Indietro, paese.

Per fortuna non hanno vinto. Sia ben chiaro, io non ho nulla di personale contro Filiberto: ma la vicenda, in questi giorni, mi ha dato da riflettere.

La questione, comunque, ma solo per commentare a questo punto, si articola su due livelli.

Se il paese ha ripescato Filiberto dal giusto abisso dell’eliminazione da Sanremo, ma questo non significa che siam diventati monarchici, allora siamo semplicemente davanti a un caso di pessimo gusto musicale. Trovo la canzone brutta, scialba, una banale rima e/o assonanza baciata, inutilmente provocatoria, storicamente insultante. “Tu non potevi ritornare, pur non avendo fatto niente”: spiace. Ma quando tuo nonno non ha fatto nulla per fermare il fascismo quando poteva, ci sta che qualcuno ce la possa avere con te: tipo quelli che hanno scritto la Costituzione, cioè, tutti noi.

Se però il paese ha sostenuto con convinzione questa patacca canora, e facendo questo intende esprimere apprezzamento per il simpatico biondino dal cognome già sentito, perchè in fondo st’idea del Re un po’ ci piace, allora vuol dire che la china che abbiamo preso è brutta, e in discesa.

Perchè non è la stessa cosa avere un Re o vivere in una Repubblica, non è soltanto una distinzione formale: la Repubblica, bisogna meritarsela. Se uno ha un monarca, c’è problema di meno: quello della scelta del Capo dello Stato. Il regime repubblicano prevede che tutte, ma proprio tutte le cariche pubbliche di direzione derivino dal consenso popolare, che le sostiene, le verifica e le sceglie.
Bisogna essere un popolo maturo per vivere la Repubblica. Bisogna sentire il peso delle scelte. Il Re, sicuro, perpetuo, lassù irraggiungibile, ridurrebbe la difficoltà del nostro compito. Se questa prospettiva ci piace, vuol dire che ci confermiamo un popolo di immaturi a vivere da liberi. Se preferiamo alle libere elezioni l’ereditarietà della carica di vertice supremo dello Stato, solo perchè fa gran figo dire “noi abbiamo il Re”, allora siamo gente vigliacca. E se la nostra coscienza collettiva è così spappolata da percepire come invitante, intrigante, e “in fondo perchè no” il ritorno di chi abbiamo dovuto cacciare a pedate quando ci siamo, finalmente, scelti da soli quale fosse il nostro paese, vuol dire che la strada su cui siamo è senza ritorno.

Per fortuna non ha vinto; se avesse vinto, sarebbero stati guai acidi: sai la retorica? Ma la medaglia d’argento è un segnale comunque allarmante: e preoccupa il fatto che, nei salotti delle nostre case, torme di italiani abbiano alzato il telefono per far restare in gara questa gente, che in un paese con coscienza repubblicana anche minima sarebbe stata invitata velocemente a tornarsene a quell’ippica che gli compete (e a proposito, onore all’orchestra che si è rifiutata di sottostare alla logica del consenso telefonico, virtuale e straccione).

6 Responses to “Indietro, paese.”


  1. 1 juhan 21 febbraio 2010 alle 9:11 am

    Che poi se proprio vogliamo un re possiamo sempre prendere Silvio I, con veline & protezione (in)civile. Anche a Sanremo sarebbe molto meglio, Apicella al posto di Pupo.

  2. 2 alesan 21 febbraio 2010 alle 12:39 pm

    Credo che dovremo aspettare solo un altro anno peer avere anche il duo Silvio-Apicella al Festival… Pupo e il principe torneranno, magari facendo trio con Bocelli stavolta… poi tanto alla fine vince qualcuno della De Filippi…

  3. 3 Gianluca Aiello 21 febbraio 2010 alle 8:04 pm

    Io la metto su un altro piano. Da sempre in Italia le televotazioni sono pilotate a piacere. Lo si sa dai primi tempi dei reality e lo si sa per Sanremo.
    Chi ha voluto questi risultati non sono gli italiani, ma chi ha interessi economici, politici e sociali da questi esiti.

  4. 4 anellidifum0 21 febbraio 2010 alle 10:43 pm

    Sì appunto. Pupo è uno che ha dichiarato di aver pagato 75 milioni di lire per finire 4° a un Sanremo di anni fa, dove finì in effetti 4°. I Savoia con le elezioni hanno da sempre un rapporto ambiguo. Diciamo che stavolta hanno messo insieme i conti correnti di Pupo e di Emanuele Filiberto e hanno comprato qualche centinaio di migliaia di televoti per finire secondi.

  5. 5 ilmetapapero 22 febbraio 2010 alle 11:20 am

    Credo tu sia troppo pessimista: dubito che la gggente sappia chi era Vittorio Emanuele e il suo ruolo nel fascismo.

    Semplicemente la canzoncina era adatta alle loro facolta’ “musicali”. Del resto siamo nel paese di Papi (nel senso di Sarabanda)

  6. 6 Strade di Francia 25 febbraio 2010 alle 12:53 am

    Hei son d’accordo con te su tutta la linea, davvero, meno che su un dettaglio. Dici che la Repubblica va meritata. Non concordo. Io ho vissuto in 5 paesi, di cui 2 erano repubbliche, 2 monarchie ed il quinto una via di mezzo. Sinceramente non so se posso dirti se in Monarchia si vive peggio. Direi proprio di no. Tommaso secondo me quella che va meritata è la democrazia. Quella si. Poi se si voglia la democrazia sotto formato di monarchia costituzionale o repubblica, beh per me sinceramente non fa grande differenza.

    Certo non questa dinastia di bassisimo profilo istituzionale mai e poi mai, visto che per quanto costituzionale sia la monarchia, se ti capita un sovrano tonto non è una bella cosa… non x altro i Belgi son un pochetto preoccupati da Philippe il figlio di Alberto.

    A ridatece er duca d’Aosta!


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