Improvvisarsi critici cinematografici con gli occhiali 3D

In Avatar, il superpolpettone 3D di Cameron, la storia semplicemente non c’è. Nel senso che non c’è nulla di originale, è un intreccio già visto, proprio il solito, insomma. E in più è un calderone infinito di citazioni. C’è un po’ di tutto: Pocahontas (compresa Nonna Salice), Tarzan, Atlantis – L’impero Perduto, Matrix, Il Signore degli Anelli, Guerre Stellari, Balla coi Lupi e simili sugli Indiani d’America, Braveheart, moltissima roba dai videogiochi, e intendo Halo, Prince of Persia, Max Payne, ma soprattutto World of Warcraft – e per chi, come il sottoscritto, ha passato parte della sua adolescenza a spappolarsi il cervello tra Elfi della Notte che diventano animali e vivono a Darnassus in alberi pulsanti e vivi, certe ambientazioni “esotiche” non hanno più l’arma dell’originalità a loro disposizione. Già visto.

Anche i dialoghi non sono esattamente un testo letterario. Machismo soldatesco prevedibile – “trattiamoli male!!”; “voglio un lavoro da marine!”; “hey ragazzi qui è papa al comando!”- lessico tipico da americanata Uzi, che è sempre un evergreen. Certo, ti devi ricordare che quelli in divisa sono “i cattivi” e che i mostri blu con gli uccellacci rapaci sono “i buoni”, ma per il resto si sparano come al solito. A questo proposito anche il messaggio ambientalista che Cameron stesso dice di proporre fa acqua ovunque: e mi spiego.

E’ che manca la catarsi. Ovvero, lo schema è: popolo felice vive in simbiosi con natura-brutto uomo bianco vuole asfaltare tutta natura bella per costruire McDonald’s puzzolenti-popolo felice si incazza e alla fine gli spacca le chiappe-e vincono i buoni. Eh, ma se l’intento era far passare un messaggio un po’ più penetrante di quello che i film Disney riescono benissimo a trasmettere ai bambini (“natura bella; bruciare alberi, brutto”: Bambi, 1942), penso che sarebbe stato necessario far finire male il film. D’altronde è Aristotele a insegnarci che è ciò che finisce male a restarci dentro come esempio; Edipo è nell’errore, dunque muore orribilmente e inevitabilmente: lo spettatore partecipa al suo dolore, esce e si comporta bene. Impara. Qui invece il Popolo (blu) vince, e quindi allo spettatore medio, la quale capacità di elaborazione mentale arriva alle vette di “è tutta naa metafora, perchè l’omo a’a fine sta distruggendo il suo pianeta, così popo nun se po’” – frase autenticamente sentita all’uscita del cinema - è consentito tornarsene a casa con la coscienza pulita: il cattivo americano ha perso ancora, yeah.  Possibilità che abbia capito l’importanza per la sua vita, per il suo pianeta, per il suo futuro anche solo della raccolta differenziata? Secondo me, zero.

Tutti questi aspetti forse negativi cadono però come birilli davanti alla maestosità grafica del film, che è magnifico, roboante, eccessivo, bellissimo, luminoso, totale, superbo. E’ proprio un peccato che lo schermo sia così piccolo.
Questa storia del 3D poi massimizza l’esperienza d’intrattenimento, muovendo un passo in più verso il cinema “totale”, che trasporta fisicamente lo spettatore in un universo nuovo per due-tre ore di zanzare inesistenti che tu provi a scacciare credendole vere. Un abbraccio virtuale che stordisce i sensi e ti da l’illusione di poter toccare, partecipare, esserci. Davvero non un evoluzione di poco conto.

In sintesi, grafica 10, 10 e mezzo, anche 11. Tutto il resto 6: ma la forza del film è che il voto finale è comunque 8, persino 9.

16 Responses to “Improvvisarsi critici cinematografici con gli occhiali 3D”


  1. 1 Piero Iannelli 28 gennaio 2010 alle 3:21 am

    Ciao Tommaso mi permetto il “tu”.. viste le nostre cordiali mail private, e perchè la sento più familiare come discussione.

    Scrivo quindi a braccio senza tante attenzioni e fronzoli.
    Scopiazzando articoli e implementandoli con miei pensieri.

    Dici che :”manca la catarsi”

    E’ vero, ma credo sia voluta questa mancanza.

    Studiata seguendo l’onda “diversa” che si muove controcorrente.
    Magari sbaglio, magari è solo una semplice impressione.

    Ma prendiamo il “cavallo di battaglia” di questo catastrofismo.

    “IL RISCALDAMENTO GLOBALE”, si certamente se ne parla, ma notizie riguardanti mail diciamo compromettenti dei fra i vari sostenitori, intaccano il nocciolo duro.
    Pongono un “DUBBIO”.

    E la vera “catarsi” si può stasera leggere in questo articolo:27/01/2010 – 17.27
    AMBIENTE: BONELLI INIZIA SCIOPERO DELLA FAME CONTRO MANCANZA DI INFORMAZIONE”Stiamo assistendo ad un vero e proprio omicidio in diretta per le grandi questioni ambientali”.

    E’ VERO ? Certo che non mangia è vero.
    Ma stanno allo 0’8% comprensibile il richiamare l’attenzione.

    Ma è anche vero che:
    Trentotto anni fa esatti, circa venti milioni di americani parteciparono al primo Earth Day. La Quinta Strada di New York fu chiusa al traffico per permettere a centomila persone di riunirsi e celebrare l’evento. Più di duemila università interruppero le loro proteste contro la guerra nel Vietnam per manifestare il loro dissenso alla distruzione delle foreste, la crescita della popolazione, l’inquinamento atmosferico.

    Il fumo delle ciminiere, gli scarichi degli aerei, le polveri e il vapore – si diceva – avrebbero coperto la Terra di una coltre tanto spessa da impedire ai raggi del sole di riscaldare a sufficienza il pianeta. A detta di autorevoli scienziati, in trent’anni la temperatura media sarebbe crollata di cinque o anche di dieci gradi, catapultando l’umanità in una nuova era glaciale.

    Questo raffreddamento globale, com’è noto, non si è verificato: anzi, la temperatura pare sia aumentata di un quarto di grado negli ultimi trenta anni e – a leggere le stime dell’IPCC (la commissione internazionale costituita nel 1988 dall’Onu per studiare i cambiamenti climatici in atto) – dovrebbe continuare a salire nei prossimi decenni. Dovrebbe, ma non si può affermarlo con certezza; come rimane qualche dubbio che l’eventuale aumento della temperatura globale abbia come effetto determinante il livello di emissioni antropiche.

    Se la prima edizione dell’Earth Day fu dunque dedicata al global cooling, da qualche anno protagonista dell’evento è il global warming, il suo esatto opposto.

    Un particolare curioso ma poco rassicurante, che testimonia come la questione ambientale sia dominata da un approccio più emotivo che scientifico, un coacervo ideologico fatto di diffidenza per la scienza e la tecnologia, nostalgia per l’autarchia e vagheggiamenti sulla necessità di politiche “denataliste”.
    Anche quest’anno l’Earth Day rischia di promuovere politiche per l’ambiente ispirate a teorie “anti-sviluppiste”, anziché a soluzioni “laiche” che puntino all’innovazione tecnologica, alla crescita economica e che non siano avverse al mercato.
    Mai come in questi ultimi tempi si è palesato il cortocircuito di questo ambientalismo: il massiccio investimento nei biocarburanti “puliti” ha sottratto terra alla produzione per la filiera agro-alimentare, contribuendo all’aumento dei prezzi; l’ostilità preconcetta allo sviluppo degli OGM frena la possibilità di sperimentare nuove vie per un rapido adeguamento dell’offerta alimentare mondiale alla crescita della domanda; in tema di riscaldamento globale, il catastrofismo degli scenari si scontra con la inadeguatezza di molte soluzioni proposte (se è vero quanto ci prospettano, converrebbe puntare su strategie di adattamento del territorio agli effetti del riscaldamento globale piuttosto che perseguire costosissime politiche di mitigazione del clima); in campo energetico, rimane una dichiarata ostilità alla più pulita delle tecnologie, il nucleare. Ridurre nel medio periodo le emissioni inquinanti, su scale locale e globale, è un obiettivo fondamentale, ma le soluzioni adottate devono tenere conto anche delle analisi costi/benefici e della necessità di prefigurare risultati effettivamente conseguibili. Fissare obiettivi irrealistici per acquietare le coscienze non rappresenta mai una buona politica.
    Nel nostro paese, le preoccupazioni dei cittadini sul futuro del pianeta sono state fino ad oggi monopolizzate da minoranze rumorose e aggressive che, in base ad analisi semplicistiche, hanno propugnato soluzioni irrealistiche e hanno trasformato la questione ambientale in una critica pregiudiziale all’industria, alla tecnologia, al mercato. Vale per il riscaldamento globale, ma vale anche per la qualità dell’aria dei centri urbani, il ciclo dei rifiuti, la produzione di energia, la tutela del patrimonio naturale, la sicurezza alimentare.

    Le elezioni hanno portato alla bruciante sconfitta di questo ambientalismo del “No”.
    La conquista di una piena cittadinanza dell’ambientalismo nelle fila dello schieramento liberale, dunque, impone alla nuova maggioranza la responsabilità di realizzare, in chiave locale e in proiezione globale, una politica sull’ambiente alternativa e “laica”.
    Il governo Berlusconi è chiamato a rilanciare come centrali le politiche per l’ambiente, in chiave liberale, sulla scorta delle piattaforme ecologiche che caratterizzano in Europa i programmi dei partiti moderati.
    Si tratta di una sfida culturalmente decisiva ai “teoremi ideologici” della sinistra, a partire da quello che vorrebbe dimostrare, contro ogni evidenza e contro lo stesso buon senso, che “difendere la Terra” significa combattere l’innovazione scientifica, il progresso tecnologico e la modernizzazione produttiva: è vero l’esatto contrario. Benedetto Della Vedova 23 Aprile 2008

    Fortunatamente da parte del Senato Italiano si può aprire una nuova stagione in cui il rapporto tra la politica e la climatologia sarà molto più serio.

    Leggo dal sito del Senato:..

    a) l’Italia e l’Unione europea promuovano la costituzione di un centro d’eccellenza per l’approfondito dibattito scientifico in materia, che conforti o smentisca sulla fondatezza e sulla certezza della teoria del riscaldamento globale causato dall’uomo e sull’efficacia delle misure proposte in seno al Protocollo di Kyoto, in particolare con riferimento al rapporto costi/benefici e che costantemente aggiorni il dato scientifico ed i risultati della ricerca in tema di climatologia

    b) fermo restando l’obiettivo di ridurre la dipendenza energetica dell’Europa da fonti esterne e non rinnovabili e di ridurre gli utilizzi diseconomici dell’energia, l’Unione europea tenga conto degli esiti di tale dibattito nella determinazione della propria politica ambientale ed energetica.

    Lucio Malan, uno dei firmatari della mozione del Popolo delle Libertà sui mutamenti climatici, risponde così:
    “non c’è nessun negazionismo da parte nostra. Semplicemente chiediamo che, in materia, si promuova un approfondito dibattito scientifico senza atteggiamenti dogmatici, cioè l’esatto opposto dell’oscurantismo che Belisario ci addebita. Non neghiamo i cambiamenti climatici – spiega Malan – ma, al contrario, ricordiamo che ci sono sempre stati sul nostro pianeta. Su un punto siamo d’accordo con il senatore dell’Idv: che la strada scelta dall’Unione Europea non permette ripensamenti. Proprio per questo chiediamo che, prima di avviarci definitivamente su di essa, con i suoi costi enormi e la perdita di competitivita’ che comporta, si prendano in considerazione non soltanto le decine di scienziati e le centinaia di politici che la sostengono, ma anche le centinaia che la avversano”.

    Non mi sembra poi così folle da giustificare le IRE del “WWF” e vari accoliti della sinistra democratica.

    Mi leggo”Il catastrofismo climatico è sempre più delirante, contagioso e assolutista. Dal parlamento Italiano arriva un importante segnale di svolta che esalta la scienza”.
    Un lungo articolo da cui estraggo alcune considerazioni interessanti. Ovviamente interviene tutta la “sinistra verde catastrofista” di cui Della Seta Laureato in Storia dei partiti politici dell’ associazione “Legambiente” dichiara: “Quelle della maggioranza sono affermazioni che fanno a pugni con il consenso scientifico e politico maturato in tutta Europa sui mutamenti climatici e danno la misura della marginalità del governo italiano rispetto al modo in cui i principali paesi industrializzati stanno organizzandosi per rispondere alle due crisi che si intrecciano: la crisi economica e la crisi climatica” Pubblicato da peppecaridi su 3, Aprile, 2009

    Della Seta dimentica che negli ultimi trent’anni abbiamo assistito ad un proliferare di catastrofisti mai visto prima:
    “Venezia sarà sommersa entro il 2005
    Dichiaravano alcuni pseudo-scenziati tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90.
    Non ci risulta che il M.O.S.E. sia ancora stato realizzato, comunque anche grazie agli stessi ecologisti.

    “Sparirà la neve dalle nostre stazioni sciistiche, non potremo più praticare il turismo invernale, dimentichiamoci del freddo”
    Nell’inverno 2008/2009, le Alpi hanno raggiunto (e in alcuni casi superato) il record storico di innevamento degli ultimi 120 anni che apparteneva all’inverno 1950/1951.

    “La Sicilia si sta desertificando, diventerà un piccolo Sahara nel cuore del Mediterraneo”: negli ultimi anni in tutta la Sicilia si sono quadruplicate le piogge

    Un anno fa, di questi tempi, sentivamo dire che “durante l’estate i ghiacci del Polo Nord si scioglieranno completamente”.
    Ecco i ghiacci dell’Artico che hanno guadagnato spessore rispetto all’anno precedente.

    E nessuno parlava dell’Antartide, nel Polo Sud, che contemporaneamente raggiungeva il record di massima espansione della superficie ghiacciata.

    John Beddington, secondo cui “tra vent’anni ci sarà la fine del mondo per colpa dei cambiamenti climatici”. Beddington capo dello staff scientifico del governo britannico?

    “fine del turismo nel Mediterraneo a causa dell’avanzata verso nord del deserto del Sahara”?

    Questo allarmismo ha la capacità di contagiare l’opinione pubblica e di esprimersi in forma assolutista, aggredendo coloro che con numeri, dati e ricerche scientifiche, realisticamente valutano la realtà.

    Giampaolo Giuliani, tecnico geofisico ricercatore ai Laboratori nazionali del Gran Sasso da anni sostiene di aver elaborato un metodo in grado di prevedere eventi sismici.
    Giuliani ha scatenato una vera e propria psicosi da terremoto in Abruzzo, tra L’Aquila e Sulmona, prevedendo l’imminenza di un violentissimo fenomeno sismico.

    Ora è indagato per ’procurato allarme’: perchè non si prendono gli stessi provvedimenti per tutti i catastrofisti climatici?
    Procurano allarmi ancor più deleteri, sugellando convinzioni assolutamente false nell’opinione pubblica di tutto il mondo.
    Il catastrofismo climatico ha contagiato anche il nuovo presidente degli Stati Uniti Barack Obama, e anche il Wwf che ha lanciato negli anni scorsi la campagna ’Stop Climate Change. Before it changes you’.

    Nel corso della storia, il clima non è mai stato statico, immobile e piatto. Ben prima della nascita delle industrie, delle bombolette spry e delle emissioni di anidride carbonica da parte degli esseri umani.

    Per la follia del catastrofismo moderno l’uomo non deve interferire nei processi naturali del nostro pianeta, ma intervenire per modificare quelli che sono in atto!

    Il cambiamento climatico non è negabile.
    Sono pochi i dubbi degli scienziati sul fatto che il pianeta si stia riscaldando. Anche se alcuni esperti hanno studiato in modo molto approfondito il rapporto tra l’urbanizzazione delle aree in cui sono presenti stazioni meteo e l’aumento di temperatura, dimostrando che in fondo alcuni dati sono falsati proprio dall’urbanizzazione delle aree territoriali ad esempio New York, dopotutto i dati satellitari, in alta quota sui rilievi, e i radiosondaggi confermano che il pianeta si sta riscaldando.
    Ma non lo sta facendo in modo così esagerato come alcuni strombazzano.

    E non lo sta facendo in modo continuato, ma piuttosto con cicli lenti e graduali intervallati da periodi in cui invece le temperature diminuiscono.
    Dopotutto l’Europa e un pò tutto l’emisfero settentrionale sta venendo fuori dalla famosa P.E.G., la Piccola Era Glaciale che tra 1.500 e 1.800 ha attanagliato, per tre secoli abbondanti, il territorio nel freddo e nella neve.

    E’ quindi normale che venendo fuori da questo tipo di fase climatica, le temperature aumentino.
    Deve essere chiaro che però tutti i cambiamenti climatici sono lenti, graduali, appena percepibili dagli esseri umani considerando la nostra vita media.
    La climatologia, a differenza della meteorologia, è una scienza che analizza quegli stessi parametri meteorologici (temperatura, umidità, venti, precipitazioni ecc. ecc.) però su larga scala geografica e in un ampio lasso temporale.

    Non si possono fare analisi climatologiche fossilizzandosi in analizi provinciali e territoriali, oppure di breve durata.

    Dopo la vergognosa brutta figura di gennaio, l’avrà capito anche Mario Tozzi!

    La domanda da porsi non è tanto, quindi, se le temperature stanno aumentando o meno. Potremmo farlo, perchè comunque neanche quello è scontato, se l’ambiente di discussione fosse più sereno, disteso, scientifico e meno interessato.

    Ma ci sono tanti altri luoghi comuni molto molto più gravi e pesanti da smentire. E allora la domanda da porsi è la seguente: i cambiamenti climatici in atto sono provocati dalle attività umane, o sono naturali?

    Gli scienziati, però, (generalizzazioni e forzature a parte) sanno che la realtà è ben diversa perchè studiano.
    E studiando si scopre che in realtà solo il 2% della superficie terrestre è occupato da insediamenti urbani! Se parlassimo, invece, del volume verremmo a scoprire che gli insediamenti urbani non riescono a superare lo 0,003% del volume del nostro pianeta!

    Chi può pensare che le attività di una così piccola e insignificante forza (l’essere umano) possano dettare i ritmi e i meccanismi dell’intero pianeta ?

    Molti scienziati, infatti, non credono che sia l’uomo a determinare i cambiamenti climatici.

    Basta pensare a quelli che la settimana scorsa si sono rivolti a Omaba: “”Mr President, sul clima ha torto”: 114 scienziati e premi Nobel di 13 nazioni differenti hanno voluto provare a spiegare al nuovo Presidente degli U.S.A. che non è assolutamente scontato che sia l’uomo a determinare i cambiamenti climatici in atto.

    Ma allora cos’è che determina il clima?

    Qui entra in ballo il sole: il sole ha un volume che è un milione, trecento tre mila e ottocento volte più grande di quello della terra e con i propri cicli di macchie solari può determinare il clima terrestre in modo molto più diretto di quanto non possano farlo le attività dell’uomo.

    Recenti studi astronomici hanno dimostrato che negli ultimi due secoli le temperature sono aumentate, così come sulla terra, anche in tutti gli altri pianeti del sistema solare: eppure su Marte, Giove, Venere e Saturno non esistono fabbriche che emettono sostanze nocive.

    Quando scrivevamo dell’assolutismo che appartiene ai catastrofisti climatici, infatti, ci riferivamo ad alcuni casi di “fascismo verde” come quello di George Will. Il fatto che nel mondo scientifico si fanno sempre più forti le teorie sulla scarsa influenza delle attività umane nel determinare i cambiamenti climatici non può che dare fastidio all’ambiente allarmista e catastrofista che delle “colpe” dell’uomo nei rapporti con il clima faceva, e ahimè fa ancora, un cavallo di battaglia quotidiano.

    Così tutti coloro che mettono in evidenza questo tipo di realtà scientifica vengono tacciati d’ignoranza e “oscurantismo”: insultati, offesi e criticati.
    E’ ciò che hanno dovuto subire i 34 firmatari Pdl della mozione poi approvata in Senato: gliene hanno dette di tutti i colori, come si può vedere dalle dure reazioni espresse subito dopo la presentazione della mozione, prima della discussione e del voto in aula, e quelle successive alla votazione.

    Addirittura Roberto Della Seta, (sempre ricordo laureato in Storia dei partiti politici) capogruppo del Pd in Commissione Ambiente al Senato, ha tacciato il Pdl di “un negazionismo ridicolo, più o meno come scrivere nero su bianco in un atto parlamentare che Darwin diceva il falso” dimenticando che ai tempi di Darwin, Galileo Galilei e altri grandi scenziati precursori dello sviluppo culturale contemporaneo, la società li condannava al rogo .

    Oggi la situazione scientifico/culturale, altrettanto bigotta, dogmatica, ignorante e modaiola, sembra identica: senza documentarsi in modo approfondito, le masse seguono i punti di riferimento più alla moda (vedi Al Gore) e come tante pecorelle si convincono di quelle che non sono altro che amene falsità.

    Anche la comunità scientifica Italiana è attiva nella lotta al catastrofismo climatico, a partire da alcuni dei più eminenti e professionali rappresentanti dell’Aeronautica Militare con il ClimateMonitor di Guido Guidi o anche con il nostro Presidente Onorario, Massimo Morico, che in tutti i nostri convegni ha sottolineato l’esagerazione del catastrofismo e l’incertezza sulle responsabilità dell’uomo nella determinazione dell’andamento climatico planetario.

    Se il catastrofismo climatico non ha, comunque, ragione d’esistere e di riscuotere consensi, a maggior ragione visto l’andamento climatico degli ultimi dieci anni ci viene da pensare quanto siano forzate e in mala fede alcune strabilianti “uscite” di fantomatici “esperti” del settore.
    Dal 1998 al 2007, infatti, le temperature del pianeta sono rimaste mediamente stazionarie, secondo le analisi satellitatri della NASA. Addirittura dal dicembre 2007 ad oggi (è quindi ormai quasi un anno e mezzo) stanno lentamente diminuendo.

    Il Protocollo di Kyōto è un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale che è stato sottoscritto nella città giapponese di Kyōto l’11 dicembre 1997, un anno esatto prima che le temperature del pianeta iniziassero a smettere di aumentare e, poi, dal 2007, addirittura a diminuire.
    Un occhio ingenuo potrebbe pensare che se le temperature non stanno più aumentando è merito di quel famoso e discusso protocollo.
    In realtà solo studiandolo si può innanzitutto capire che è entrato in vigore soltanto nel 2005, quando già da 7 anni le temperature non crescevano più, e poi soprattutto dev’essere chiaro che il Protocollo di Kyōto non prevede che ci sia un taglio complessivo delle emissioni di anidride carbonica! Assolutamente!

    La “catarsi” è davanti la “rai” Angelo non mangia..

    Gaia stà un pò inquinata, (su questo non discuto) ma la “FEBBRE” non c’è!

    State tranquilli.

    Cordialmente.

    Piero Iannelli

    pieroiannelli@gmail.com
    N. Cell.: 339’8513962

    P.s. comprendo che il commento è lungo quindi se ritieni di cancellarlo.. Ma se tu non scrivi “scleri”.. figurati io!

  2. 2 alessio 28 gennaio 2010 alle 9:25 am

    ehi, bastava dire io non sono nella fascia media delle persone che hanno capito poco…
    per la relazione sull’ambiente un bell 8…

  3. 3 Gaetano 28 gennaio 2010 alle 1:23 pm

    all’autore del post: il finale buono serve per Avatar 2: il ritorno a Pandora. Nel caso infatti di vittoria degli umani il pianeta sarebbe stato distrutto e la storia finita.

    all’”imbucato”: ok sto tranquillo, non tagliamo le emissioni inquinanti, però poi – quando (e se) il cambiamento climatico avrà prodotto i suoi effetti sull’agricoltura e sulle riserve idriche, potrò venire a mangiare e bere a casa tua? Non è che per caso ci facciamo bastare il sospetto di un probabile disastro ecologico per iniziare a ridurre i consumi di energia di origine fossile? Bruciamo materiale organico per riscaldarci, come gli ominidi nostri progenitori: sarà ora di cambiare e di evolverci?

  4. 4 Piero Iannelli 28 gennaio 2010 alle 2:06 pm

    X Alessio.
    Mi spiace la tua premessa: “Non hai capito niente”..

    E mi spiace per due motivi.
    1″ perchè dovresti apprezzare una voce fuori dal coro, perchè la diversità stimola la discussione e propone aspetti magari invisibili a chi parla solo con “pensatori” allineati al propio pensiero.
    2″ Perchè non spieghi “cosa” non ho capito..

    X Gaetano.. Apprezzo l’ “IMBUCATO”…
    Lo sento come un benevolo : “Ok ci sei anche tu.. ”

    E’ vero sono “alieno” ma almeno mi “considera”.. e questa è la premessa giusta per una discussione ragionevole e proficua.

    Con tutti invece mi scuso della chilometrica risposta, ma considerate anche un particolare importante.

    Srivere: Si hai ragione.. condivido quello che dici.

    Basta meno di una riga.

    Dissentire è ben più complicato, devi argomentare, spiegare.. analizzare, amalgamare. E concludere.

    Comunque su ogni mia affermazione, sono a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

    E concludo con una semplice preghiera.

    Cercate con google: ” riscaldamento globale mail ”
    Cercate con google: ” wwf massoneria ”

    Su una cosa credo invece ci troviamo universalmente daccordo: “COMBATTERE L’INQUINAMENTO”

    Metalli pesanti, uranio impoverito, diossine varie, cromo esavalente..

    Ma con l’anidride carbonica non ci “azzeccano” niente, la stessa infatti non inquina come vorrebbero far credere, non incide sul riscaldamento.. e ben più alti valori ci furono in passato prima dell’industrializzazione.

    La nostra cara Terra, fù ben più calda di ora, ben più fredda, con molta più co2..

    Basta con questo catastrofismo.

    INQUINAMENTO.

    Questo è a mio avviso il problema.

    Grazie Tommaso per lo spazio!

    Cordialmente.

    Piero Iannelli

    pieroiannelli@gmail.com
    N.Cell.:339’8513962

  5. 5 Tc 28 gennaio 2010 alle 2:54 pm

    Piero, non ho cancellato il tuo primo commento perchè aveva già delle risposte e non mi sembrava giusto nei confronti degli altri. Te lo ripeto, questo è uno spazio per commenti, non per post propri. Sei il benvenuto qui, con la clausola di moderare i toni, ma t’invito nuovamente, se hai bisogno di tanto spazio, ad aprire un blog tuo dove scrivere quel che ti pare e lungo quanto ti pare.

  6. 6 Pernacchia 28 gennaio 2010 alle 3:00 pm

    Rispondo prima al critico. Penso che dopo la morte di Beniamino Placido e di Kezich, noi possiamo davvero sperare in te. Mi sono ammazzato dalle risate. e ho visto una lucida analisi della trama e degli elementi strutturali del film. davvero. Però su una cosa hai peccato tanto quanto Cameron. Ti sei stupito di chi vuole stupire con cose fatte e rifatte. Ma allora io mi stupisco di te che ti stupisci. Cosa ti aspettavi? La filmografia americana, o multinazionale, se non copia Sergio Leone, (vedi Tarantino) o non chiama proprio registi italiani, non va avanti. Non voglio generalizzare ma in fondo è così. E guarda che il 3d, nella società dell’immagine è come lo ‘spioncino della porta del cesso’ nella commedia all’italiana, Un cult. L’idea è spostare dal contenuto al contenitore. Tu sei tra i pochi che ho sentito che hanno criticato avatar proprio sul fatto che le immagini sono una bomba ma ‘Bamby’ in confronto è più impegnativo e commovente. Purtroppo caro compagno siamo rimasti in pochi ad auspicare film dove non ci sono né buoni né cattivi. Comunque una grande recenzione da Rivista. Complimenti
    Per il ‘compagno’ Iannelli, che mi permetto qui di chiamare Piero, così si sente inserito nella nostra comunità costituzionale e progressista, dico che sono felice dei progressi che fa. Sulla lunghezza dobbiamo ancora migliorare, ma sul contenuto facciamo passi da gigante. E pensa nemmeno l’ho letto tutto il tuo commento. Tra oggi e domani dovrei farcela.
    Oltre questo spunto ironico che un goliardico come te saprà certamente accettare, convengo con te che più voci ci sono e meglio è basta che siano argomentate e motivate.
    Per il resto tieni un posticino a casa tua anche per me, perchè se continuano a vendere cocomeri a gennaio la situazione non migliorerà.

  7. 7 Piero Iannelli 28 gennaio 2010 alle 4:05 pm

    Imbarazzato………….
    Rispondo.
    Tommaso veramente ti ho chiesto di cancellare il mio post, se lo ritenevi troppo lungo o fuori posto.
    Tutto vorrei fuorchè infastidire o creare zizzania.
    Ti prego di credermi.
    Giustamente avrei milioni di posti dove postare i miei commenti senza critiche.
    Ma che scopo avrebbe?
    Per i toni, ovviamente la responsabilità è precipua mia, peraltro ad ogni mio commento manca solo la carta di identità.. Sai che ho ben altri pensieri nella mia posta…

    Facciamo così,eventualmente ti posterò i commenti sulla tua mail privata. Se lo riterrai opportuno li inserirai, alrimenti pace.. Niente da obiettare.

    Questo spazio è tuo, e voglio restare gradito ospite.

    Non certo un idiota provocatore.

    Veramente è l’ultima cosa a cui aspiro.

    Sono forse un “FASCISTA” strano..

    Che vuoi farci, ti è capitata sta “disgrazia”..

    A Pernacchia.. “e lo dico sorridendo ” a cui spero di offrire presto una birra.

    Ha lasciato il suo n. di cell. mostrando chi è, dandosi un volto. E’ una cosa che ho apprezzato molto.

    Conclude con: “convengo con te che più voci ci sono e meglio è basta che siano argomentate e motivate…”

    I passi li ha fatti anche lui.. da gigante.

    Comunisti.. fascisti.. bianchi neri a pallini.
    Facciamola finita con sta tarantella.

    Dobbiamo parlare fra noi, l’uranio impoverito avvelena tutti e non ti chiede la tessera del partito.

    Ora mi fermo……… COMMENTI BREVI!.. “recepito”.

  8. 8 Pernacchia 28 gennaio 2010 alle 6:06 pm

    ti sei dimenticato: ‘rosso di sera bel tempo si spera’ e ‘tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino’.

    …sempre con la solita simpatia…

  9. 9 Mah 28 gennaio 2010 alle 8:00 pm

    A Iannelli, ma come cazzo stai?
    Fatte ‘na vita

  10. 10 Piero Iannelli 29 gennaio 2010 alle 6:00 pm

    Se cerchi iannelli piuma vedrai che costruivo moto..
    Peraltro prese come punto di riferimento nel settore..

    Correvo in moto.. 7 brevetti in meccanica applicata.

    Sci.. sub.. da vari anni volo in parapendio.

    Sono ora entrato in politica..se cerchi con google il mio nome vedrai. che sono:
    Seg. per XI Municipio per “LA DESTRA”.

    Qui all XI siamo combinati male, con Andrea Catarci, e non ti posso spiegare i motivi per problemi di spazio, ma se mi invii un ind. mail ti spiego..

    Ciao a tutti!

    pieroiannelli@gmail.com
    N.Cell.:339’8513962

  11. 11 Mah 29 gennaio 2010 alle 6:37 pm

    Sì, ma il punto è “sticazzi”

  12. 12 Fabrizio 29 gennaio 2010 alle 7:06 pm

    Wall Of Text critically hits Fabrizio for 3874354 in the face :)

    La questione ambientalistica è troppo complessa, mi limito a qualche parola sul film.

    porc… ho scritto un muro di testo anche io.

    Sintetizzo.
    Graficamente bello ok, ma il resto è una cagata. TUTTO il resto, dall’accuratezza tecnico-scientifica (“hard SciFi” se volete), ai dialoghi, fino al PANCALE di fottuto stucco esplosivo da recapitare come se si trattasse di una spedizione della FedEX !

  13. 13 Gianluca Aiello 29 gennaio 2010 alle 11:54 pm

    Considerazioni interessanti. Cercherò di ricordarmele se mai andrò vederlo.

  14. 14 Leandra 29 luglio 2013 alle 9:31 pm

    I visited multiple websites however the audio feature for audio songs existing at
    this web page is genuinely superb.

  15. 15 free stuff Android 24 settembre 2013 alle 2:03 pm

    It’s very trouble-free to find out any matter on web as compared to
    books, as I found this paragraph at this web site.


  1. 1 Improvvisarsi critici cinematografici a priori « D-Avanti Trackback su 3 aprile 2011 alle 10:45 am

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