Archivio per aprile 2011

Il giudice

“Il parlamento è sovrano, gerarchicamente viene prima degli altri organi costituzionali come magistratura e consulta e presidenza della Repubblica”. Dal Pdl arriva un nuovo attacco contro i giudici, ma anche contro il capo dello stato, attraverso una proposta di legge per riformare l’articolo 1 della Costituzione ribadendo “la centralità del parlamento nel sistema istituzionale della Repubblica”. “Visto che al momento non è possibile fare una riforma in senso presidenziale come vorrebbe Berlusconi- spiega il deputato Remigio Ceroni – per ora ribadiamo la centralità del parlamento troppo spesso mortificata, quando fa una legge, o dal presidente della Repubblica che non la firma o dalla Corte costituzionale che la abroga. Occorre ristabilire la gerarchia tra i poteri dello Stato. Se c’è un conflitto, occorre specificare quale potere è superiore”.

La risposta è semplice.

Improvvisarsi critici cinematografici a priori

[Questa è la terza volta che un blog di politica e cazzeggio si improvvisa qualcosa che non è.
Le altre due volte sono qui:
Improvvisarsi critici cinematografici con gli occhiali 3D
Improvvisarsi critici musicali nell’ambito di un discorso più ampio]

Nanni Moretti ci sorprenderà con un film splendido. Habemus Papam ne ha tutte le premesse, e ha le carte in regola per diventare una pietra miliare della filmografia morettiana, parola mia.

Dice: e chi saresti tu? Boh, uno. Uno che mentre scrive guarda sulla scaffalatura davanti a sé belli esposti (quasi) tutti i dvd del Leone di Monteverde – ehi, li danno in edicola con Hobby & Work, mica male come idea. E comunque avevo le cassette dei film, prima dei Dvd. Cioè, non che fossero mie, a casa c’erano. Vabbeh, avete capito.

Dicevamo.

Elemento fondamentale da cui partire per dire qualcosa del film è che Moretti, questa volta, racconta una storia; una storia in cui il protagonista non è sé stesso, il che non è affatto scontato. Fin da Io sono un Autarchico, passando per Caro Diario ed arrivando ad Aprile, il protagonista è sempre Moretti – o Michele Apicella, che è poi lo stesso – o meglio, ad essere protagonista è il suo sguardo sulla realtà. Poi ci sono gli altri film, quelli in cui Moretti non è sé stesso, o meglio è sé stesso in maniera solo ufficiosa: il Portaborse, Palombella Rossa, la Seconda Volta, e per certi versi La Messa è Finita. In cui Moretti esce dal narrarci come vive la propria storia la sua generazione, quella di quelli che “gridavano cose orrende nei cortei e oggi si sono tutti imbruttiti”, mentre lui continua ad essere “uno splendido quarantenne”, i film in cui Moretti si immerge nel “supponiamo che”. Supponiamo che io sono un rampante ministro socialista; supponiamo che io sono un deputato comunista di fronte al collasso degli ideali; supponiamo che, invece che essere Nanni Moretti, io sia una vittima del terrorismo, oppure un prete. Supponiamo che io sia Nanni Moretti e Silvio Berlusconi nello stesso film.

Ecco, qui Moretti suppone di essere uno psichiatra catapultato in un dramma esistenziale dei più seri: supponiamo che il Papa abbia una crisi di fede. Geniale. E come tutte le cose geniali, lo è perché è un’idea semplice a cui non aveva ancora pensato nessuno.

Il trailer ci dice moltissimo del film.

Come si fa a far apprezzare ad una persona la sua vita, cosicchè la possa vivere meglio? La si estrapola, per un po’, dal contesto. Funziona abbastanza sempre (o, quasi molto spesso, che dir si voglia) – e qualche esperienza personale aiuta ad usare il modo indicativo nell’affermare una certezza. Per cui, supponiamo che il Papa finisca nella macchina familiare dell’analista che lo aiuta a recuperare lucidità e serenità. Supponiamo che il Papa si renda conto che il sole è bello. Supponiamo che il Papa, che ne dovrebbe parlare al mondo, scopra che nel mondo c’è la bellezza e l’amore, e tutte queste cose qui, insomma; magari poi torna a San Pietro e fa persino meglio quel che deve fare. Supponiamo che nel frattempo la Curia venga tenuta occupata nell’unico modo in cui ci hanno insegnato che il sorriso di quel Dio viene rivelato agli uomini: giocando. Un torneo di pallavolo di preti nel bel mezzo del Vaticano poteva venire in mente solo a Nanni Moretti (sì, esiste davvero anche il torneo di calcio dei preti, ma non è questo il punto, su) : ed è esattamente per questo motivo che il film riuscirà nel suo intento.

Che è, come al solito, il mancare completamente di qualsiasi intento. Come un cronista di vita vissuta, o un architetto di mondi opportuni, Nanni Moretti racconta ciò che vuole. E a volte si distacca anche violentemente da quella cronaca che lo vorrebbe artista impegnato, da quel pregiudizio falsamente comunistoide che molti prima di lui hanno apostrofato con frasi eretiche (Francesco de Gregori: Non c’è niente da capire; Francesco Guccini: L’avvelenata – “Che cosa posso dirvi, andate e fate: tanto ci sarà sempre, e lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate”). Come quando, nell’imperversare della lotta politica senza alcuna uscita di sicurezza razionale, dove tutti i riferimenti sono saltati (“D’Alema, dì qualcosa di sinistra”) mentre Berlusconi si impadronisce dell’Italia, in quell’Aprile Moretti ci prova anche ad impegnarsi, a parlare “cioè cioè cioè compagni dobbiamo mobilitarci” di attualità e di politica, ma finisce inevitabilmente a fare un musical in costume: col cuore sorridente. Perchè “c’è sempre bisogno di una commedia” – anche se questo lo dirà più avanti.

L’intento del film è probabilmente quello di mostrare che c’è il sole anche nei palazzi più bui, o forse non è neanche questo, boh. Nanni Moretti da anche una lezione di serio catechismo alla Chiesa, mostrandola per come dovrebbe essere – allegra; e, ancora una volta, lo fa neanche volendolo, con naturalezza e spontaneità, che sono poi le cose che ti svoltano la giornata.

La scelta di non parlare di attualità è dunque al centro del film. La scelta di non fare un altro film su Silvio è l’ennesimo tentativo di ricordarci che c’è anche altro. E questo è uno dei principali motivi per cui Habemus Papam è un grande film ancora prima di uscire nelle sale.


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