Scandalo Corte Costituzionale

Trovo assolutamente scandaloso che la Corte Costituzionale, oggi, abbia deferito il giudizio sul legittimo impedimento a gennaio. Non perchè ne fossi sorpreso. Siccome ho già ricevuto richieste di precisazione, vediamo quale è il punto.

Il rinvio era atteso. Si sapeva che la Corte avrebbe deciso di far slittare tutto a gennaio. Quello che sorprende sono le motivazioni per le quali il presidente della Consulta, il neoeletto Ugo De Siervo, ha oggi annunciato il rinvio. “Il clima politico non permette di decidere serenamente”, ha detto il primo giudice costituzionale d’Italia.

“Spero di aver capito male”, mi sono detto io, quando ho letto queste parole di De Siervo. No, perchè, deve essere chiaro, questa è una confessione palese di impotenza davanti alla politica. La Corte Costituzionale oggi ha fatto una scelta politica – questa si – molto forte che non le spetta: ha valutato i lavori parlamentari, si è fatta quattro conti in tasca, e ha deciso del tutto autonomamente che non era opportuno procedere a giudizio. E perchè? Chi è titolato a fare queste valutazioni? Per la cronaca, nessuno. Questo, spero che lo si capisca, è un precedente inaccettabile. Forse a gennaio sarà fatta un’altra valutazione analoga, prima di decidere se il legittimo impedimento possa andare a giudizio, o se non sia meglio rimandarlo ulteriormente? Chi è abilitato a decidere se e quando il clima politico permetta di giudicare serenamente: gli stessi giudici? Qualcuno sopra di loro? E, soprattutto, dove sta scritto tutto questo?

E se lo stesso metro venisse applicato a tutti i procedimenti di tutti i tribunali ordinari, amministrativi, in sede civile e penale, d’appello e d’assise ? Si fermerebbe la giustizia per motivi politici? Il giudice potrebbe decidere che non vale la pena giudicare un estremista nero fino a che c’è un governo amico, o viceversa, fate voi? Chi regolamenta questo tipo di decisione? Lo dico io. Nessuno: è arbitrio, e dei più puri.

Dice: ma mica hanno cancellato il processo, è solo una questione di calendario. Perfetto: dimmi questo, però. Menti, se è necessario: dimmi che non hai proprio proprio spazio quel giorno guardamidispiace proprio non ce la faccio. Ma non è accettabile che il supremo giudice del paese abbia preso la sua agenda, abbia visto che il 14 dicembre prossimo venturo c’era tempo e spazio per deliberare secondo tutti i crismi, ma abbia preferito, autonomamente  e politicamente, soprassedere per ragioni politiche confessate e manifeste. Questo è inaccettabile. E’ un precedente, e va denunciato.

Il giusto processo dalla ragionevole durata è principio costituzionale che esiste a garanzia del processo stesso, non delle parti in causa. Questo vuol dire che tutti abbiamo diritto ad un processo che sia il più breve possibile perché è così che devono andare i processi, non perché questo debba far comodo a qualcuno piuttosto che a qualcun altro. E poi, ci si dimentica sempre di qualcuno, in questo giochino del rimando-i-processi-quando-mi-fa-comodo: le parti lese. C’è gente che aspetta (devo ripeterlo? c’è gente che aspetta) che arrivi una sentenza. In ogni processo c’è qualcuno seduto ad aspettare che il giudice, quando ha comodo, sentenzi: si spera, a suo favore, per ripagare un torto, per concedere un risarcimento, per sbattere un criminale in galera. Sono storie umane, persone vere che mettono tempo e risorse in una vicenda di cui, in ipotesi, sono anche vittime. Si meritano una sentenza nel più breve tempo possibile: lo Stato gliela deve, e loro ne hanno diritto. E il non farlo si chiama denegata giustizia. La Corte Costituzionale ha, oggi, innaturalmente allungato il tempo di uno dei processi più importanti del paese per paura. Per paura, va ripetuto? Per paura, peraltro apertamente confessata. Questo è uno scandalo, va denunciato, ed è un precedente pericolosissimo. Passerà forse sotto silenzio, ma non qui.

2 Responses to “Scandalo Corte Costituzionale”


  1. 1 Fr_Samjack 11 dicembre 2010 alle 8:36 pm

    totalmente d’accordo. io però non avrei tollerato un rinvio maggiore di 7 giorni, sempre per le ragioni che hai così chiaramente esposto. queste lungaggini proprio non mi piacciono.
    farei notare anche quali siano stati i commenti da parte del mondo politico alle dichiarazioni della Corte….

  2. 2 Marco 14 dicembre 2010 alle 12:39 pm

    Tommaso il tuo livore è del tutto ingiustificato.
    ogni presidente di sezione, di qualsiasi giurisdizione, e, per giunta, le stesse parti in causa con appositi istituti, possono spostare – o chiedere di spostare – lo svolgimento del processo in altro momento (addirittura in altro luogo). per ragioni attinenti al clima circostante, che può influenzare il giudizio.
    Preferisco una sentenza espressa con cognizione e serenità, ma posticipata, che una imminente ma influenzata negativamente!
    Vedi, tu trascuri il fatto che siamo in Italia, in un paese normale la tensione istituzionale non starebbe a questi livelli, e quindi non ci sarebbero rinvii di sorta.
    visto che i giudici della corte, almeno questi (purtroppo ci sono spiacevoli eccezioni, vedi Vaccarella) non desiderano contrapporsi infantilmente alle accuse apodittiche e strumentali di chicchessia (da Berlusconi in caso di sentenza sfavorevole, a Travaglio in caso di sentenza favorevole), e ciò mi appare una scelta saggia e ponderata, nonché corripsondente al diritto. Per giunta ci sarebbe stata una assimilazione della pronunzia con i fatti accaduti in Parlamento – che lascio a te formulare nelle varie ipotesi – che avrebbe certamente offuscato le ragioni giuridiche che presiedono sentenze simili.
    E poi, guarda che la funzionalità della Corte è sempre stata al riparo dei giudizi della politica proprio prechè riusciva a posticipare la naturale gestione delle cause a seguito di un sovraccarico delle stesse. Molti costituzionalisiti, tra cui Azzariti, hanno sempre accolto con giudizio positivo questa evenienza fortuita, proprio perchè riuscva di fatto a salvare la serenità del giudizio.
    un conflitto di attribuzione richiesto a Gennaio e carico di conflittualità strumentale (magari fosse stata ponderata e argomentata) veniva decisa a Gennaio, quando ci si era dimenticato di tutto o quasi.

    Il presidente ha fatto bene, insomma.
    M.


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