Patriottismo dove non te lo aspetti.

  ( L’immagine non c’entra granchè con il post, ma non ho trovato qualcosa di adeguato…è il fantastico titolo del Manifesto del 7. Il titolista del Manifesto è geniale, ma questo da sempre eh, il giornale è pesantello ma quando lo si comprava per Rassegna Stampa lo si faceva essenzialmente per il titolo e per Jena…ora vabbè, Jena scrive sulla Stampa.it e quindi si legge gratis, e il titolo pure lo trovi aggratis, quindi manco serve più di comprare il Manifesto, il che magari è pure brutto perchè il giornale è autofinanziato e finirà per chiudere. Vabbè, fine della parentesi. )

C’è una cosa che mi ha abbastanza colpito nella nascente retorica legata al partito Democratico. Tutto questo fomento sulla bandiera italiana e sul’unità della nazione, cosa se non atipica, sicuramente nuova per dei pericolosi sinistrorsi ex comunisti.

L’enfasi è chiara, a partire dal simbolo del Partito, che è un tricolore piegato alla causa simbolica. Fortuito accostamento alle anime che compongono il PD, che dovrebbero essere, almeno in teoria, VerdeBiancoRosso ( lo ha detto Veltroni, ma ben prima di lui Gavazzoli Schettini, quando ancora era in corsa per le primarie ). Bene. E da qui parte una certa enfasi sul ruolo di partito nazionale per il PD, nel senso di unificatore e rappresentante dei valori base di questa nazione, o almeno della parte che vuole il nuovo.

Il tricolore bene in vista davanti al podio dello Speech di Veltroni. Il simbolo, ne abbiamo già parlato. Il richiamo all’Italia non più di una parte ma all’Italia in quanto tale. Una rivisitazione della retorica classica della Resistenza, guidata dal tricolore, e non più dalla bandiera rossa.

E’ così che l’Italia è uscita dal buio della dittatura, dalla vergogna delle leggi razziali, dall’abisso della guerra : grazie a donne e uomini che ebbero il coraggio e la moralità di mettere la libertà del loro Paese davanti a tutto, davanti alle loro stesse vite.Uniti sotto il tricolore, sotto la bandiera italiana. Uniti nella Resistenza: quella attiva dei partigiani, quella silenziosa dei deportati, quella operosa dei tanti giusti che seppero aprire la porta a chi cercava aiuto.” ( Discorso per l’Italia, ieri, a Spello, WV. )

Non è un passo piccolo, non è doveroso, men che meno scontato. E’ di colpo azzerare cinquant’anni di propaganda retoricheggiante. Giusta quella , o sbagliato questo, o viceversa, lo lascio a voi : sicuramente una mossa significativa.

Certamente atipica, dicevo, per un popolo di ” sinistra “, sebbene a suo modo New Age. Non ci sono altri esempi di questo patriottismo zuccherato nell’europa delle sinistre Socialdemocratiche.

Mi sono chiesto perchè, e mi sono dato anche una risposta.
Altrove non serve, altrove questo concetto è alla base.

Gordon Brown non ha bisogno di ricordare agli inglesi che sono inglesi. All’ultimo congresso del Labour gli è bastato ripetere quanto la sua gente sia brava e operosa. Nessuno mette in dubbio che, sebbene il cielo d’Irlanda sia e sia stato un pò turbolento, l’Union Jack è difficile che cada, o quantomeno che venga messa in discussione. Dieu, Et Mon Droit.

Anche i Francesi se lo ricordano da soli. Persino la Spagna, sebbene a fatica, ha fatto in modo, nel tempo, con gli opportuni accorgimenti e l’esaltazione delle libertà, di non perdere pezzi, di evitare che qualcuno si sfilasse dalla Corona.

Storie diversi, più passato come nazione, direi. Ma non insegno Storia.
In effetti però io non ho mai avvertito la necessità di proclamarmi Italiano. Non che non mi piaccia esserlo, anzi, tutt’altro. Ma chissà cosa pensano di noi all’estero, al di là di quello che dicono i giornali.

Insomma, ad alcuni di noi stanno antipatici i Francesi, ad altri non piacciono gli Inglesi, ma molti, per voglia o per necessità, l’una libera, l’altra ingiusta, non vedono l’ora di scappare.

Un uomo con dei buffi occhiali tondi ( cercate qualche foto di Veltroni. L’unica costante sono gli occhiali tondi. ) ieri invece è salito davanti ad un convento, immerso nel verde di colline fatte di mangiar bene e mattoni marroni, ci ha detto invece ” Non scappate, restate e cambiate. Questo è un grande paese, e voi ne fate parte, voi voi voi, no qualcun altro. ”

Niente, piccole riflessioni sconclusionate. Pensavo solamente che se Veltroni si è reso conto che prima di governare un paese, ci dovrebbe essere Un paese da governare, beh, non è male.

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