gotenks

Sentendo la discussione per la fiducia oggi alla Camera, mi è venuto in mente che mi piacerebbe che la sinistra parlamentare oggi fosse Gotenks.

Per due motivi, essenzialmente.

Il primo è che sarebbe molto molto figo, perchè il nostro qui accanto è il piu ganassa di tutti quanti messi insieme e tira un sacco di mazzate.

Il secondo è che è il risultato della fusione.

Il discorso di DiPietro lo rende praticamente un eroe civile.
Signor Presidente del Consiglio, lasci che anche oggi – con il sorriso sulle labbra, ma sempre a testa alta – le diciamo: «noi no, noi dell’Italia dei Valori non abbocchiamo!» Noi dell’Italia dei Valori non intendiamo cadere nella tela del ragno che lei, ancora una volta, sta tentando di costruire con pacche sulle spalle, come ha detto lei: «volemose bene, va’ che ce la famo». Lo dica agli altri, non lo dica a noi “.

O anche :” Lei, signor Presidente del Consiglio, spesso – ed ancora ieri – ha detto di ringraziare e apprezzare il lavoro dei giudici. Ma va! È un falso storico, signor Presidente: lei odia i giudici indipendenti che fanno il loro dovere, a lei quei giudici fanno orrore! Lei vuole solo una giustizia forte con i deboli e debole con i forti!
Lei vuole solo una giustizia che fa comodo a lei, una giustizia a suo uso e consumo, e quando non le basta si fa le leggi apposta per fare in modo che la giustizia funzioni come dice lei.”.

Bene, io so che diranno quelli del PD. Perchè lo hanno già detto, mica per altro. Che questo è un parlare da passato, che bisogna finire queste contrapposizioni , che lo scontro frontale ha distrutto l’Italia.

Io dico che è pericoloso dimenticarsi del passato perchè il progresso e il progressismo non c’entrano niente con la tabula rasa. Soprattutto se questa tabula rasa serve semplicemente a farsi legittimare dall’avversario politico.

Infatti è forte il dubbio che – posso dirlo? – Veltroni stia facendo la moina perchè da qualche parte deve pur appoggiarsi, avendo perso le elezioni ed essendo già cominciata una ( pessima , solita e indesiderata ) fronda interna. Piu che altro c’è su tutti i giornali, non è che sono bravo io.

In compenso la seconda parte dell’intervento di Veltroni, quella piu programmatica, e piu adatta a un opposizione costruttrice ( non costruttiva, perchè l’opposizione non è costruttiva, è li per opporsi ), mi è piaciuta, è valida ed appoggiabile. Quella in cui vengono fatti notare quali sono i problemi da risolvere. L’idea di stare col fiato sul collo, insomma. “Ci vuole poco a dire che si cancelleranno tutte le tasse, si espelleranno tutti gli immigrati, si garantirà la sicurezza di tutti, così come è facile, certi ideologismi di destra e di sinistra lo fanno sistematicamente, affermare che sia giusta ogni innovazione, purché sia lontana da sé. L’ideologia del guscio, l’illusione che il mio luogo sia al riparo e possa astrarsi dal luogo di tutti, l’illusione che la mia vita sia separabile da quella degli altri, l’idea in sostanza di una società socialmente egoista con il fiato corto, convinta che la soluzione di ogni problema sia la sua semplice rimozione alla vista“. Bene, non male.

Insomma, una fusione. Vorrei un’opposizione che dica quali sono i problemi, ma vorrei che cambiassimo ghostwriter, perchè veramente non ne posso piu di discorsi scritti da Lillo il Castoro.

FUUU – SIOOO- NE!

Ps. In tutto questo si incastona una cosa di rara pericolosità e da stigmatizzare subito. DiPietro ha appena iniziato il suo intervento, con toni duri, e arrivano fischi dai banchi del PDL. Bene, DiPietro chiede al presidente d’aula, Fini, garante del corretto svolgimento dei lavori, il silenzio.

Gianfranco Fini: Onorevole Di Pietro, lei non è nuovo di quest’Aula e sa che è abbastanza naturale che ci sia, nei limiti…
Antonio Di Pietro: Solo quando riguarda me, però!
Gianfranco Fini: Ovviamente dipende unicamente da ciò che si dice …. fermo restando che ho già invitato la parte destra dell’emiciclo a non interromperla. Prego, onorevole Di Pietro, continui.

Dipende unicamente da ciò che si dice?
Dipende unicamente da ciò che si dice?

Dipende unicamente da ciò che si dice?

Io sono sicuro, sicurissimo che Fini non abbia voluto intendere quello che sto pensando io. Sono sicurissimo che mi sto sbagliando.

Perchè il diritto di parola che dipende unicamente da ciò che si dice ha un brutto nome : che inizia con la F.

Spero che il presidente del mio parlamento, la terza carica dello stato repubblicano… beh, mi piace ancora sperar bene. Ecco tutto.

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