[ per Giornalettismo]
“Si allunga il fascicolo su Berlusconi”: così i siti internet di alcune testate nazionali riportano la notizia secondo la quale il Consiglio Superiore della Magistratura avrebbe acquisito agli atti la rassegna stampa di oggi, in cui è riportata l’ardita equiparazione pronunciata proprio ieri dal Premier. “L’aggressione di certi pubblici ministeri”aveva detto Berlusconi ”è peggio di quella di Tartaglia in piazza del Duomo”. Apprendiamo, dunque, che esisterebbe, presso Palazzo dei Marescialli, un “fascicolo Berlusconi”, in cui sarebbero raccolti oltre alle dichiarazioni di ieri altri interventi ingiuriosi contro la magistratura, risalenti a settembre e ottobre. Il CSM si riserva ora di inviare l’intera documentazione alla plenaria “per un giudizio complessivo”. Capito tutto? Dieci punti a chi trova l’errore.
Va bene, ve lo dico io: che titolo ha il Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo di autogoverno del potere Giudiziario, per acquisire degli atti che formano un fascicolo a carico di terzi? Nessuno. Le attribuzioni del CSM sono costituzionalmente precisate: esso, secondo la lettera dell’articolo 105 della Costituzione, si occupa delle “assunzioni, assegnazioni e trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati”. A queste strette attribuzioni, il CSM nel corso della sua storia ha aggiunto altre competenze, quali le famose “pratiche a tutela”, mediante le quali appunto il Consiglio interviene “a tutela della indipendenza e del prestigio della magistratura e dei magistrati oggetto di denigrazione”, affermando “la necessità politica e sociale che la critica[…]non sia denigrazione ed intimidazione dei giudici”: così ricorda una risoluzione del Consiglio riguardo proprio l’istituto della pratica a tutela.
Il problema è che questo potere il CSM se lo è auto-attribuito, non essendogli assegnato da nessuna fonte: in Costituzione, dove dovremmo rintracciarlo, non si trova. E sebbene, stiracchiando un po’ la nozione di “autotutela”, lo si potrebbe anche ritenere accettabile, tuttavia esso rimane lettera morta, non avendo il Consiglio nessun reale metodo per far seguire, eventualmente, i fatti alle parole. Ed è così che il CSM finisce per essere inevitabilmente esposto ad accuse di “politicizzazione”, siccome è concretamente in grado di alzare un putiferio a suo piacimento se ravvisa, in modo del tutto a-giuridico (non c’è nessuna legge a regolare questo procedimento), un qualsiasi attacco alla magistratura, senza poi poter neanche emettere una precisa sentenza a carico di chicchessia.
Sia ben chiaro: i continui attacchi del Presidente del Consiglio all’indipendenza dei magistrati sono irrituali e pericolosi per il corretto funzionamento del sistema costituzionale. Ma il CSM deve rimanere vincolato ai suoi compiti, che sono essenzialmente amministrativi, non giurisdizionali e meno che mai politici: come tempo fa ricordava Bruno Tinti, che non è propriamente un deputato del PDL, per capirci, “non c’è dubbio che il prendere posizione in contrasti tra uffici giudiziari o singoli magistrati e questo o quel partito o uomo politico comporti scelte che sono o possono essere interpretate come politiche. Il che, per la giustizia è una cosa terribile”.
Non dovrebbe provvedere il CSM alla difesa “politica” della Magistratura, perché non è quello il suo compito: il CSM è un’istituzione, e come tale è vincolata alle sue attribuzioni. Se lo fa, scende in campo e diventa parte della perversa e surreale guerra di una parte dello Stato contro un’altra. Dovrebbe essere un’altra entità a difendere la magistratura da attacchi delegittimanti: parlo dell’ANM, che è un sindacato e dunque ha titolo per rispondere politicamente. Dovrebbe farlo l’ANM, se funzionasse, se non fosse divorata dai giochi interni delle correnti politiche; dovrebbe, e non lo fa, perché non funziona. Ma questa è un’altra storia.




















benissimo, anche se, appunto, hai copiato il compitino da bruno tinti.
ma se ti dicono che il tuo blog è uno strumento di aggressione peggiore di una miniatura del duomo, tu che fai?
grazie per “il compitino”. è sempre piacevole leggere insinuazioni.
se mi dicono che il mio blog è uno strumento di aggressione, li lascio dire: c’è libertà di pensiero e il mio blog non aggredisce nessuno.
mario sei un coglione
Provo a trovare una spiegazione formale a quella ‘autotutela’ che si è dato il Csm, premsso che la sostanza di ciò che dici è verissima: Chi è il presidente del Csm? Credo che la risposta a questa domanda può giustificare l’adozione di misure che, non solo oggi, servono ad evitare una confusione tra gli attacchi delle politica alla magistratura – sbagliati ma ci stanno – e il rispetto della carica di garanzia. In una società politicizzata e senza ideologie purtroppo la lotta la fanno i magistrati…comunque condivido i tuoi dubbi sull’opportunità politica di fascicoli e fascicoletti…ma il dato formale resta. è uno scudo di gomma? sì, ma noi abbiamo frecce di carta.