
Se essere bipartisan è davvero così necessario persino a Sanremo; e se essere bipartisan vuol dire poi immergere nel mare del nazional-popolare la più nota canzone partigiana – che, appunto, per sua natura è (o dovrebbe essere) già nazionale e già popolare; e soprattutto mettere in piedi una farsa da operetta col rischio che qualche deficiente, da casa o in platea, si senta autorizzato ad alzarsi in piedi ed ostentare un saluto fascista perchè qualche altro deficiente, autorizzato da altri deficienti, sta sul palco dell’Ariston a cantare “Giovinezza giovinezza primavera di bellezza”, allora io preferisco di gran lunga il politicamente scorretto ed il pensiero unico.
Dice Morandi che le canzoni non devono far paura: infatti. A far paura sono le persone che le cantano. E l’autorizzazione che gli si da a cantarle, certe canzoni.




















che poi, Tommaso, ti chiedo.. ma l’apologia del fascismo è morta come la vergogna?