la sinistra come la vorrei

Occhio che è lunga. Molto.

Mi guardo intorno e non capisco. Cioè, il punto è in realtà che mi guardo intorno e capisco benissimo.
Non so se questi giorni dell’Onda serviranno a qualcosa nel sistema della politica italiana o mondiale o del quartierino. A me sono serviti per raccogliere informazioni mentali, per capire dove sta il nodo del problema. O se si possa trovare da queste parti.

Quale problema? Dovete sapere che io credo che in questo paese ci sia un bastone, una zeppa da qualche parte che blocca gli ingranaggi. Ovviamente partendo dal presupposto che gli ingranaggi siano bloccati – se tu pensi che le cose vadano bene, l’avrai capito, sto blog non fa per te, fa a malapena per me figurati . Se riesco a trovare il bastone e togliere la zeppa le cose ripartono e tutti saremo felici.

Già, il punto di arrivo è quello, io sono comunista nel senso italiano del termine, che per me ha sempre voluto dire che non potremo mai essere felici e vivi se non lo saremo tutti quanti, che può voler dire tante cose in Italia ( o in genere ), può voler dire democratico, cattolico, socialdemocratico, sociale, dalla parte giusta, buono, bravo, bello, e si sa che quando un concetto vuol dire tante cose va a finire che non vuole dire niente. Eppure è quello che ci guida tutti, tutti quelli di sinistra, ognuno con le proprie differenze ideali, sempre a cercare la giusta rampa per spiccare il volo e dare l’esempio e portarsi dietro tutti gli altri, come dei gabbiani ipotetici – se tu pensi che destra e sinistra siano uguali e una cosa valga l’altra, tanto alla fine, nella migliore delle ipotesi, ci sono solo problemi da risolvere, l’avrai capito, sto blog non fa per te. 

Me lo ricordo, Ermete Realacci, quello di Legambiente con quella cuffia di capelli, che dopo la presentazione del simbolo del PD diceva ” L’abbiamo fatto perchè è bianco rosso e verde, e noi siamo un partito di patrioti “.

Partigiani. Noi siamo il paritito dei partigiani, pensavo io, non dei patrioti. Patriota è una persona bellissima, per carità, ma noi storicamente siamo un’altra cosa. E’ per questo, pensavo, che alla fin fine sto partito si potrebbe pure fare. Quando c’era da combattere abbiamo tutti sparato. Cattolici e socialisti, liberali e comunisti, abbiamo sparato tutti. Poi, dopo … si certo, ok, ma davanti a un nemico comune, che era la-destra abbiamo sparato tutti. E’ per questo, pensavo, che si poteva fare.

Ed è anche per questo, pensavo e penso, che la Costituzione è scritta dai partiti e per i partiti, perchè quando vinco voglio un premio, o anche una sdraio dove rilassarmi.
“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nei carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione”.  Piè-ro Ca-la-man-dre-i.

Che cazzo c’entrano, in fine in fine, Riccardo Villari e Nicola Latorre col partito dei Partigiani? No perchè io credo che sia questa una parte del problema.

Siddomani ricestà er Duce, Villari e Latorre sparano?
No, ovvio. Perchè sono dei burocrati e dei cortigiani. Siamo diventati un partito di burocrati e di cortigiani, cioè il sottobosco dell’Ancien Regime? No perchè in questo caso ci vorrebbe la Rivoluzione Francese.

Si vabbene, ma perchè sparare, che intendi? Si spara se c’è il Duce, ma intanto?
Obama ( si, abbiate pietà, ancora lui ) spara. Nel senso che si porta dietro la gente se ce n’è bisogno. Ed è per questo che ha vinto le elezioni, in un paese dove la gente di solito non vota e stavolta ha votato. Qualcuno si è alzato e ha votato. Ci saranno pure i burocrati, diamine è normale, ma quelli si cerca di nasconderli, perchè fanno triste, fanno grigio, fanno sottobosco : in una parola, perdi i voooooooti.

Ecco uno dei punti che ho in mente da un pò di ( tanto ) tempo. Nessuno – nessuno – mi toglierà l’idea che un partito di sinistra vince se dice e fa le cose giuste, guarda al bene comune o chiamatelo come vi pare, o se quantomeno porta avanti qualcuno che dice e fa cose giuste . I burocrati, il sottobosco, nascondiamolo, lasciamolo alla destra : se non crediamo nelle cose giuste, crediamo quantomeno che danno un’immagine pessima che ci fa perdere fiducia e voti. Se non vuoi fare le cose giuste perchè non ci credi e costa troppa fatica al tuo cervello di burocrate, fai un sorriso e falle uguale per vincere le elezioni.

La politica è alti pensieri, visione del futuro, pre-visione dei tempi ( manco fosse il meteo ), c’è ispirazione.
Non è che tutti sono bravi a ispirare, va bene, ma quelli cosi non mandateli in tv, non candidateli manco, fategli fare i contabili delle federazioni regionali, i segretari amministrativi, ve prego, ve prego! 
Noi gli mangiamo in faccia a sta gente, Latorre e Villari, ma pure a Capezzone, ma pure al Berlusca, dico tutti noi, pure l’operaio che smazza dieci ore al giorno al turno di notte gli mangia in faccia, o quantomeno vorrebbe. L’operaio non lo vota a Latorre, se potesse scegliere. Lo dice pure lui, pensa un pò. 

Ecco ecco, ecco, l’operaio, l’aggancio che cercavo. Ora sarò eretico. Tanto lo sappiamo tutti, ma ci fa paura dirlo, e neanche perchè è vero, ci fa paura perchè…lo dico dopo. 

Siamo una grandissima massa di borghesi del cazzo. Si, borghesi, e intendo roba di Marx e tutta sta gente qua. Mo ve spiego.
Tre cose compongono un agitarsi politico. I contenuti che porti avanti, come li dici cioè la forma e te, cioè la persona che li porta avanti.

Prendi l’Onda Anomala. Le persone sono tante e variegate, è un movimento, non ha un capo, la forma è bella e festosa, manifestazioni, occupazioni, simbolismo adeguato per fare massa e notizia. Poi arrivano i contenuti – quando si è trattato di tradurre in linguaggio ciò che di buono c’era, sono stati tirati fuori tre pezzi di carta scritti in un modo incomprensibile con dei contenuti che giusto gente che non apre libro e si ammazza di canne da mane a sera poteva partorire.
Ovvero, Borghesi. L’aveva detto lui, e mica è cambiato niente sa. Quel testo può essere rivoluzionario? Può avere impatto sulle forzeproduttivecioè , anche a voler stare a sentire quelli ( come me, peraltro ) che gridano ” dove sono gli operai!! “?

Tu prova a portare quelle tre pagine a Mirafiori e io credo davvero che il moderno operaio forzaproduttivacioè peraltro marocchino irregolare sottopagato, proletario dunque, giuro che se magna i fogli, te se magna a te e poi butta i tuoi resti nell’altoforno, magari diventi un pezzo di una Grande Punto e qualcosa di buono l’avrai fatto. 

PD. Contenuti buoni, un grande partito riformista, forma buona, scritta in italiano leggibile, ma di più, tante sezioni sul territorio e gente che può portare avanti quei contenuti. Poi arrivano le Persone. Accendi la Tv e vedi burocrati che si scannano, oppure leaders che parlano.
E tu, potenziale elettore di sinistra, come sono i miei genitori, come sono io, i genitori dei miei amici, i miei amici in genere, la gente che conosco e che vive questo paese, ti viene da vomitare un pò, mentre cerchi fra tutti quello che almeno per oggi ha detto una cosa sensata e giusta ( perchè ci sta sempre, mica sono tutti uguali ), e dici, fiu, menomale, qualcuno di buono c’è. Mi piacerebbe conoscerlo, dirgli “aò, daje, me sei piaciuto “. Ma non si può mica, sa. Loro non rispondono alle email, hanno altro da fare.
Perchè sono dei Borghesi. Latorre ha scritto il pizzino per Bocchino ( che rima carina ), perchè a lui DiPietro sta sul cazzo, personalmente intendo, lui ha una chiara visione della situazione, fa politica da tanti anni in un grande partito, figurati se lui non lo sa con chi bisogna fare le alleanze per vincere le elezioni.

Ecco perchè DiPietro ci sta sul cavolo, a molti, pure di noi bloggers che siamo la creme della creme dei borghesi. Perchè lui non è Borghese. E non sto dicendo che non sia ricco, intendo proprio un’altra cosa. Lui ha una storia personale diversa, lui l’operaio l’ha fatto ( e noi no ), poi si è laureato, ha combattuto il potere, ha perso, ora è al potere e lavora. Si fa vedere e urla. La sua, mettila come la metti, è una storia di rivalsa e di uno che ce l’ha fatta. Lascia stare che è un populista. sarà un populista ma è vicino alla gente. E piace. 

Obama ( si, ancora lui, abbiate pietà ), ha una storia commovente e di rivalsa, cresciuto da madre vedova, volontario comunitario, poi senatore – ha una storia di rivalsa sociale, e quindi vince. Di sinistra.
Perchè parla quanto vuoi delle grandi manovre, per un partito di sinistra vincere le elezioni è sempre un atto simbolico. Stronzo padrone, te l’ho fatta sotto il naso, dai campi, dalle officine ( dagli uffici del ministero, degradante uguale ), sarò uno straccione ma siamo tanti ad essere straccioni e mo comandiamo noi, chupa! Marx, purissimo.
C’è una poesia dietro che una politica burocrate non capirà mai.

Ora : qualcuno starà pensando che sto dicendo che solo i poveri possono essere di sinistra – Cazzata. Non è questo il punto.
E’ bello semplicemente ripetere cose che hanno già detto altri, saltiamo piu avanti e prendiamo Gramsci.

C’è un posto anche per gli intellettuali di sinistra in un partito di sinistra. Agitatevi, Organizzatevi, Studiate : l’Egemonia. Noi borghesotti avremo pure l’egemonia culturale ( si, leggo il new york times e sono un grande stratega politico, quanto sono bravo ), ma avere solo quella senza l’egemonia sociale fa solamente arrabbiare la gente a cui sembri quello che sei – spocchioso e secchione. 

Bene, leggi il new york times? Spiegalo alla vecchietta. Leggi il new york times? Imbocca in un’autogestione a scuola e spiegalo agli studenti che sentono l’Ipod nell’angolo dell’aula magna. Sono cambiati i tempi? Ma anche no. Te lo giuro io, ti stanno a sentire.
Io dico che funzionerebbe : anche perchè ho un esempio. Questo si chiama piu o meno apostolato, e piu o meno lo fanno i preti. Ecco perchè, se pure ci stanno i pedofili, gli omosessuali repressi, c’è l’ICI, l’otto per mille, lo IOR, il Papa e il Vaticano, la Chiesa Cattolica in questo paese non la freghi.
Sono vicini alla gente, permeano la società ( in modi a volte non validi, intendo proprio la dottrina che portano avanti ), hanno…l’egemonia sociale. Quando hai quella, puoi pure dire cose sbagliate, ma sei “amico della gente”, eccheffai nonlovotiNino, aiutami tu. 

Io dico che è per questo che il Banana vince. Gli basta evidenziare con l’Uniposca quello che appare già vero : forse lui non è amico del popolo, ma noi siamo certo i burocrati, i secchioni, gli altezzosi e i migliori : in una parola, Borghesi.
Quindi la sinistra, per colpa di quattro burocrati, diventa immediatamente il posto dei fannulloni, ed esce fuori dalla tana il Brunetta.  

Vogliamo vincere ste benedette elezioni e cambiare questo paese : ripigliamoci l’Egemonia. La sinistra non è cosi, ci sono tante persone che smazzano onestamente. E io dico che anche Latorre ha qualcosa da insegnarmi in sezione su come si fa politica in Calabria, però venisse da me invece di andare su La7 a fare figure di merda. Credo che ne gioveremmo tutti.

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8 Responses to “la sinistra come la vorrei”


  1. 1 Luca.P 21 novembre 2008 alle 2:59 pm

    Non abbiamo l’egemonia culturale. Non abbiamo neanche gli intellettuali.
    Siamo un partito fluido che sta colando fuori dal suo contenitore.
    Non condivido l’idea che l’estrazione sociale determini la capacità di leggere e guidare la società. Sennò ti dovrei rispondere che un leader di estrazione “proletaria” potrebbe rappresentare solo la classe da cui proviene. Che è esattamente il rischio contro cui ho aderito al PD.
    Esci dalla burocrazia se riesci a immaginare un progetto che motivi tanti, che poi sono quelli che non si limitano a venire alle primarie, ma poi magari rompono pure le palle al burocrate di turno che non svolge bene il suo lavoro di dirigente. E io, oggi, questo progetto costruito sul territorio non lo vedo perché non c’è, e ne so qualcosa!
    E non so neanche se ci PUO’ essere, perché l’Italia è bella perché è varia, che sennò non si spiega perché il PCI ha sfondato in una certa parte d’Italia e non altrove, anche dove, come in SIcilia, lotte di popolo ce ne sono state.
    Il PD vorrebbe andare oltre. Ma per andare oltre hai bisogno di gente che non si limiti a votare un leader, ma che abbia voglia di lavorare.
    Sennò vai avanti con la cooptazione fideistica e ti ritrovi un partito di burocrati, che poi tutti i partiti sono pieni di burocrati che decidono (necessariamente) di fare della politica il proprio lavoro, perché non si può fare il dirigente (a certi livelli) e lavorare, sennò non fai bene né l’uno né l’altro. Solo che a destra il rapporto diretto leader-massa ti nasconde la burocrazia e l’antidemocraticità che c’è dentro.
    Quindi che si fa? Si tira dritto, lavorando sul livello in cui si sta per rendere questo il migliore dei partiti possibili. E si aspetta il momento in cui ci chiariremo su che partito stiamo costruendo. E da quel momento non ci sono più scuse.

  2. 2 Tc 21 novembre 2008 alle 3:24 pm

    Quando mai ho detto che i poveri parlano solo ai poveri e i ricchi solo ai ricchi?
    In verità mi sembra che di gente che ciancia sul nulla ce n’è, e parecchia ( me compreso ).
    Non sono contro i burocrati, è normale, anche loro hanno un ruolo, ma appunto serve gente che ci mette la faccia.
    Continuo a credere che quando avremo meno spocchia vinceremo le elezioni. Metterci la faccia significa avere meno spocchia.

  3. 3 Anellidifumo 24 novembre 2008 alle 7:06 am

    Ciao giovane blogger. Voglio raccogliere la tua idea. Sono uno di quei “stomaci in fuga” che è dovuto emigrare per fare carriera accademica. Insegno Italiano in un’università canadese. Ma in dicembre sarò a Roma. Se sei di Roma anche tu, come mi pare d’intendere, invitami nella tua scuola a spiegare come si vive all’estero. A spiegare quanto è bello e relativamente facile fare un dottorato, se vivi in una società meritocratica e tu sei portato a fare un dottorato. A spiegare ai tuoi amici cosa significa vivere in un Paese laico, nel quale se sei omosessuale puoi non solo sposarti (anche in chiesa, sissignore) ma anche adottare figli. A spiegare cosa significa non avere mai il papa nel telegiornale, se non il giorno di Pasqua e, se fa il bravo, anche a quello di Natale. A spiegare cosa significa essere fare i giornalisti ed essere i cani da guardia del potere, e non i cagnolini da passeggio del potere. Tu dici che mi stanno a sentire, e io ti credo. Quando organizziamo? Sono lì dal 6 dicembre.

    ciao
    AdF

  4. 4 Anellidifumo 24 novembre 2008 alle 7:08 am

    Ah bada: l’intento non è quello di far scappare altri italiani all’estero. Ma di descrivere un mondo possibile, fuori dal confine. Per vedere se poi riuscite a organizzarlo anche nei confini italici…


  1. 1 difendere il difendibile « D-Avanti Trackback su 24 novembre 2008 alle 3:19 pm
  2. 2 d’avanzo, imille e il collocamento « D-Avanti Trackback su 29 novembre 2008 alle 8:05 pm
  3. 3 uno spettro si aggira « D-Avanti Trackback su 2 febbraio 2009 alle 1:34 pm
  4. 4 Culturame « D-Avanti Trackback su 13 settembre 2009 alle 9:15 pm

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