Fuori

Ritengo assordante il silenzio che la vicenda dei preti pedofili sta provocando su questo blog. E non ho intenzione di sfuggire alla questione, qui dove di Chiesa si è sempre discusso, credo, con sufficiente franchezza.

Il fatto è che oggi sono davvero in difficoltà. Nel senso, non in termini di fede: quella già da tempo si è resa conto che quel che dice e che fa il prete va seguito se quel prete dice e fa cose che vanno seguite. Altrimenti no: per fortuna siamo tutti uomini normali, ordinati o no.
La difficoltà c’è nella testimonianza e nel ruolo. Io sono, come tanti altri insieme a me, capo educatore dello scoutismo cattolico; io porto una proposta educativa ai ragazzi che mi sono affidati dalle famiglie. Parte di questa proposta è la vita della Chiesa e nella Chiesa, in un modo diverso da quello “classico” e che, normalmente, riesce a creare buoni risultati in termini di autonomia di giudizio e libertà di mente.

Ecco, se stavolta uno dei ragazzi, uno di quelli più informati, mi venisse a chiedere quale è il senso nell’andare a messa a sentir parlare un uomo, che è e rimane parte organica e gerarchica di un sistema che occulta coscientemente e sistematicamente delitti orribili contro dei suoi coetanei, ecco, se uno di loro mi facesse questa domanda, io potrei rispondere solo con difficoltà. Certamente risponderei, risponderei quel che tuttora penso: e cioè che ciò che fa il parroco di Scampia ripaga ed eguaglia tutto ciò che i preti mediocri non fanno; ma non sarebbe giusto e non sarebbe, del tutto, vero. No, qui la ferita è molto più grave.

Questi fatti, e chi li ha coperti, rendono terribilmente più difficile il lavoro mio, e dei tanti come me, che il sangue e il sudore ce lo mettono. Questi fatti, e chi li ha coperti, fanno perdere la speranza a chi un lavoro onesto, dentro la Chiesa, lo fa. Questi fatti, e chi li ha coperti, derivano da un’organizzazione ecclesiale superata, innaturale, asfittica e claustrofobica, che non ispira fiducia e crea mostri. Serve un taglio netto: e lo capiscono anche i bambini. Sono parole di mio fratello, di anni tredici, e ve le riporto: questa gente non va coperta, insabbiata, giustificata con parole folli sul fatto che “la società ormai è così” e ” è una cosa che succede anche fuori”. Questa gente va scomunicata. Vanno scomunicati, se si vuol davvero bene alla Chiesa e a chi ci lavora dentro, a chi porta ogni giorno la croce del dover giustificare i preti e le loro azioni davanti al mondo: e io, a questo gioco, non ci sto più. Scomunica e tribunale, possibilmente con sentenza a risarcimenti milionari, a costo di dover vendere San Pietro: è l’unica strada che mi sembra possibile e giusta, per le vittime innanzitutto, per la Chiesa e per il mondo.

23 Responses to “Fuori”


  1. 1 Marco 27 marzo 2010 alle 12:14 am

    Condivido tutto, parola per parola. E c’entra l’essere (stato) capo scout e aver vissuto gli stessi dilemmi insanabili. Da cui – hai ragione – si esce solo con questo tipo di chiarezza che fugge i compromessi. Dici: “Serve un taglio netto”; non sei il primo: “ora, se la tua mano ti è occasione di peccato, tagliala; è meglio per te entrare monco nella vita, che avere due mani e andare nella Geenna”. Amen.

  2. 2 juhan 27 marzo 2010 alle 8:09 am

    Francamente fatico a capirti, anzi proprio non ti seguo.
    Perché continui a servire un’associazione verticistica nella quale i capi continuano a comportarsi come i capi mafia? Oggi salta fuori che c’è la protezione dei pretofili come nel dopoguerra c’è stata la protezione dei gerarchi nazisti.
    Il tuo è un lavoro onesto? O piuttosto ti serve per ottenere qualcosa in cambio?
    “Questa gente va scomunicata” no! va denunciata alle autorità statali, processata e condannata. O in alternativa, nel rispetto della Tradizione, bruciata sul rogo nel corso di una solenne funzione officiata da papa, vescovi, cardinali, Silvio e i suoi accoliti, quelli delle radici cristiane.
    Ma tanto i cattolici sono “il gregge”, disposti a seguire il Vicario di Cristo (bella questa definizione, complimenti al copywriter).
    E i fedeli delle altre religioni non sono migliori, guarda a sud-est.

  3. 3 Tc 27 marzo 2010 alle 8:41 am

    “Scomunica e tribunale” ho detto, e questa è la mia ricetta: aggiungo, non necessariamente in quest’ordine.

    Mi serve per ottenere qualcosa in cambio? Hahah, scusa se rido, ma si vede che non hai idea di che voglia dire. :)

  4. 4 Marino 27 marzo 2010 alle 9:14 am

    Capisco il tuo dilemma e la tua incazzatura. Per chi, come te, crede è difficile, ancora più difficile accettare una realtà terribile come questa. Affidare i propri figli ad un sacerdote e scoprire di averlo affidato ad un orco, per di più protetto dalla gerarchia, nel nome di un malinteso buon nome, è terribile. Io, che la fede ormai da tempo l’ho persa sono facilitato: ho avviato le pratiche per lo sbattezzo per uscire, anche statisticamente, da questa comunità che, al di là della buona fede e l’impegno di eprsone come te o i preti “de rua”, copre ipocritamente reati come questi nella presunzione che, anche nei confronti della vita terrena, la giustizia divina venga prima. Ma le sofferenze dei bambini sono state inflitte in questa vita, credo che la punizione debba essere commisurata al tempo ed al luogo del crimine.

  5. 5 Pernacchia 27 marzo 2010 alle 10:13 am

    Il discorso di Tommaso mi sembra così chiaro e cristallino, ma soprattutto, molto ecumenico. Voglio dire, le critiche alla Chiesa, da un ateo come me, ma anche da molti cattolici-crisitiani, è a prova di bomda (dal ’200 a questa parte credo). Ma la critica che parte dalla constatazione di fatti come questi, e dalla figura di un educatore da strada, assume maggiore valenza. Io non credo che sia arrivato il momento di fare un rogho di tutta la chiesa (lo so che è in senso ironico, mi riferisco a juhan).
    Penso che l’indignazione maggiore di Tommaso sia soprattutto il discredito che questa faccenda (e qui è vero, essa non è affatto nuova, insieme ad altre che ogni tanto scoppiano, Chisa-ebrei, ecc.) provochi nei confronti di chi veramente lavora nella società mediante i valori della Chiesa, ma preferrisco dire del cristianesimo. é un pò come la storia di chi fa veramente politica nei partiti ai livelli medio-bassi e poi viene a sapere che i dirigenti delinquono o fanno gli accordi per la poltrona…Qui siamo in presenza di una crisi dei luoghi di formazione (chiesa, partiti, sport, scuola, ecc.) e questa è la cosa peggiore, sopratutto per un pensiero così rivoluzionario (l’ultimo ancora presente) come quello crisitiano. Sarà l’89 della Chiesa?
    Sarete-emo in grado di cambiare le cose dentro la Chiesa, veramente, concretamente e definitivamente? Ma secondo me alcuni non vogliono, non possono, non devono…

  6. 6 juhan 27 marzo 2010 alle 1:15 pm

    @ TC
    Dai qui puoi confessarlo! Nella vita vedrai quante persone rimarranno bene impressionate dal fatto che tu hai fatto volontariato per la chiesa. Ma se davvero non ci hai mai pensato, e magari adesso ti sembra un po’ ruffianesco approfittare di queste cose, è il caso che ci mediti un attimino.
    E se non sarebbe meglio impiegare il tuo tempo con qualche organizzazione meno compromessa?

    @ Pernacchia (ottimo nick, ma troppo orientato)
    Sì non intendevo alla lettera ma d’altronde loro sono usi: leggiti il loro manuale (la bibbia) e vedi che sarebbe non solo cosa giusta ma addirittura un ordine del loro capo.

    Comunque mi gioco le palle che la chiesa non perderà neanche un fedele in Italia, anzi sapranno guadagnarci su.
    Come sempre.

  7. 7 Tc 27 marzo 2010 alle 1:54 pm

    Faccio servizio (non volontariato) nella chiesa, e non per essa. Non mi sento un ruffiano, mi sento arrabbiato.

    La chiesa è compromessa per colpa di qualcuno, nello specifico nella parte gerarchica di essa. Questa parte ha inferto una ferita alla chiesa nel suo complesso, che è formata da chierici e laici.

    Mi sentirei un ruffiano se facessi volontariato per la gerarchia. Non è così: io faccio servizio nella chiesa per un’associazione che è all’interno di essa.

    In breve io non faccio servizio per i preti: lo faccio per i “miei” ragazzi. E i preti stanno rendendo, in questo momento, il mio servizio immensamente più difficile. E come me a tante altre persone, credo.

    Da qui il sentimento di rabbia.

    Messa così, forse capisci meglio che secondo me è la tua prospettiva ad essere fuori fuoco.

    Inoltre, caro Juhan, se riesci a trovarmi nel Vangelo (“il manuale”) un solo passo che possa somigliare anche lontanamente a un ordine di quelli che ricordi tu (roghi, esecuzioni, violenza) ti offro un caffè.

  8. 8 pitd 27 marzo 2010 alle 3:56 pm

    Grazie per questa testimonianza. Oso proporti qualche mio commento. Sarebbe interessante comunque approfondire le ragioni che ti portano a fare questo tipo di servizio.

    1. I preti, i vescovi, i Papi sono persone come tutte le altre: e` sbagliato pensare aprioristicamente che siano piu` bravi degli altri. Mi sembra, pero`, che una differenza dagli altri ci sia. Non ha niente a che vedere con la loro moralita`, ma c’e` (per chi ci crede). I preti possono celebrare l’Eucaristia, ovvero rendere fisicamente presente Cristo nella realta`. E` per questo che la Messa ha un valore che trascende totalmente il fatto che sia celebrata da un pedofilo o dal parroco di Scampia. Ecco cosa risponderei a quel ragazzo. Per caso, hai letto “Il potere e la gloria” di Graham Greene?

    2. Stai giudicando la Chiesa con la mentalita` del mondo: i preti devono essere irreprensibili, devono essere piu` buoni degli altri, ecc… Come se chi non fosse cattolico debba essere per forza uno stronzo. Per inciso, questo problema ce l’avevano gia` i discepoli di Gesu`. Matteo era un esattore per conto dei Romani, la Maddalena era una prostituta, Zaccheo era un boss mafioso… Va bene, queste sono persone che pero` poi sono cambiate, protesti obiettare. Ma allora anche un vescovo che ha coperto un abuso puo` pentirsi e cambiare vita, o no? E che dire di Giuda? Uno su dodici lo ha consegnato alle guardie del Tempio e dieci su dodici se la sono svignata quando hanno visto che si metteva male… Tornando sul punto, nel cristianesimo il peccato non e` mai stata un’obiezione al compimento della vita. Anzi, spesso sono proprio le nostre debolezze che ci spingono di piu` verso Cristo, che ci abbraccia lo stesso, che ci ama lo stesso. Anch’io faccio fatica a compredere questo, e anch’io spesso ragiono come il mondo, sia ben chiaro. Questo significa che c’e` molto lavoro da fare per capire veramente che cosa significa questo rapporto con Gesu`. Ma mi rendo conto che e` l’unica ragione per cui il Papa ha potuto trovare il coraggio di scrivere nella lettera agli irlandesi queste frasi, che altrimenti sembrerebbero assurde.
    “Allo stesso tempo vi chiedo di non perdere la speranza. È nella comunione della Chiesa che incontriamo la persona di Gesù Cristo, egli stesso vittima di ingiustizia e di peccato. Come voi, egli porta ancora le ferite del suo ingiusto patire. Egli comprende la profondità della vostra pena e il persistere del suo effetto nelle vostre vite e nei vostri rapporti con altri, compresi i vostri rapporti con la Chiesa. So che alcuni di voi trovano difficile anche entrare in una chiesa dopo quanto è avvenuto. Tuttavia, le stesse ferite di Cristo, trasformate dalle sue sofferenze redentrici, sono gli strumenti grazie ai quali il potere del male è infranto e noi rinasciamo alla vita e alla speranza. Credo fermamente nel potere risanatore del suo amore sacrificale – anche nelle situazioni più buie e senza speranza – che porta la liberazione e la promessa di un nuovo inizio.”
    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/letters/2010/documents/hf_ben-xvi_let_20100319_church-ireland_it.html

    3. Infine, questo non significa che il peccato debba essere giustificato. Al contrario, questo Papa e` stato durissimo nel prendere provvedimenti. E non bisogna mai dimenticare (come hai accennato tu) quanto sono belle e grandi le opere che la Chiesa compie in tutto il mondo.
    http://www.ilfoglio.it/soloqui/4697

  9. 9 juhan 27 marzo 2010 alle 4:06 pm

    Allora, tanto per cominciare il blog è tuo e hai diritto di dire quello che vuoi e come vuoi. Poi secondo la tradizione (che forse non mi concedi) puoi sempre censurare chi ti pare e piace (qui, previa dichiarazione di eresia, ci sta il rogo eccome! (almeno nel passato, oggi non avete il coraggio, per questo bisogna rivolgersi ai vostri cugini mussulmani)).
    Ma torniamo al tuo manuale. Nei tempi antichi, anche per ragioni climatiche e culturali non si usava il rogo (troppo dispendioso) ma la lapidazione (che oltretutto permette un maggior coinvolgimento della popolazione).
    E di questa pratica ne è pieno il vecchio testamento e la pratica contnuava ai tempi del figlio del Tizio con la barba che sta tra le nuvole, e anche dopo. Dai un’occhiata a http://it.wikipedia.org/wiki/Lapidazione (o sei anche tu di quelli che trovano a ridire su Wikipedia?)
    Naturalmente avete avuto parecchio tempo per ricamarci su (sempre sulla stessa pagina trovi la manfrina) ma Tommaso: rinneghi la prima parte del manuale? Da quando? Lo sanno il tuo confessore, il tuo parroco, il tuo vescovo e il papa? Ricordati che quest’ultimo ha fatto il militare nelle SS, non ti conviene farlo incazzare troppo, specie adesso.

    Ma aldilà del caso in questione il tuo blog merita di essere seguito. Facciamo così: il caffè te lo offro io, a casa mia e ci guardiamo anche Brian di Nazareth di Monty Python, dove c’è anche una lapidazione, venuta davvero bene.
    Poi ci sarebbe anche Ipazia ma grazie alle radici cristiane per noi italiani è difficile vederlo.

  10. 10 Piero Iannelli 27 marzo 2010 alle 4:52 pm

    Tommaso.. vedo che scrivi:
    Sono parole di mio fratello, di anni tredici, e ve le riporto: questa gente non va coperta, insabbiata, giustificata con parole folli sul fatto che “la società ormai è così” e ” è una cosa che succede anche fuori”. Questa gente va scomunicata. Vanno scomunicati, se si vuol davvero bene alla Chiesa e a chi ci lavora dentro, a chi porta ogni giorno la croce del dover giustificare i preti e le loro azioni davanti al mondo: e io, a questo gioco, non ci sto più.

    Bene.. allora devi necessariamente verificare anche la posizione di VENDOLA evitando “SILENZI SSORDANTI” che al tempo disse:

    “Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioé del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti – tema ancora più scabroso – e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia e dalla procreazione”.

    Non dimentichiamo..neanche..
    Daniele Capezzone, uno dei leader della Rosa nel Pugno, durante un intervista a Radio Vaticana rilasciata il 5 dicembre 2005 ha invece dichiarato che la pedofilia “al pari di qualunque orientamento e preferenza sessuale, non può essere considerata un reato”.

    Perchè, caro Tommaso qui la questione è seria e i “SILENZI ASSORDANTI” bisogna evitarli a prescindere dalle appartenenze politiche!

    Piero Iannelli

  11. 11 Pernacchia 27 marzo 2010 alle 5:00 pm

    juhan, scusa se mi inserisco nel tuo j’accuse, che ci sta tutto, almeno quello rivolto alla chiesa. Ma, scusa anche se te lo dico con franchezza: manca un pò di mira. Io non ti conosco ma forse intuisco che ti piaccia il cinema. Be, scommetti un The (per le cinque) che ti trovo una serie di cose diaboliche del cinema, quasi (sottolineo quasi) pari a quelle cha ha fatto la chiesa dai roghi in giù o su? Quello che non capisco della tua indignazione sarcastica, che ripeto è stimolante, sono i contorni…ci vuoi dire che la chiesa come tutte le organizzazioni sociali, politiche, economiche, ecc, rappresenta in una sua parte o nel complesso una struttura oppressiva, violenta, sfruttatrice ecc. Bhe questo già lo sapevamo, e penso che lo sapeva pure Tommaso. Ma cosa vuol dire?
    Rispetto al Pontefice, di cui critico più la dottrina che la sua gioventù, va detto che aveva 12 anni, e non penso sia un giusto modo di attribuire delle responsabilità ad una persona: allora Giorgio Bocca? Gunter Grass? Pirandello? Questo è sparare nel mucchio. (attenzione a me Razzingher fa schifo come bere una ciotola di merda alle sei del mattino, ma cerco solo di essere più precisio nei giudizi). Il punto secondo me e secondo la mia interpetazione del testo di Tommaso è una altro: posto che sta succedendo tutto questo nella strutture educative della Chiesa, chi collabora, chi sta al servizio di una attività formativa (cattolica, musulmana, ebrea, che cambia?) ha il diritto di indignarsi sentendosi infangato? Lo ripeto, un’indignazione che proviene da chi, penso, provi indiganzione anche quando spiega ai ragazzi i gravi crimini di cui si è macchiata in passato la CHiesa, oppure della ostinazione a non accettare degli istiuti democratici come i diritti per gli omosessuali, ecc. Non credo che i ragazzi e le ragazze come Tommaso si siano svegliati oggi. Ogni giorno mi dice con candore che lui partecipa ad una organizzazione para-mafiosa (mezzo scherzando ovviamente). Ma non per questo rinuncia al suo compito, come non rinunciavano ai loro compiti i francescani che si videro emarginati dalla madre chiesa per le loro denunce, ma anche gli hussiti, e così via.
    Rileggendo sembra che a tirare i sassi o ad appiccare il fuoco fosse proprio tommaso…se la discussione è: finalemnte abbiamo l’occasione per aprire un dibbattito sul ruolo e i crimini della Chiesa dal I sec. d.c. a oggi, bella ci sto, devo solo dirti che sei un pò in ritardo. Se è invece solo l’opportunità di dire Voi-Noi, boh, mi sembra vago come dibattito. Sono più interessato alle tue opinioni in merito alla prima questione, della seconda lo so già che Tommaso vuole bene a Giordano Bruno.

    p.s. io senza wikipedia morirei, anzi mi farei lapidare..davvero!

  12. 12 juhan 27 marzo 2010 alle 7:08 pm

    @ Pernacchia
    Premesso che per me il discorso sarebbe chiuso un paio di puntualizzazioni non credo guastino:
    1) adesso Tommaso ha bisogno del portavoce?
    2) i francescani, come Padre Pio, quello che abita nella cripta d’oro?
    3) se ti accorgi di far parte di un’organizzazione mafiosa (a dir poco) lo dici mezzo-scherzando e continui a farne parte?
    4) il militare non lo fai a 12 anni, di solito, lo so, lo so dei bambini soldato (e forse tiriamo in ballo pure i missionari)
    5) papa naziRatzi, protettore dei pretofili, ve lo hanno imposto e ve lo tenete! come sempre, quello di prima era sodale con i peggiori dittatori (sudamericani). Lo so, lo so, la Polonia (con la Madonna Nera), l’URSS, il muro di Berlino, lo so.

    Adesso basta. Forse, magari, un giorno, chissà, può darsi che sarete toccati dalle Sue Pastose Appendici e aprirete gli occhi alla Vera Fede, RAmen.

  13. 13 2t 28 marzo 2010 alle 8:42 am

    io ho la posizione in qualche modo più semplice, credo in dio ma non riconosco la chiesa in quanto istituzione.
    essendo dicotoma riesco a capire bene (immagino) la posizione di tommaso, e non mi sembra così strana, anzi, l’unico sistema per fare in modo di rispettare l’istituzione chiesa, è trovare in essa la presenza di persone animate da Amore (marò de sti tempi sta parola sta cambiando area semantica).. e penso, che visto che questa è una delle critiche mosse a chi ci crede veramente, anche nell’istituzione della chiesa, sarebbe importante parlarne, almeno per capirci..
    in fondo, il ragionamento per cui viene trovata un’incompatibilità tra le due cose è lo stesso per cui alcune persone, capendo una propensione a sinistra (o a destra per la par condicio :D) fanno riferimento ai gulag (o al fascismo)

    emmò vado a votà…

  14. 14 Pernacchia 28 marzo 2010 alle 10:34 am

    Caro dolce Juahn, la discussione è chiusa ma mi concederai la possibilità di mettere anche io l’ultimo tassello.
    Premesso che ho solo espresso il mio umile pensiero, il quale è suscitato dalle argomentazioni di Tommaso, e di conseguenza, mi sento in dovere di esprimermi nell’ambito del suo ragionamento per non usare questo spazio per scrivere tutto quello che mi ronza in testa… Quindi, come tommaso fa servizio e non volontariato, io esprimo le mie idee e non porto la voce di nessuno.
    Poi continuo a ribadire che qeull’uso vorticoso del Voi-Noi-io, il papa nazzista, io nella grotta con Padre Pio mentre la madonna nera in Polonia guarda le pastose appendici dei Carpacci sopra il Muro di Berlino e sotto il ponte di Baracca c’è Mimì con Pinochet che fa la cacca…non lo so…è forse solo un modo di esprimersi che non colgo pienamente, comunque volevo solo sottolineare che ero d’accordo con te con la critica di fondo alla chiesa senza per ciò estenderla al lavoro delle singole persone (sempre ammesso che queste debbono reagire contro questo stato di cose)…se adesso ti sono sembrato il tuo portavoce mi disciape…
    w Bonaiuti portavoce for ever…quanto guadagna un portavoce perchè potrebbe essere interessante mi viene così naturale? :)

  15. 15 sam 28 marzo 2010 alle 7:01 pm

    Ok, sono le parole di un giusto, ma restano parole.
    Finché la(le) comunità dei cattolici non protesteranno vivamente contro le gerarchie e PRETENDERANNO la verità, smettendo per un solo attimo il ruolo di gregge, forse le cose cambieranno.
    Segnalo che i pochi a protestare a Roma, due giorni fa o tre?, erano persone appartenenti ad una associazione americana di vittime di abusi compiuti dal clero. Sono stati fermati dalla polizia (di stato) e allontanati da San Pietro. Dove erano gli altri cattolici come te? Perché li hanno lasciati fare? Perché si continua a proteggere il forte e non la vittima?
    La rivoluzione non può che partire da voi cattolici. Ma duemila anni da gregge, senza offesa, non vi farà mai alzare la testa… E finora, infatti, non è mai successo.

  16. 16 Tc 28 marzo 2010 alle 7:05 pm

    Caro Juhan, Tommaso, non ha risposto non perchè abbia bisogno di un portavoce, ma perchè era fuori Roma, guarda caso, a sporcarsi i piedi di terra in un uscita Scout (ed è il principale motivo per cui continua a farlo: i piedi sporchi).

    Non è mia abitudine censurare nessuno: qui si discute civilmente. Ma permettimi di dirti che stai andando un po’ fuori le righe.

    Ritengo, se non ti dispiacerà, di non doverti rispondere oltre, nel senso che non ho intenzione di affrontare qui dibattiti sul rapporto fra antico e nuovo testamento (facciamolo privatamente per email se vuoi, e quanto vuoi) – ma in sintesi, il vecchio va letto alla luce del nuovo, per i cristiani, e gesù con la lapidazione ha fatto i conti in modo molto semplice: la legge magari è giusta, ma chi fra voi è il boia? chi è senza peccato, eccetera.

    Per il resto: mezzoscherzando? Io non scherzo affatto. E la questione è molto, ma molto più complessa (ma non per questo meno grave) di “papa NaziRatzi protettore dei pedofili”.

    Ritengo di essere una persona che discute della sua fede (e di tutto ciò che essa comporta) in pubblico e serenamente. Ma il fatto che, quando ciò succede, saltino fuori sostanzialmente degli sberleffi è un potente argomento per quelli che dicono che la Chiesa è sotto attacco da parte del complotto laicista. Perchè dare succosi argomenti “al nemico”?

    @sam, in quel che dici c’è da riflettere, indubbiamente. ma chi non rinuncia a parlare (esperienze di nicchia, beninteso: http://www.noisiamochiesa.org/ ) c’è.

  17. 17 isaroseisarose 29 marzo 2010 alle 4:55 am

    Sì Tc, scomunica & tribunale. La scomunica perché è il MINIMO all’interno della chiesa, il tribunale il MINIMO all’interno dello stato.

    E poi questi esperti dicono bisogna votare contro l’aborto (sai meglio di me che stanno parlando della nostra Emma querida) “per difendere la vita”.

    E con la vita dei bambini come la mettiamo? Se sono di 8 cellule sacrifichiamo le donne, se hanno 8 anni li sacrifichiamo alla gerarchia?

  18. 18 anellidifum0 29 marzo 2010 alle 8:38 am

    Caro Tommy, ti parrà buffo ma io pur non essendo mai stato cattolico per più d’un quarto d’ora, ho frequentato il catechismo dai 12 ai 19 anni, facendo quindi la comunione, la cresima e ben quattro anni di dopo cresima. Quindi ho conosciuto bene la realtà della parrocchia.

    Perfino quando frequentavo la parrocchia mi era chiaro di essere all’interno di un oliatissimo meccanismo di potere politico.

    L’oratorio è come una sezione di partito iper-lussuosa, con i campi di calcio, di calcetto, le chiese eccetera. Lo scoutismo esiste sia laico che cattolico e la differenza è che quello cattolico serve a portare acqua verso un’organizzazione che dovrebbe essere rasa al suolo nella sua interezza. Perché i missionari e le missioni esisterebbero comunque, anche senza la presenza delle stole e degli orpelli d’oro di San Pietro e dintorni, per tacere delle scarpette Prada da 520 euro al paio dell’omosessuale latente protettore di pedofili alias Ratzinger, Benedetto XVI. Signore spregevole che non si dimetterà mai perché i papi non si dimettono. La pedofilia, la misoginia, il sesso, le ingerenze politiche sono connaturali alla Chiesa cattolica, da sempre.

    Lo scoutismo è la medaglia di buon metallo scintillante che si appunta sulla divisa profumata e stirata di un cadavere putrefatto le cui ultime parole sono “Lasciate che i bambini vengano a me”. Tu, come capo-scout, ti porti il tuo fardellino di responsabilità perché rappresenti il volto pulito di un’associazione fetente. Probabilmente lo capirai nel giro di qualche anno, quando deciderai di distaccarti da quel mondo.

  19. 19 Tc 29 marzo 2010 alle 10:13 am

    Anelli, tendo a non confondere le cose come sono con le cose come dovrebbero essere. Se ciò fa di me un’anima candida “che-non-sa-come-vanno-queste-cose”, lo sono volentieri.

    Per il resto, dici cose con cui mi trovo d’accordo.

    Tc

  20. 20 AS 29 marzo 2010 alle 10:30 am

    Caro Tommaso, grazie perché hai dato voce ad emozioni che da giorni mi logorano. Anche io, come te, servo nella Chiesa. Anche io, catechista, cerco di trasmettere ai ragazzi una lente per crescere in amore, libertà e senso critico, alla luce del Vangelo. Settimana dopo settimana. Non mi scandalizzo per quanto è accaduto, né per le reazioni di tanta parte della gerarchia (segnalo l’eccezione del Card. Schonboern, dell’episcopato francese, di Carlo Maria Martini), semplicemente soffro, e cerco di non perdere fede e speranza. Prego, e mi interrogo sulle soluzioni. Scomunica e tribunali, certo, prima di tutto, assolutamente. Attenzione, compassione, amore incondizionato per le vittime: devono poter tornare a sentire l’abbraccio di Dio, quello vero. Misericordia e perdono per i colpevoli, nel confessionale ma, soprattutto, tra le braccia di Dio: non sta a noi, non so se ne avremmo mai la forza e la fede.
    E poi, il presente e il futuro.
    Come riportare la fede in una Chiesa spaventata? Nel nostro piccolo, possiamo fare molto, nella catechesi e nelle attività di servizio, tornando a mostrare il volto sorridente di Gesù Cristo, cercando di parlare al mondo come avrebbe parlato Lui, senza giudicare, amando e ancora amando. Senza paura, senza bisogno di irrigidire il messaggio.
    Tornare alla persona, tutta intera, parlare tra noi, Chiesa viva (gerarchia, clero comune, popolo di Dio) senza paura del tema vero, che è sullo sfondo: il bisogno di una nuova “alfabetizzazione” affettiva della Chiesa. Che va -se vuoi- anche molto al di là del problema della sessualità, che pure è il grande “rimosso” della Chiesa di questo nostro tempo. Nuova alfabetizzazione affettiva significa, per me, innanzitutto effettiva reintegrazione della libertà nel discorso sulla persona. Assumersi il rischio dell’autodeterminazione. Avere il coraggio di limitarsi a gettare un seme, anche se i frutti, forse, neanche li vedremo. Perché crediamo che i frutti li faccia maturare un Altro, con l’aiuto delle nostre mani.
    E poi, significa integrare il discorso sulla condotta sessuale nel discorso sull’affettività della persona, sul suo percorso di crescita emotiva, personale, libera. Cercando di mettere l’energia dell’espressione sessuale degli affetti al servizio della crescita nell’amore.
    Mi farebbe piacere che ne pensi, anche, se vuoi in privato. Scusa per la lunghezza del post, mi hai aiutato a fare ordine in tante emozioni.

  21. 21 anellidifum0 29 marzo 2010 alle 5:29 pm

    AS, Tommaso: la vostra organizzazione si regge sui preti e sul loro assurdo, ridicolo, fuori dalla Natura, celibato.

    Il loro celibato coatto li porta a far sesso con i bambini e i ragazzini che si avvicinano a loro, portati lì dai loro genitori, che sono corresponsabili almeno quanto voi due.

    La vostra pena è cosa buona e giusta, ma sarà utile solo quando sarà condivisa profondamente dalla grande maggioranza anche delle gerarchie. Fate dimettere questo omofobo omosessuale latente che avete come pontefice. Levate il celibato dei preti. Ammettete le donne a dir messa. Eleggetene una a papa. Piantatela di parlare SOLO di morale sessuale, facendola per altro a noi cosiddetti “infedeli”. Allora, solo allora, comincerete ad avere una qualche credibilità. Ci risentiamo fra 200 anni, che dite? :-/

  22. 22 Tc 30 marzo 2010 alle 2:15 pm

    Sciltian, le parole hanno un significato preciso: mi puoi spiegare come un genitore che affida un bambino e un educatore laico siano corresponsabili della pedofilia di un prete?

    La risposta probabilmente è: perchè contribuiscono a tenere in piedi un sistema malato che genera mostri. Certo, ma io sono d’accordo con te. Il celibato sacerdotale riesce ad essere non necessario,superfluo e dannoso allo stesso tempo. E’ una scelta della chiesa che fu dettata da ragioni politico-economiche e che può essere in ogni caso cambiato. Cioè, non hai bisogno di convincermi di questo: chissà perchè nelle chiese protestanti tutto questo non succede. Una donna Papa: ma magari! Come la pastoressa capo delle chiese luterane tedesche, come la moderatrice (notare il termine) dell’unione delle chiese valdesi. Ma magari, una sacerdotessa!

    E visto che una Chiesa organizzata in maniera diversa non solo è possibile ma è anche già esistita, e visto che sono il primo a concordare sia con la tua analisi che con la soluzione che proponi, non mi riconosco nella tua accusa di correità.

    Se dovessi pensarlo (lo scritto non comunica il tono) non è l’alzata di scudi di uno che si è offeso, ma un placido ragionamento.


  1. 1 Fuori | Trentinoweb Trackback su 27 marzo 2010 alle 6:23 am

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




D-Avanti è il Blog di Tc.
Tc sta per Tommaso Caldarelli.
Tommaso Caldarelli sarei io.
E l'immagine di testata è quella storica del blog

Aggeggi

a

Flickr Photos

Ambra

St Paul from Millennium bridge

Tate modern

Valerio is in da Tube

QD0051003

Imperial War Museum, outside

QD0051006

J&F

London

Imperial war museum

Altre foto

marzo: 2010
L M M G V S D
« feb   apr »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 1.911 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: