
“Tanti italiani hanno sofferto la barbarie di vedere notizie private apparire sulla prima pagina dei giornali senza nessun filtro, una barbarie che deve finire.” Strepitoso, Frattini, nel rispondere al sottosegretario americano alla Giustizia che, ultimo di tanti in questo cappottone su Berlusconi, ha criticato il Governo per la un-tantino-indegna norma sulle intercettazioni in discussione in Parlamento in questi giorni.
E la cosa migliore è che non è così: perchè questa giustificazione, quella dei tanti italiani poveri e intercettati, ripetuta come un mantra dai corifei di Governo, non regge. Quali sarebbero, questi “tanti italiani” finiti sui giornali per le intercettazioni? Presidenti del Consiglio, ministri, gente importante, conosciuta, nota; o sottobosco romano, palazzinari, affaristi: gente comunque coinvolta in affari, loschi o meno, nel senso di vicende sotto attenzione della magistratura. Perchè è così che funzionano le intercettazioni; ed è anche così che funzionano le notizie.
Allora, Frattini mente, o la spara grossa quantomeno; ed è questa la sua forza, la forza di questa legge: perchè il signor Pinco Panco di Reggio Emilia o la signora Concettina di Potenza non sono mai finite sui giornali, sbobinato in pagina un loro dialogo intercettato. Ed è per questo che contro questa legge non si è ancora sollevato un putiferio popolare: perchè non si tratta di questioni con cui il grande, indistinto popolo-pubblico si confronta quotidianamente.
Lo sa bene Berlusconi, che quando uscì fuori l’affare di Via del Fagutale, coinvolto Scajola, capì che bisognava agire, e in fretta, perchè “sulla casa” la famosa Italia proprietaria dell’82% delle proprie case, dunque pagatrice di onesto mutuo, è pronta a farti la pelle. Ancora una volta, dunque, oggi, l’azione del Governo è immune dal controllo popolare finchè si svolge nell’iperuranio della vita quotidiana, nell’ignoto al signor nessuno, nel comune e accettato intrallazzo della casta al potere. Questa è la forza: finche la famosa maggioranza informe non sentirà la necessità di capire che i lontani “impicci e imbrogli” del potere hanno riflesso diretto sulla sua vita, non sarà facile uscire dal circolo vizioso della casta che crea privilegi alla casta, impunita, incontrollata, ignorata.
Certo, senza le intercettazioni, è proprio la tomba di un ragionamento del genere, e la fine di ogni prospettiva di miglioramento.




















una domanda: è normale che il sottosegretartio alla giustizia di un altro Paese (non importa che siano gli Usa, anzi ancora meglio) interferisca su di una decisione di un altro Stato?
Per me sta cosa è assurda, cosa sarebbe successo se fosse capiato il contrario?
Probabilmente no, infatti la dichiarazione ha creato un certo imbarazzo.
ok, bene, allora un’altra domanda: perchè è successo? Il governo americano è d’accordo? Chi c’è dietro? Perchè proprio sulle intercettazioni,e non su altre cose riguardanti la giustizia altrettanto gravi da un punto di vista politico?
Perchè il sottosegretario e non direttamente il Ministro?
Posso dirla, a mò anni ’70, forse agli Stati Uniti, che le intercettazioni siano meno controllate (in questo caso male ovviamente), è meglio…
tutto ciò per non dire che la nostra sovranità (ammesso che abbiamo un sovrano, nel senso democratico del termine) esista davvero:
- diritti civili ce li condividiamo con la chiesa,
-la politica militare con gli Usa
- la politica monetaria, oggi, con la Germania (manco con l’Europa)
- il calcio con Moggi,
- la cucina con Vissani,
- il giornalismo con Vespa,
-la politica immigratoria con quel dittatore di Gheddafi.