di provvedere a se stessa, davanti alla quale anche chi si ritiene più “misericordioso” degli altri (grande misericordia quella di negare la possibilità di scelta libera) cede il passo, come è naturale (questo si) che sia.

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