See ya in 2013

Non mi va di fare sagaci distinguo e analisi del voto di stampo intellettualoide. Anche perchè i dati che ci sono da evidenziare in questa tornata elettorale mi mettono tristezza (Grillo, Lega, Piemonte, Lazio).

Vorrei invece dire cosa c’è da fare, secondo me, a questo punto.

Il messaggio è chiarissimo: la destra, dopo aver vinto le politiche, ha vinto anche le amministrative. Dilaga nel paese, e il paese gli sta dietro. Un’ opposizione che sia di respiro nazionale nè rivendica una vittoria inesistente, nè si può permettere di fare la voce grossa con questi numeri.

Un’opposizione con del cervello capisce che il paese non è con lei, ma è con gli altri. Un’opposizione con un calendario si accorge che ci sono davanti tre anni in cui l’attuale Presidente del Consiglio non ha la possibilità neanche teorica di fare campagna elettorale permanente. Il governo Berlusconi comincia adesso: il Premier ha davanti esattamente tre anni in cui non può fare altro che governare.

Un’opposizione che voglia vincere nel 2013 cambia le facce. Sarebbe consigliabile vedere, forse non da domani, magari da dopodomani, tutti i TG nazionali popolati da una folla di “e-chi-è-mo-questo”. Gente nuova, giovane, fresca, che non sia così abituata alla realpolitik obbligatoria da dover ponderare col bilancino tutte le parole. Bersani qualcosa di nuovo l’aveva iniziato, un po’ nuovo lo era, ma non lo era ancora abbastanza. Se io fossi in lui e se io fossi furbo (il che coincide con l’essere umile, oggi), mi dedicherei alla coltivazione della classe dirigente del futuro. E’ l’ultima possibilità che si ha per sopravvivere.

Serve gente davvero nuova in grado di dare un volto credibile a proposte fresche. Serve Civati a Otto e Mezzo tutte le mattine, e meno Livia Turco, Rosy Bindi, Latorre. Servono meno quarti mandati a Vasco Errani, e più primi mandati a gente nuova, credibile e capace (e servono i tre aggettivi insieme: se ne mancasse uno, non funzionerebbe). Serve gente che non abbia nulla da guadagnare, neanche poco, da una sconfitta elettorale. Serve gente cresciuta nel ventennio berlusconiano,  ma che sappia che di meglio ci può ancora essere.

Adesso, responsabilmente, un’opposizione onesta lascia lavorare il governo che il paese ha scelto, riscelto, confermato. E questo non è un governo che lavorerà bene, principalmente perchè queste non sono elezioni che Berlusconi ha vinto. Non le ha vinte lui, le hanno vinte la Lega, un po’ Fini, un po’ altri: i candidati di strettissima osservanza berlusconiana (Emilia, Marche, Toscana, Umbria, Puglia) sono stati tutti battuti; bene la Lega, bene Formigoni (che è un pericoloso rivale più che un avversario di qualche tipo, per Berlusconi), bene la Polverini, creatura di Fini, senza il partito del presidente a supporto.

Non le ha vinte Berlusconi in senso stretto, ma ovviamente questo elemento non cambierà la situazione, la percezione di sconfitta che il centrosinistra si porta addosso – e giustamente. Però questo governo ora inizia la sua prova dei fatti. Difficilmente la destra italiana riuscirà a fare meglio di come ha fatto ieri (a meno che non sia la sinistra a permetterglielo, certo): questo vuol dire che la parabola berlusconiana è al suo punto massimo. Un’opposizione intelligente sa che dopo l’apice la curva inizia a scendere.

Se l’opposizione, con volti nuovi e credibili, riuscirà a capire che serve un cambio radicale (meno snobismo, meno intellettualismo, più contenuti, un programma politico che sia effettivamente valido, spendibile e popolare, volti nuovi e combattivi pronti a sostenerlo perchè genuinamente convinti della sua validità), e riuscirà a non mancare neanche un’occasione per sottolineare le contraddizioni che questo governo presto mostrerà, forse nel 2013 la si potrà imbroccare.

In sintesi, è come se si ripartisse da zero, dopo questa sconfitta. Serve un’opposizione che voglia vincere le elezioni: finora, evidentemente, non c’è stata.

7 Responses to “See ya in 2013”


  1. 1 Mattia 30 marzo 2010 alle 1:00 pm

    Non si può vincere quando si sfida una persona che ha in mano la maggior parte dell’informazione. Berlusconi non è eletto democraticamente, perchè non c’è democrazia se non c’è libera informazione.

  2. 2 Alessio 30 marzo 2010 alle 4:52 pm

    si conclude anche questa battaglia,
    sono sollevato da questa vittoria nel lazio…le cose si stavano mettendo male, ma alla fine il duro lavoro dei militanti ha avuto un esito positivo…
    quello che volevo dire è che nonostante ciò che pensa la maggior parte degli italiani, la politica territoriale e le persone che la fanno sono sempre state vive e funzionanti. si deve rispondere ad ordini di partito a volte, ma sempre si lavora per il territorio con tutte le risorse che si hanno e laddove non ci sono si creano.
    durante l’ultimo mese la differenza l’hanno fatta quei veri contatti tra i cittadini e i loro delegati, che da ormai 10 anni sono un connubio tra caparbietà, onesta e giustezza.
    nonostante non abbia potuto votare le persone delle quali conosco l’operato sò che chi siederà in consiglio saprà ben fare il suo mestiere…

    un’appunto sulla libertà di parola:
    per esperienza personale, lo spazio per dire la propria c’è, bisogna vedere se si ha qualcosa da dire e se si sà dire. troppi militanti di sinistra, soprattutto giovani, sparlano avvalendosi dei soli valori del proprio credo senza scendere mai dal piedistallo della superbia per finire a parlare dei massimi sistemi credendo di sapere. il loro compito è quello di vedere le realtà sociali per maturare un pensiero critico ma costruttivo, non critico e basta… perchè di questa gente se ne ha l$e tasche piene

  3. 3 Anonimo 30 marzo 2010 alle 5:40 pm

    Caro Mattia.. rileggi l’articolo.

    ..Un’opposizione che voglia vincere nel 2013 cambia le facce…

    Per quanto sono sempre stati in aperto contrasto con Tommaso. Senza mai scivolare nella stupida e sterile demagogia.

    Haimè questa volta devo essere daccordo con lui.

    Il problema non è Berlusconi.

    E’ che la gente non dimentica.
    Servono meno quarti mandati a Vasco Errani?

    Forse molti di Errani ricordano le sue risate ai funerali di Nassira..

    Io ci avrei tappezzato la città di quella foto!

    Vendola in Puglia?
    Si vede che nessuno ha coperto Bari di :”Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioé del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti – tema ancora più scabroso – e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia e dalla procreazione”.

    Piero Iannelli

  4. 4 Pernacchia 30 marzo 2010 alle 6:28 pm

    Aggiungo due cosine che secondo me macano al post di tommaso.
    SERVONO I PROGRAMMI! SERVONO IDEE NUOVE, PIU’ CHE FACCE NUOVE. LAVORO, DIFESA DELLA COSTITUZIONE, DEL PARLAMENTO, ANTIFIASCISMO, PACIFISMO. Serve una legge proporzionale, con o senza preferenze (io sarei senza preferenze). Serve la gente che va nei mercati, nei posti di lavoro, servono diritti civile, no al nulceare, sì al rinnovabile, serve recupero fiscale, serve internazionalismo. Cazzo quanto serve. Serve il voto per gli immigrati.
    Basta facce, basta tv (o meglio non solo), voglio gente che mi suona a casa e mi chiede se voglio fare cose. Voglio la politica dei programmi. Voglio discutere di cose, di progetti, questo voglio. Voglio la concorrenza culturale rispetto alla destra (per altro quale?, magari ci fosse la destra legale, ogggi c’è…va be non voglio che si aprano discussioni su cosa sia la destra). Voglio politici che facciano reati ma per occupazioni delle fabbriche, per difendere gli sfratti, per proteggere i clandestini. Voglio una lotta sanguinaria contro la mafia, tutte.

    Si può avere? Tommaso, si può avere tutto ciò?
    é forse difficile? Mettiamoci la costituzione in tasca e usciamo con la giacca sulle spalle come Pereira, e a quaeti capitalisti nichilisti, questi leccaculo vestiti da ribelli, la politica dei programmi e non delle persone, le idee, le ideologie, sì le ideologie così penetranti sconfiggeranno questo squallore. TIRIAMO FUORI LE IDEE…..

  5. 5 Mattia 31 marzo 2010 alle 7:32 am

    Caro Anonimo,
    rileggi la mia risposta.
    Io sono convinto che fino a che non c’è libertà d’informazione, le facce nuove e i nuovi programmi non arriveranno mai alla gente. Saranno sempre schiacciati dalla prepotenza comunicativa del cavaliere.

    Ricordo che l’antiberlusconismo non è una scelta politica suicida, ma è una scelta obbligatoria che deve esserci finchè ci sarà il berlusconismo come unica alternativa politica.

  6. 6 alessio 1 aprile 2010 alle 4:07 pm

    non aspettate sempre che qualcuno vi venga a chiamare, uscite da soli e aggregatevi in una voce che faccia capire che avete qualcosa da fare ed un modo di farlo…poi con una vera guida al vostro partito si vedrà, intanto smettetela di punare solo il dito e costruite veramente qualcosa

  7. 7 anellidifum0 5 aprile 2010 alle 3:49 am

    Forse serve anche tornare a spaccare la faccia di chi scrive le cose che ha scritto il coraggiosissimo anonimo delle 5.40.


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