Archivio per aprile 2012

Scoutismo medievale o avventura della tecnologia?

La questione della tecnologia domina i discorsi che i capi scout, inevitabilmente, finiscono per fare quando escono a bere la sera. O almeno, il dibattito, appena si tocca il problema, di colpo si scalda: ed è giusto così, perché il parlarne sottende temi importanti come il rapporto fra noi e il mondo, fra l’educazione che proponiamo e la realtà dei ragazzi, fra quello che ci hanno insegnato quando non eravamo capi, fra il mondo che abbiamo vissuto, e quello che vivono i ragazzi che educhiamo e, ancora, il mondo che vogliamo costruire.

I termini della discussione, salvo variazioni sul tema, si possono facilmente riassumere con degli esempi che chiunque abbia fatto servizio in associazione ha dovuto affrontare: sopra tutte le altre, la questione regina è quella dei telefonini cellulari. Si possono o non si possono portare al campo, alle uscite? Se trovo il ragazzo con il telefono in mano, glielo sequestro, glielo faccio rimettere in tasca, come mi regolo? Se vuole chiamare casa per sentire come sta mamma, glielo posso far fare, o è vietato, mentre l’unità è in attività? Il problema, che con i ragazzi del clan si affronta probabilmente nell’ambito di un dialogo adulto, è assolutamente centrale nell’età del reparto e, data la crescente tecnologizzazione delle giovani età, lambisce anche i branchi, per le informazioni di cui dispongo.

Per molti capi, il problema semplicemente non si pone. Il telefonino non si porta, non è ammesso in attività; i genitori sono informati per tempo di questo tipo di “linea guida”, e presto o tardi finiscono per accettarla; chi non è d’accordo, alla fine della fiera, è sempre libero di portare i suoi ragazzi presso un’altra agenzia educativa fra le tante che, mi si passi il termine, “il mercato” offre. Per molti (con cui mi sono trovato a parlare, è soltanto un’indicazione statistica, non una frase fatta) ammettere la presenza o l’utilizzo di un dispositivo di comunicazione portatile depotenzierebbe lo spirito dello scoutismo, i principi base della vita all’aria aperta e andrebbe a distruggere irrimediabilmente la qualità della nostra proposta che continua ad essere fondata su: tenda, alberi, cordino e natura. Un’esperienza integrale che le moderne tecnologie andrebbero ad intaccare, a compromettere, fino ad un livello che per [praticamente tutti] i capi con cui ho avuto occasione di parlare non sarebbe accettabile. Buono scoutismo e tecnologie moderne sarebbero così, questione chiusa, semplicemente incompatibili.

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