Archivio per gennaio 2011

Spiegatemi / 2 (Bignami, sintesi e concetti)

Innanzitutto vorrei dire che il tono dell’articolo di ieri forse non è stato adeguatamente ponderato. Non mi aspettavo che avesse la risonanza che ha avuto ed alcune parole forse potevano essere meglio limate. Diciamo che è stato un pezzo un po’ di pancia.

Vorrei dire sinteticamente cosa penso io di un partito che si chiama Democratico e che dice in giro che fa le primarie. E che le fa a Napoli.

1) Se si fanno le primarie, si fanno le primarie.
2) Se si ha presente che si sta votando a Napoli; se si ha presente che a Napoli c’è la mafia; se si ha presente che potrebbe vincere il drone di Bassolino; e se tutto questo è un problema, la soluzione è molto semplice: non si fanno le primarie. Si prende un microfono e si dice: “Non ce la sentiamo di fare le primarie a Napoli, perchè pensiamo che non riuscirebbero ad essere primarie oneste”. E si porta il peso di una tale scelta, politico e pubblico. Si prende una posizione chiara: a priori. Non ce la sentiamo, non le facciamo.
3) In nessun caso (in nessun caso) si fanno prima le primarie, poi si vede che qualcosa non è andato (e nessuno mi è ancora riuscito a spiegare cosa, non sia andato: “Ci sono stati conclamati brogli”. Tipo?) e si annullano le primarie. Visto che tutte le cose “che non sono andate” – voto pilotato, bassoliniani, infiltrazioni criminali – erano ampiamente prevedibili.

Delle due, l’una: o tutti questi motivi per cui le primarie a Napoli debbono oggi essere annullate erano stati presi in considerazione prima, e si è deciso ugualmente di celebrare le primarie, ed è lampante che non ci sarebbe, allora, nessun motivo per annullarle; oppure tutti questi motivi non sono stati presi in considerazione, e nel qual caso stiamo dicendo che, prima di fare un’elezione a Napoli, non abbiamo preso in considerazione il fatto che ci potevano essere episodi di voto pilotato, che il partito campano è ancora nelle mani di Bassolino,e che a Napoli c’è la mafia. Io non voglio credere che questi dati non siano stati presi in considerazione, perchè sarebbe una figura davvero troppo, troppo brutta.

Perciò, visto che tutti questi dati di fatto – dati di fatto – sono stati certamente ed ampiamente presi in considerazione prima, e nonostante questi dati di fatto si è comunque deciso di celebrare delle primarie che sono state più che regolari, non si capisce perchè mai dovrebbero essere annullate.

Senza fare la figura dei polli, ovviamente.

Spiegatemi

Adesso, se ci riuscite, mi fate capire una cosa, perchè io non la capisco davvero.

Qualcuno, nel mondo, è in grado di spiegarmi perchè le primarie del Partito Democratico a Napoli debbano essere rifatte, annullate, ripetute? No perchè, secondo me, non c’è un motivo nell’universo.

Dice: ma ci sono stati i brogli, hanno votato pure quelli di destra.
Dice: ma c’erano i cinesi in fila, te pare normale?
Dice: ma s’è infiltrata la camorra.
Dice: ma ha vinto quello de Bassolino.

Ora: c’è un Partito che si chiama Democratico, e sono tre immondi anni che tutti quanti ci facciamo delle pippe mentali grosse come un camion perchè questo partito deve avere le primarie, cioè la scelta delle candidature dal basso, dalla base. Loro ce lo avevano pure detto: ma non è meglio che votino solo gli iscritti? E noi: no! Deve esserci dentro pure la società civile! Vogliamo la gente in fila. Vogliamo i gazebi in piazza. Ecco: e allora i gazebi in piazza, e allora la gente in fila. Continua a leggere ‘Spiegatemi’

Questione di fiducia

Ciò che emerge dal verbale completo inviato dalla procura di Milano al Parlamento, pubblicato per qualche ora su Dagospia prima di essere buttato giù – tempo comunque sufficiente per renderlo liberamente reperibile in rete – è che Silvio Berlusconi non è come lo dipingono.

E’ un personaggio che non riesce ad essere amato nemmeno dalle dalle prostitute che si porta a casa dietro lauto pagamento. Le ragazze lo vedono come una ghiotta occasione di sbarcare il lunario: c’è chi è in difficoltà finanziaria e spera che “Papi” si trovi in zona e che abbia bisogno di lei nei prossimi giorni, così da riuscire a racimolare qualche soldo facile. La competizione è tutta economica: più apprezzamento, più si sale in classifica, più si entra nelle grazie di papi Silvio, più volte si viene chiamate e più soldi si beccano.

Ma non c’è affetto, non c’è stima, non c’è quel calore umano che Berlusconi ostenta. C’è una relazione fredda ed economica a vantaggio di un settantenne stanco che, piagato dagli affanni quotidiani, si circonda di una corte di procacciatori di prostitute per dargli un conforto serale che gli riempia una vita evidentemente vuota.

Su Giornalettismo, nei giorni scorsi, avevo parlato di un modello auto-alimentante che quando passerà, a qualcuno mancherà: almeno, erano tutti lustrini e lucine divertenti. Scrivevo questo prima di leggere per esteso i documenti, e sono il primo a mettere in dubbio quell’analisi: non è un’immagine gioiosa e ridanciana, quella che viene presentata, ma un quadro decadente e un po’ deprimente.

Di Silvio Berlusconi non si fidano neanche le prostitute che lui si porta a letto. L’unica cosa che ancora lo tiene in vita è la quantità di soldi che può dispensare a destra e manca per comprarsi il silenzio e il favore delle persone pronte a venderglielo.

Il punto è l’educazione alla dignità. Ci sono delle cose che non si possono comprare: questo vuol dire che non andrebbero vendute.


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