il capitalismo al suo meglio

  [Articolo lungo da far schifo, siete avvertiti ]

Non ho ancora mai parlato riguardo alle cose che dominano le prime pagine dei giornali ( il ragionamento che c’è sotto è che io devo parlare delle cose in prima pagina, lo capirete ), ovvero la maxi crisi economica ed annessi e connessi.

Il fatto è che io non ne so una cippa di economia, e aspetto fervente, anzi, di poterla studiare. Tuttavia leggo e mi informo, e qualcosa capisco, tipo vado qui dove sono superesperti o qui che vale un pò per tutto ( siamo bravi, noi ).
Quindi il piano è ora spiegare quello che ho capito in qualche frase, cosicchè salviamo capra e cavoli, io parlo delle cose cioè importanti cioè e qualcuno in piu magari capisce. Magari. OK?

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1) Esistono due capitalismi. Il primo è quello fatto all’antica diciamo, e che si spiega piu o meno con la risposta data a mio fratello, alla domanda ” cosa è la borsa mamma ” ( no, non sono la mamma, ho risposto io ).
Supponiamo che io, Giorgio Napolitano e Raoul Bova ci incontriamo e decidiamo che ci piace il chinotto. Allora decidiamo di mettere su la Giorgino Raoul Premiata Chinotteria per produrre chinotto.
La gente compra il chinotto che noi produciamo e noi siamo contenti.
Un giorno Giorgio mi viene a trovare e dice che vuole comprare uno stabilimento piu grande per fare il chinotto, e io dico ” Paisà, i soldi non bastano “.
Allora possiamo fare due cose : o andiamo in banca, e quelli ci danno i soldi e poi noi glieli ridiamo ( cioè facciamo un mutuo ) ovviamente di più sennò non ha senso; oppure andiamo in mezzo alla piazza del mercato, prendiamo uno sgabello e diciamo ” Gente, noi produciamo chinotto. Se ci date un pò di soldi noi compriamo un altro chinottifico, e produciamo ancora piu chinotto. ”
Probabilmente la gente dirà ” E a me che me ne viene “. Noi, furbi, rispondiamo ” Guarda facciamo che tu mi dai un pò di soldi e io ti dò una parte di quello che me ne viene vendendo il chinotto in più che mi aiuti a produrre. ”
Ecco, questa è la Borsa. La gente finanzia le società di produzioni ( aka società di capitali ) comprandosi pezzi di società, e garantendosi diritti sugli utili.  
Bene, questo Capitalismo vecchia maniera piu o meno funziona, anzi ci piace, perchè una delle ipotesi era che se funzionava talmente male  che qualche riccone diventava molto piu ricco a spese degli altri, magari la gente si incazzava tanto ( soprattutto i poveracci ) e scoppiava un bel casino tipo la Rivoluzione. O se non scoppiava la Rivoluzione si poteva far stare i poveri un pò meglio, con vari sistemi ( tipo lo Stato, ma è un ipotesi 😛 ).

Ok, c’è poi il secondo capitalismo, che vive come un parassita sul primo, e che si spiega piu o meno con la frase che mi disse paparino quando mi lamentavo di non aver trovato lavoro per andare in vacanza: ” non fare mai affidamento sui soldi che non hai “.
Nel vecchio capitalismo la ricchezza ( $ $ $ ) o c’è, e la si fa girare, o la si produce, in due modi: si sgobba, o si guadagna facendo girare la ricchezza. Ma la ricchezza di partenza è sempre l’olio di gomito, il rischio che si accolla l’imprenditore decidendo di fare chinotto invece di limonata, e che comporta domande tipo ” e se nessuno compra chinotto? e se faccio chinotto velenoso? e se mi scoppia la fabbrica ? “.
Il capitalismo secondario è frutto della volpe. Della furbizia e dell’abilità di qualcuno che furbo e abile è davvero, ed è difficilissimo, sconfinato, impossibile da capire. Grande quanto la fantasia umana.
Non serve infatti ricchezza di base per produrre ricchezza con questo capitalismo ( che a quanto ho capito si chiama Finanza ), ma intelligenza da vendere e faccia come il culo.
Una delle cose che ce lo fanno conoscere meglio è il derivato. Il derivato è una….scommessa.
” Facciamo così. Tu mi dai 50 euro subito, se domani canta il gallo alle sette in punto io te ne dò 250 “.

Cazzo. E metti che domani il gallo canta alle sette in punto? Avoglia a guadagnare.
Se il gallo non canta io ho perso 50 euro, secchi. Cazzo vuoi, potevi pensarci prima.
Ovviamente, non c’è limite alla quantità di derivati che si possono mettere su, visto che posso scommettere su galli, rane, incudini, donne, rutti, nuvole, macchine, produzione di letame da una data mucca, valore di un’azione domani, valore di un’azione dopodomani, valore di un’azione fra sei mesi.
E poi posso scommettere sulla scommessa! Tu dammi cento, se vinco quella scommessa che ho fatto prima te ne dò 500. E magari coi cento ci pago la scommessa di prima che ho perso, che magari era ottanta, e a quello dei 500 gli offro un caffè ( e i venti me li intasco, e io ho guadagnato 20 investendo …niente. )

Non ci state capendo piu niente? Allora capite come si sentono gli operatori di borsa in questo momento.  

2) Il derivato in generale, se tenuto sotto controllo, ha una sua utilità, perchè produce ricchezza dal niente, ricchezza da ri-investire, e per la legge delle probabilità in fondo chi contrae un derivato si accolla un bel rischio, se perde, perde tanto e quindi pure lui in fondo mette in giro soldi. E prima o poi perderà. 

Il punto è che non c’è un’aumento della ricchezza di partenza ( credo ). Quindi, per farla breve, alla lunga il sistema vinciperdivinciperdi ci impoverisce. I soldi di partenza sono quelli, la somma totale è sempre quella. Perciò o chi vince un sacco di soldi con i derivati si mette a produrre patate e venderle ( ci saranno sempre patate da coltivare e da vendere, e quindi sempre soldi ), oppure quei soldi se li tiene per le cose sue, e in definitiva li ha tolti a qualcuno. 

3) Questo sistema, messo in pratica da pochi ricconi che i soldi li avevano prima di perderli ( semmai ),e che li avrebbero avuti comunque, fa poco danno. I problemi arrivano quando viene applicato alla vita della gente normale.

La crisi è partita con il crollo dei mutui subprime in America. Cosa sono??
Un contratto impone ad entrambe le parti un sacrificio. Nel mutuo, chi lo prende deve ridarlo, la banca sopporta il rischio di non farselo ridare e perdere tutto. Di conseguenza la banca prima di darti i soldi verifica un minimo chi sei, dove vai, quanti soldi hai. Se non gli pari un tipo affidabile i soldi non te li dà. Perchè dovrebbe darteli sapendo che non sei tipo da ridarglieli?

Le banche in america hanno fatto diversamente, hanno dato mutui ad un sacco di gente. Anche a chi palesemente non poteva onorarli. Per evitare di perderci, hanno fatto pagare questa cosa a chi depositava soldi nelle loro banche. ” Ehi, prestagli dei soldi, è un investimento sicuro, garantisco io!”. In questo modo le banche hanno recuperato i soldi che avevano prestato a mutuo, e hanno trasferito il rischio di non avere piu niente in tasca ad altri. Oppure hanno imposto a chi prendeva i soldi tassi d’interesse esagerati, e quelli hanno accettato, perchè la casa se la dovevano comprare. 

Poi, come previsto, quelli non hanno pagato, perchè avevano lavori poco redditizi, ecc ecc. Quindi o ci hanno perso i risparmiatori che hanno depositato soldi in banca, oppure ci ha perso la banca, che si è presa la casa del tizio come soddisfazione del mutuo. 

Ora, una casa è diversa dai soldi. Coi soldi si può comprare, la casa va venduta, e va venduta a qualcuno che se la vuole comprare. Se nessuno ha soldi ( perchè li ha persi in vario modo , vedi derivati, vedi altri mutui non pagati, vedi povertà in generale – ” stavo venendo a chiedere un mutuo, e tu mi vuoi vendere una casa??  ” ) nessuno compra. E la banca si ritrova una casa invendibile e niente soldi : risultato, ci hanno perso tutti, soprattutto chi ha depositato i soldi in banca.

Già, la banca usa i soldi dei correntisti per fare quello che le pare. Funziona così.

4) Se una banca non ha soldi o chiude o se li fa prestare. Se non ha soldi tu vai al bancomat e quello ti fa una pernacchia.
Se se li fa prestare se li fa prestare da un’altra banca.
Problema : tu direttore di banca, presteresti soldi a un’altro direttore di banca per mutui cartaccia che non saranno mai pagati – e quindi, in breve – tu direttore di banca regaleresti soldi a un’altra banca? 

No, e infatti non lo fanno. Le banche non si fidano più l’una dell’altra e non si prestano i soldi. 
Quindi , semplicemente, arriva il direttore della banca e dice ” ragazzi, tutti a casa. “ 
E i soldi che la gente ci aveva depositato? Spariti.

5) Bene, finanza impossibile, soldi che girano e tutti più poveri.
Come si risolve? Aspettando, e tanto, che passi la marea.

E intanto? Di solito ci pensa lo stato. 

Prendiamo una frase sull’Unità di oggi, in proposito. ” Il piano prevede anche la creazione di un fondo con altri 25 miliardi di sterline a cui tutti gli istituti di credito del Regno Unito potranno attingere a piene mani in caso di necessità, cedendo in cambio ulteriori pacchetti di azioni nelle mani pubbliche.

Se tornate su a vedere come funziona la borsa, piu o meno ci piglia. Lo stato dà ora i soldi alle banche per ripianare i loro buchi, e si fa dare in cambio azioni ( pezzi di banca ) su cui, in futuro, potrà far vantare diritti e prendere utili. Dopo, semmai.

I soldi dello stato, lo capiamo, sono i nostri soldi : principalmente i soldi delle banche. Stiamo aiutando le banche per altra via. Invece di depositare i soldi, gli diamo i soldi delle tasse : la differenza è che lo stato dovrebbe controllare l’uso che ne fanno le banche. O simili, comunque.

Basta, va’.

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4 Responses to “il capitalismo al suo meglio”


  1. 1 Anonimo 9 ottobre 2008 alle 3:31 pm

    Interessanti le riflessioni, ma devo fare un piccolo appunto: la ricchezza non si crea, mai, in nessun caso. La si può prendere dai lavoratori, dai clienti, anche dal futuro, ma non si può mai creare.

  2. 2 Sergio 9 ottobre 2008 alle 7:49 pm

    Bè Tommà, c’è qualcosa che non quadra, ma tanto l’hai detto tu che non ci capisci una cippa di economia quindi so che non ti offendi se provo a spiegarti qualcosa. La faccio lunga pur’io che la roba in ballo è tanta.
    La spiegazione sulle origini della Borsa mi sembra praticamente perfetta, niente di più chiaro. Dove le cose non quadrano è il paragrafo dopo. Intanto, per rispondere al commento precedente, sì, la ricchezza si crea, anche senza rubare. Se io ho un vecchio attacapanni inutilizzato in cantina, a un mio amico serve e mi dà dieci euro per prenderselo, io ho dieci euro in più, e lui proprio l’attaccapanni che gli serviva: siamo tutti più ricchi e non abbiamo rubato a nessuno. Da questo piccolo presupposto che conosciamo tutti (il commercio è bello e bravo) parte tutto quanto, aberrazioni comprese. E’ vero che i derivati (e forse la finanza in generale) sono di fatto delle scommesse, ma che c’è di male? Ci sono delle persone dotate di intelletto, da entrambe le parti dell’operazione, ed entrambe la compiono razionalmente, con lo scopo di guadagnarci, e se il sistema funziona, ci guadagnano tutte e due.
    Pensa all’assicurazione della macchina: se distruggi la Ferrari del vicino, gliela devi ripagare tutta no? Invece paghi i tuoi mille euro l’anno e stai più o meno tranquillo, e il tuo assicuratore è contento pure lui, nonostante abbia fatto la scommessa (rischiosa, minchia!) che tu non distruggerai, per un anno intero, neanche una Ferrari. COsì, anche chi non può pagare i danni di tutto il bordello che può fare può girare con la sua Punto, ed è proprio contento. Se ci pensi, la ricchezza aumenta anche qui, perché per il piacere (o la necessità) di girare in macchina sono più che disposto a pagare ‘sti mille euro, dunque sono più contento di prima. Nota che la ricchezza in questo caso non la misuro in denaro, ma in “comodità”, “piacere”, “utilità” come dicono gli economisti. Per questo, in sostanza, i derivati non sono un furto, ma uno scambio come qualsiasi altro, come una mela contro una maglietta.

    Passiamo ai mutui subprime, anche se qua di certo sono ancora meno competente di prima.
    Il fatto è che, in America, chi i mutui non li ha onorati, a un certo punto, sembrava proprio che ce l’avrebbe potuta fare, perché i prezzi salivano e salivano e salivano, quindi tutti stavano tranquilli. Se le banche hanno prestato era perché pensavano di poterci guadagnare LEGALMENTE, garantite che, se proprio buttava male, il valore dell’immobile sarebbe nel frattempo triplicato, quindi andava bene comunque.
    Il problema non è che i prezzi sono scesi perché quelli non hanno più pagato, ma il contrario. I prezzi sono scesi (erano troppo alti evidentemente, ma questa è un’altra storia), i poveracci che comunque non avrebbero pagato non hanno pagato ma, e qui sta il problema, sorpresa delle sorprese, la banca non si è più potuta rifare sul valore dell’immobile che guarda caso era sceso. E qui iniziano i casini. Perché le banche cercano di rifilare i mutui ai correntisti, alle altre banche, nessuno si fida più di nessuno, neanche di quelli bravi, non si prestano più i soldi tra loro, e tutti a gambe all’aria.
    La banca non utilizza i soldi dei clienti per fare quello che gli pare, il problema è proprio questo. La banca deve sottostare a delle regolamentazioni, piuttosto strette. Quando non lo fa, o quando queste vengono allentate troppo, qui iniziano i problemi che stiamo vedendo, quando una minima cosa (la cosidetta scintilla) inizia ad andare male (vedi le case).

    Hai ragione a rosicare che lo Stato metta in mezzo altra grana della “povera gente” per salvare la situescion. Ma probabilmente è la cosa migliore da fare, perché come vedi bene, se chiudono le banche non è come se chiude la Cirio, oltre ai dipendenti ci rimettono i creditori, che sono tanti (i correntisti e le altre banche) e tutta l’economia che ci fa affidamento per prendere soldi a prestito. Quello che è giusto, però, è che chi ha sbagliato paghi (evitare i cosiddetti golden parachutes), imparare la lezione per il futuro (organizzare meglio la regolamentazione bancaria, che in 600 anni di attività ha già fatto parecchi progressi) e magari guadagnarci. Bush dice che è possibile, magari è una fregnaccia, magari no. In effetti, oggi, comprarsi una banca costa meno di un chilo di prosciutto.
    E penso di aver scritto l’articolo di economia più lungo della mia vita.

  3. 3 Guido Mastrobuono 9 ottobre 2008 alle 7:52 pm

    Sono l’ideatore di una community che raccoglie circa 450 artisti e si chiama Progetto Cicero (http://progettocicero.ning.com).

    Stiamo tentando un esperimento di comunicazione on-line basato sulla creazione di comunità piccole ma dotate di una forte coesione tra i membri che viene ottenuta sia con regole di comportamento (nominalità, tolleranza, proattività ed educazione) sia con la condivisione di discussioni e ragionamenti.
    Allo scopo di alimentare la discussione tra di noi e trarre ispirazione dalla stessa, abbiamo dato il via ad un’attività che si chiama “Quindi-Ci” (http://progettocicero.ning.com/group/quindici).

    In soldoni, ogni 15 giorni ci diamo un tema e lo trattiamo con diversi linguaggi.
    In una sorta di gioco/concorso, passata la quindicina, scegliamo l’intervento più interessante.

    Il tema attuale è “La vera ricchezza”.

    Ti scrivo in quanto, nel documentarmi, ho trovato la tua pagina di blog ed ho pensato di invitarti ad alimentare con essa la nostra discussione nella convinzione che, quello che per te sarebbe un secondo di taglia ed incolla, per noi potrebbe essere la fonte di spunti interessanti e la possibilità di aggiungere nuove menti brillanti al nostro gruppo.
    Tu potresti pubblicizzare il tuo Blog e trovare persone interessanti con cui discutere.
    Spero che considererai il mio messaggio come il complimento che esso è.

    Un saluto
    Guido Mastrobuono
    (Direttore del Progetto Cicero)

    PS.

    Coerentemente con i nostri obiettivi, per l’accesso alla comunità, richiediamo una registrazione nel sito all’indirizzo http://progettocicero.ning.com/?xgi=db6QQdU , per la quale sono richiesti i seguenti dati: Nome, Cognome, Età, Residenza ed una foto del viso.

  4. 4 Tc 9 ottobre 2008 alle 10:04 pm

    Grazie Sergio.
    Non ho detto che il Derivato in generale ha l’aspetto di Mefistofele.

    Dico solo che se se ne fanno troppi, diventa un problema.

    Mo però so stanco morto e non connetto bene.


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