Ma anche part-time, volendo

Che il Partito Democratico avesse problemi di comunicazione, di quella immediata e veloce, quella che serve a stampare i manifesti che poi si appiccicano per le strade, non era un mistero per nessuno. Anzi: più volte le campagne comunicative del Pd, fin dai tempi di Veltroni, passando per Franceschini, fino ad oggi con Bersani sono state oggetto di aspre critiche per la totale incapacità di veicolare un messaggio univoco e potente. La casistica è ampia: ricordo, a memoria e senza linkare, quelli di Bersani con le maniche arrotolate che sembrava un sessantenne un po’ maniaco; quella con i tizi photoshoppati con i fumetti in giallo evidenziatore, poi c’erano quelli verdi affissi in giro per Roma, poi c’erano quelli della campagna elettorale per le europee che erano una cosa tipo “UE!”, poi c’erano quelli con gli omini che spingevano fuori le parole…Insomma, un vasto campionario da cocktail dell’assurdo, a più riprese triturati dalla satira virale e diffusa che su Facebook la fa da padrone.  Io credo che stavolta, però, siamo andati oltre.

A mio probabilmente inadeguato parere, l’ultima campagna del Partito Democratico non significa assolutamente nulla. Tantomeno trasmette qualcosa. “Italiani a tempo pieno”, che c’entra con … qualsiasi cosa? Cosa si vuole sottolineare? Che altri non lo sono? Ma altri chi? Non si capisce. Si sta parlando della crisi economica? Del caso Ruby? Di non so cos’altro? Non lo so, non si capisce. “Italiani a tempo pieno”, poi, per fare che? Per risolvere i problemi, forse: e quali sono? Non lo so, non si capisce. E perché non “Europei ogni giovedì” o “Terzomondisti quando capita”?. “Sempre Italiani” ovvero “Solo italiani”? No, perché a quel punto non sono neanche d’accordo.

Leggo il manifesto e non ho alcuna informazione in più rispetto a quelle che avrei se non l’avessi mai visto: non so cosa è il Pd, non so quali sono i problemi e non so come vuole affrontarli, non lo so né emotivamente, né razionalmente. A me pare che l’automobilista che vede di sfuggita il poster mentre torna a casa – questo è il target dei manifesti, no? Comunicazione rapida e veloce – non inizia a ragionare sul futuro politico di questo paese. Non mi sembra ci sia alcun input, alcuno spunto di riflessione, alcuna possibilità che 10mila di questi manifesti in giro per le città si convertano in 1000 voti in più per il Pd. E allora, che li si stampa a fare?

Se deve lavorare così, preferirei che il Pd, i manifesti, non li facesse affatto, primo perché sono un suo elettore; secondo poi, visto che incidentalmente questa roba viene stampata con i soldi del rimborso pubblico. Sul quale posso anche essere d’accordo, c’è la questione del finanziamento della politica e tutto quanto: ma almeno, utilizzateli per fare le cose bene. Altrimenti ci compro casa.

2 Responses to “Ma anche part-time, volendo”


  1. 1 Mattia Paoli 3 ottobre 2011 alle 8:26 pm

    E’ la risposta a “Premier a tempo perso”…

  2. 2 per ricordare 7 ottobre 2011 alle 3:15 pm

    Il primo caso di disinformazione organizzata


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