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Possibilissimo, e non ci avevo pensato. Trovato qui.
“Un decreto legge non può disciplinare nemmeno in via interpretativa il procedimento elettorale regionale perchè si tratta di materia di competenza esclusiva delle Regioni ai sensi del nuovo art. 117 della Costituzione”: è quanto sostiene, in una nota, l’avvocato Gianluigi Pellegrino, legale del Movimento Difesa del Cittadino. “Si tratta – aggiunge il legale – di una ragione di manifesta incostituzionalità del decreto nella parte in cui pretende di incidere sul procedimento per le elezioni regionali in corso. Che la materia del procedimento elettorale per il rinnovo dei consigli regionali, sia di competenza esclusiva del legislatore regionale lo ha già detto la Corte costituzionale sin dal 2003 (sentenza n. 196)”




















immagino che se si dovesse stabilire che era anticostituzionale, questo avverrebbe ormai dopo le elezioni. E poi cosa si fa?
Scenari assolutamente folli: nella peggiore delle ipotesi, si devono annullare le elezioni.
Scenari possibili:
vince il PDL e il decreto decade e sta al PD fare i dovuti ricorsi;
vince il PD e sono loro a sostenere l’incostituzionalità.
Bah
Dobbiamo sperare che non intervenga la Corte Costituzionale. Altrimenti perderemo la fiducia giuridica e in generale la credibilità dell’ultimo organo di garanzia. Se, infatti, la Corte costituzionale dovesse giudicare come costituzionale la legge di conversione del d.l. avremo la dimostrazione che la giurisdizione amministrativa, quella ordinaria, poi la Presdienza della Repubblica, e infine, quella costituzionale, abbiano giustificato, quanto meno ratificato, una scelta politica contro le ragioni della democrazia.
Se invece lo dichiarasse incostituzionale, e quindi decaduto ex tunc si ritornerebbe da capo ma ad elezioni già fatte. E ciò andrebbe a discapito del vincitore delle elezioni, chiunque esso sia. E ciò non è giusto.
Credo che ora si debba finire qui, bisogna fare queste elezioni e basta. Se lo scontro sulle elezioni intaccherà ancora altri organi istituzionali è la fine, non si torna più indietro.
Napolitano per certi versi non poteva fare altro. Sì, è vero, si poteva avere il coraggio di non firmare, ma il coraggio non sta scritto in Costituzione. In Costituzione c’è scritto che il d.l. lo assume sotto la propria responsabilità il Governo, e così, purtroppo, è stato.
Tutte le ragioni costituzionali a difesa dei principi che presiedono i diritti politici (art. 48 Cost., art. 3, art. 2, art. 49 , art. 51 )non possono fare molto. E’ triste ma è così.
In fondo, c’è molto consenso dietro questa scelta del governo. Perchè la politica ormai è una forma di sopravvivienza esisstenziale per molta parte della classe dirigente e proletaria di questo paese. Non fare queste elezioni sarebbe stato come chiudere una fabbrica.
C’è solo una differenza nei termini di questa similitiudine, e cioè che un decreto per Termini Imerese non si fa con la stessa forza della sostanza rispetto alla forma.
è triste, marco, darti pienamente ragione.