
Crescere in questo paese e in questo momento storico è davvero un’occasione irripetibile per tutti noi.
Probabilmente racconteremo ai nostri figli e ai nostri nipoti le risate matte che ci siamo fatti ieri, fra amici, raccontandoci e mimando, un po’, quella sera in questura a Milano in cui una ragazza marocchina particolarmente gnocca viene trattenuta dai poliziotti, poi arriva un’altra gnocca e dice “Ma no, quella è amica mia”, ma non gliela lasciano; poi arriva un’altra e dice “Lasciatela stare, la voglio adottare” – e i poliziotti, ancora perplessi, preferiscono soprassedere; poi chiama Berlusconi da Roma e dice “Rilasciatela, è la figlia del Menelicco!”. Poteva dire, ci siamo detti “è Rudolph la renna, serve a Babbo Natale, non potete trattenerla”: sarebbe stata più o meno equivalente, come scusa.
Sottofondo: la musichetta del Benny Hill Show. Applausi in sala, pubblico in delirio: vero cabaret del nuovo millennio. Davvero, fare il mio lavoro in qualche altro paese del mondo sarebbe decisamente meno divertente: se ci si dimentica che in quella sera, in quel luogo, sarebbero stati commessi almeno due reati, e la si prende per quello che è, ovvero la presa in giro di una vita vera e di uno Stato serio, la supercazzola permanente in cui viviamo dentro, c’è di che ridere. E di gusto.





















