194 Calci in Culo.

77.jpg Si, probabilmente è un pò che non scrivo. Ma d’altronde è vero quello che dicono in facoltà, che il Diritto ti risucchia, e giugno è vicino. Vicinissimo.

Sto studiando, insomma. Fuori, col sole che batte, la campagna elettorale muove i primi passi.
Ho letto un articolo sul Times, ben poco lusinghiero in effetti, anzi, devastante. L’articolista però era la prima ad ammettere che il paese, in 2 anni, è profondamente cambiato.

Io direi che ci stiamo un pò europeizzando. A livello di scenario politico quantomeno. E’ come se il referendum, sebbene mai votato, fosse passato comunque. Le liste si uniscono, si creano grandi contenitori. Si dà normalità e raziocinio ad un sistema delirante e che tutto il mondo ci invidiava, per la sua intrinseca comicità. Eravamo una specie di reality show, tv intrattenimento.

Stranamente però, al pari della normalizzazione dello scenario politico impazzito, assistiamo alla schizofrenia paranoide che coinvolge alcuni segmenti del discorso che dovrebbero essere dati per assunti. E fissati.

“Paura Liquida”, l’ultimo libro di Zygmunt Bauman, uno dei più grandi sociologi viventi, è un libro essenzialmente noioso. Abbastanza per addetti ai lavori, nel descrivere lo stato di angoscia che pervade il nostro secolo, contribuisce a creare ulteriore paranoia. Probabilmente è intrinseca, o forse necessaria, nell’analisi di un sociologo un minimo di miopia, dovendo uno studioso del genere fare una fotografia della situazione attuale, raccontando come si è arrivati fino a qui, ma rinunciando a improvvisarsi profeta. Oppure, che dir si voglia, contribuire ad impostare i termini dell’operazione, lasciando il calcolo matematico e la scrittura del risultato ad altri.

Whatever. La definizione di Società Liquida, la più limpida intuizione di Bauman, è senza dubbio condivisibile, con tutte le conseguenze che porta.
Arrivo al punto. Ho letto giorni fa Galli della Loggia sul Corriere, che diceva che è naturale che in una società Baumaniana come quella in cui viviamo, davanti al totale collasso di tutte le certezze dell’uomo, il primo sentimento che torna su è la Paura, e connessa a questa l’esigenza di spiritualità e religione.
Piatto di una certa portata per chi volesse sottolineare come la religione nasca da una debolezza dell’uomo, o, specularmente, per chi pensa che la religione è il più alto livello dello spirito umano, proprio perchè è l’interrogarsi dell’uomo su ciò che è al di sopra della sua comprensione. Ma questa è un altra storia.

Sentimento religioso, ok. Paura, ok. Ma, a questo punto, sebbene tutto sia crollato e ci prepariamo a vivere in un mondo soleggiato pieno di gente infelice, è davvero necessario rimettere in discussione anche ciò che è assunto, prassi, fatto?

Mi riferisco alla discussione che si sta sviluppando intorno alla legge sull’aborto.
Pura follia, termini da nosocomio, toni da mille e quattrocento.

Una Donna, a Napoli, si sottopone ad una IVG Terapeutica, e quando esce si trova davanti 8 poliziotti che la interrogano sul figlio che avrebbe illeggittimamente ucciso.
Scende in campo alle elezioni una lista che si propone di portare a termine una moratoria contro l’aborto.
Il vaticano apprezza che un tema del genere sia oggetto di campagna elettorale.

Siamo impazziti?

In ordine.
Non discuto che la polizia vada ad interrogare chicchessia. Anzi, nel caso particolare era più che dovuto ( se ricevo una segnalazione della portata del tipo ” in quell’ospedale si effettuano aborti clandestini” mi sarei incazzato se nessuno fosse andato a controllare ). Ma basterebbe rileggersi la Legge per vedere che in un aborto Terapeutico ( come quello praticato ) la donna non c’entra. Dopo il termine dei tre mesi, l’aborto è disponibile solo dal medico per gravi e motivate ragioni di impedimento alla salute psichica e fisica della donna.
Possiamo discutere sulle ragioni dello specifico caso ( ” chi ha detto che c’era questo pericolo, chi ha visitato questa donna, ecc… ” ) ma quella poveraccia c’entra poco.
Badare bene che questo non contraddice un eventuale ” cultura della vita “. Un medico ha detto che la donna sarebbe stata a rischio di disturbi mentali partorendo un bambino malformato. Per quanto triste, io non ho studiato medicina, quello psichiatra si. Chi vuole denunciarlo per istigazione all’omicidio andasse dai Carabinieri e se la vedrà lui.

Messaggio a Ferrara. Fatta salva la sua assoluta libertà di portare in politica e all’attenzione di tutti le idee che crede, direi che tutto questo è una sovrana boiata.
Una moratoria è un divieto morale. La moratoria contro la pena di morte, ad esempio, recentemente approvata dall’ ONU, dichiara che in linea di massima l’ONU non sarebbe proprio a favore della pena di morte.
Benissimo, moratoria contro l’aborto. L’ONU in linea di massima non sarebbe proprio a favore dell’Aborto.
1) Dopo la moratoria contro la pena di morte, non mi risulta che stati assassini abbiano detto ” ah, allora va bene, scusate. “. Stati che aderiscono all’ONU eh, no Plutone.
2) Un provvedimento del genere sicuramente troverebbe l’assenso dell’assemblea. Contateci.

La verità è che questa è una polemica ideologicissima, di cui veramente non si sentiva il bisogno. Se Ferrara ” non vuole di certo criminalizzare la donna che non partorisce “, quale è piattaforma politica che propone? Stiamo parlando di aiuti alla maternita? Di modernizzare la legge? Di abrogarla e ritornare all’aborto clandestino? Parlasse chiaro.

Per quanto riguarda la CEI, sono contentissimo che loro apprezzino che un tema del genere viene affrontato in campagna elettorale. Se si fermano dicendo solo questo, che carucci che sono.

Siamo in un momento di Reazione purissima. Attenzione.

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