Semi-presidenzializzami

Sorvolando sulla qualità del dibattito, molto bassa se si pensa che la discussione sulla forma di governo, roba da massimi vertici,  viene piegata a manovre politiche di parte (“non va bene il doppio turno, perchè perdo voti”, disse quello), spopola la discussione sul modello francese: senza che nessuno dica le cose come stanno, o le dica tutte e per intero.

Il sistema francese è davvero molto forte. C’è molto potere nelle mani del capo dello Stato, eletto dai cittadini. Ma, come tutti i regimi costituzionali, questo potere viene temperato da alcune valvole. Quando gli esponenti dell’attuale maggioranza cianciano di semipresidenzialismo, ci vorrebbe qualcuno che gli chiedesse :“Onorevole, ma lei si ricorda, vero, della possibilità della coabitazione, nel sistema francese?”. Quando ne magnificano le sorti, bisognerebbe chiedergli se hanno presente come funziona il Parere di Costituzionalità preventivo.

No, perchè un modello costituzionale, se lo si vuole importare, va importato tutto. E se non ci si dimentica che in Francia la Camera può avere un colore politico diverso da quello del Presidente, allora ok: però niente più parlamentari “nominati” e necessario cambio della legge elettorale, niente più dittatura del governo sul parlamento. E dobbiamo importare anche le commissioni d’inchiesta parlamentari alla francese, che vengono scagliate contro il governo e il suo operato anche da un singolo deputato, con dibattito pubblico e trasmissione televisiva, ovvero sul modello americano. E, volete ridere? Supponiamo che il parlamento voglia aprire una commissione su un fatto, a carico del governo, di rilevanza penale: l’unico modo che ha il governo per evitare l’apertura è dare mandato al Ministro della Giustizia di aprire un inchiesta penale. Praticamente il governo si autodeferisce alla Corte: chi ha detto “Lodo Alfano”?

E non dimentichiamoci del parere di costituzionalità preventivo, per cui il deputato Pinco Pallino in qualsiasi momento può adire la Corte Costituzionale quando la legge non è ancora stata firmata dal Capo dello Stato, ovvero prima della sua promulgazione. Ve le immaginate, le leggi ad-personam, in balia del primo dipietrista di passaggio a Montecitorio?

In breve, non fidiamoci, vediamo prima la ciccia. Se questa grande riforma comprenderà tutto il semipresidenzialismo, allora magari si potrà anche fare. Se non lo comprenderà, non sarà semipresidenzialismo, sarà un normale pastrocchio italiano.

Ps. In uno scambio epistolare con Pernacchia, egli mi ha reso edotto del fatto che gli stessi francesi lo stanno buttando a mare, il semipresidenzialismo, perchè è antidemocratico e dagli effetti distorti. Sarkozy in persona ha messo su una “Commissione di riflessione e proposta di modernizzazione delle istituzioni della Quinta Repubblica“. Le proposte della Commissione, in sostanza, ridimensionano il ruolo del Presidente e massimizzano quello del Parlamento. Un esempio su tutti, la proposta 21: una settimana al mese, una settimana intera dei lavori parlamentari è totalmente dedicata ai disegni di legge presentati dall’opposizione; una settimana, ancora, è dedicata agli atti ispettivi sul governo; le restanti due, ai disegni di legge della maggioranza. Questo vuol dire che il governo, e la maggioranza che lo sostiene, dovrebbero stare mute in aula per quindici giorni al mese, tutto l’anno. Capito, si, che vuol dire concedere più potere all’uomo eletto: vuol dire che bisogna trovare un modo per tenerlo sotto controllo, questo potere.

In breve, se il nostro intento è quello di copiare un sistema che i francesi stessi stanno dismettendo, vuol dire che abbiamo il vizio delle auto di seconda mano: un po’ come le centrali nucleari di seconda generazione, che la gente non vedeva l’ora di venderci perchè vecchie e rotte. Uguale, solo che qui è la Costituzione in gioco.

7 Responses to “Semi-presidenzializzami”


  1. 1 Mah 10 aprile 2010 alle 12:05 am

    Semipresidenzialismo con il proporzionale. Bello, bellissimo.
    Se ne parli all’esame di scienza politica di tirano la carta d’identità, mortacci loro.

  2. 2 Pernacchia 10 aprile 2010 alle 8:33 am

    ottimo (non certo per il riferimento al sottoscritto) ma il fatto che si rifletta del modo e del come si procede, in Italia, a discutere, anche solo a discutere, di temi istituzionali. Al di là della mia posizione sul semipresidenzialismo, che non può dirsi positiva oggi come ieri, vanno aggiunte alcune cose all’ottima analisi di Tommaso. Non dimentichiamoci che un sistema costituzionale non si regge solo sulle norme (anzi). Il semipresidenzialismo ha funzionato anche perchè, era radicato negli uomini che hanno ricoperto il posto all’Eliseo, un senso della Repubblica storico-sociologico, un antifascismo radicato (vi ricordate il confronto Chirac Le Pen, Berlusconi ci si sarebbe subito alleato…). Ciò non è certo poca robba. Fede repubblicana (di lontana origine) e senso delle istituzioni, non cancellano però un sistema che è stato ritagliato sulla figura di un uomo: il generale De Gaulle. De Gaulle non è Berlusconi. Per tutto il male che provo verso il nasone merdoso e guerrafondaio di De Gaulle, non si può dire che Berluscono abbia altrettanto merito nella storia.
    Si vuole parlare di riforme istituzionali? Ne ho tre alla portata di mano:
    1) legge elettorale proprozionale con soglia di sbarramento (per le preferenze ho dei dubbi…);
    2)sfiducia costruttiva dell’opposizione, per evitare la crisi di governo;
    3)sfiducia individuale del singolo ministro (altroche super poteri al premier).
    facciamo ste cose e vedrete come cambierà l’ottimo sistema proprozionale che abbiamo. Su tutte, la riforma delle riforme: LA POLITICA E I PARTITI DEVONO CAMBIARE!!!!!!!!!!

    p.s. a pensare che si dedicherebbe una settimana alla discussione delle proposte dell’opposzione – vi giuro -mi vengono i brividi a pensare quanto ciò sia lontano dalla nostra situazione.

    buona camicia a tutti

  3. 3 Mah 10 aprile 2010 alle 11:45 pm

    Ottimo e “sistema proporzionale” non stanno nella stessa frase. Soprattutto se coniugati con il semipresidenzialismo o con il presidenzialismo all’italiana che ci approntiamo ad incontrare..

  4. 4 Pernacchia 11 aprile 2010 alle 9:08 pm

    sì per altro mi sono sbagliato volevo dire ottimo sistema parlamentare (è che per me parlamentare e proprorizonale- non il porcellum – vanno di pari passo). Ovviamente ciò che sostengo parte dall’idea che semipresidenzialismo, presidenzialismo et similia fanno schifo….

  5. 5 Mah 11 aprile 2010 alle 9:42 pm

    Oh beh, di questo si può discutere, il problema è che quello che vuole Berlusconi non è il semipresidenzialismo alla francese, ma il semipresidenzialismo farsesco alla Putin.

  6. 6 Pernacchia 13 aprile 2010 alle 8:36 pm

    Eh, bravo, discutiamone….


  1. 1 Semi-presidenzializzami | Trentinoweb Trackback su 10 aprile 2010 alle 12:20 am

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