se vedemio a bruxelles, anche no

L’ex sindaco di Roma sta riaccarezzando l’idea di una forza a vocazione maggioritaria, con la possibilità di mantenere l’alleanza con l’Italia dei Valori, nonostante gli affondi di Di Pietro, e allargarsi a sinistra non oltre Sd e i Verdi.[…]D’Alema e Latorre considerano finita per sempre l’alleanza con l’ex pm di Mani Pulite e soprattutto puntano a un’intesa al centro almeno con una fetta dell’Udc. Su questa linea anche Enrico Letta, padre dell’accordo in Trentino e anche lui ormai dichiaratamente anti-Di Pietro. Schierato con D’Alema, poi, Bersani, Franco Marini e la Melandri.[…]Per il momento restano in stand-by Fassino e la sua fedelissima Marina Sereni e anche Rosy Bindi. La prima sfida tra le varie anime del Pd avverrà alla conferenza programmatica di primavera. In attesa di conoscere il risultato delle Europee. Che se dovesse essere sotto il 28% potrebbe spingere D’Alema (e non solo) a chiedere a Veltroni di presentarsi dimissionario al congresso di ottobre.

Abbastanza degna di fiducia l’analisi di AffariItaliani sui colpi di mortaio dietro le quinte del PD. 

La mia opinione è nota è la ripeto. UDC = un voto in meno al PD; e soprattutto D’Alema può venirmi a spiegare il positivo effetto galvanizzazione che si avrebbe, mollando chi fa opposizione col megafono e presentando il PD insieme all’UDC e agli Ex di Rifondazione Comunista. Chi pensano di fregare in questo modo? Ma che è, uno psicodramma collettivo?
Questo se il PD prenderà meno del 28% alle Europee: ma il PD prenderà meno del 28% alle Europee. 

Se poi vi va di leggervi un’interessante carrellata di bestemmie sul tema, MicroMega ci propone l’apposito spazio.

2 Responses to “se vedemio a bruxelles, anche no”


  1. 1 Luca.P 22 gennaio 2009 alle 5:13 pm

    “Mollando chi fa opposizione”: ah, ah, ah, ah…se ho capito di chi stai parlando, mi sto scompisciando dalle risate!!! Per opporsi basta urlare al megafono e lanciare battute al vetriolo contro tutti, maggioranza e resto dell’opposizione?
    O magari serve anche selezionare la propria classe dirigente secondo criteri meritocratici, impegnandosi a far assumere al proprio partito la stessa democrazia interna che si richiede (giustamente) al centrodestra?
    E potrei continuare così per ore: non ho neppure usato la parola “populista”!
    Sulle percentuali…porsi dei limiti è sempre rischioso: metti che il PD prende il 25. Che si fa? Tutti a casa? Pensiamo a prepararci al meglio alla campagna elettorale…i nostri dirigenti in primis, of course!

  2. 2 Tc 22 gennaio 2009 alle 5:29 pm

    ti rimando a gillioli, appositamente linkato, segretario.


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