Abuso porta abuso

In Italia di Internet si abusa. E se ne abusa per due motivi: perchè non si sa come funziona, e perchè c’è una cultura del diritto da paese del terzo mondo.

Il primo dei due motivi è stato sufficientemente analizzato nelle pagine dei giornali e sui blog, in questi giorni: parlare di lotta contro l’anonimato su Internet è un’idiozia. Su Internet non c’è niente di anonimo, ma non da oggi, non da ieri, da sempre, dal Trumpet Winsock in poi. L’IP dell’utente è sempre rintracciabile, ed è rintracciabile con modi molto facili e veloci: il che porta all’identificazione del computer da cui si opera, con restringimento delle ipotesi di colpevolezza, al massimo, al nucleo familiare. Si ricordino le lotte storiche di Colombo-BT contro la cancellazione, gli spostamenti di server in Repubblica Ceca o in altri paradisi ritenuti sicuri (misure inutili, ti sgamano comunque): noi, sul P2P, sull’anonimato in Internet e sul caso Napster ci facevamo i corsi alle autogestioni scolastiche, cinque anni fa. E valga come esempio la considerazione di buon senso per cui, se qualcuno dei presenti intendesse darsi alla ricettazione monetaria, certo non procederebbe mediante carta di credito. Sarà assurdo, ma la concretezza fisica dei beni riesce ancora ad essere occultata; la virtualità irreale della telematica è sempre stata certa, rintracciabile, palese.

E’ probabilmente non conoscendo tutto questo che ci si ritiene sicuri nel darsi alla pazza gioia su Internet, improvvisandosi shouters di qualsiasi opinione, anche della più becera, convinti di avere sempre a disposizione un martello in un negozio di cristalleria privato e buio, di cui nessuno ha mai saputo niente e di cui niente mai si saprà. Si dice, sempre in questi giorni, che le regole per reprimere gli abusi già ci sono, ed è molto vero. Solo che la maggioranza degli utenti a malapena sa come funziona il mezzo, figurarsi se tiene in un qualche conto gli strumenti di controllo: un comportamento dilettantistico da ladro che non bada al circuito chiuso mentre rapina bellamente una banca.

Epperò il punto non è mai la repressione. Il punto non può essere l’aspettare che la violenza della legge e della repressione armata limitino uno spazio di libertà altrimenti ineguagliabile. E’ vero sempre, e stavolta è forse più evidente che in altri casi, che non appariamo certo in grado di gestirci le nostre libertà se, appena la maestra esce dalla classe, ci mettiamo tutti a scrivere sui muri. Io non ho bisogno che una legge mi dica di non uccidere per non farlo. Perchè non è che, automaticamente, tutto ciò che non mi è vietato, allora mi è permesso: questa è una concezione del diritto anglosassone che, nel loro sistema giuridico, finisce per essere vera (e comunque non sempre) a condizioni diverse dalle nostre – ovvero: si, si, fai pure, ma poi andiamo dal giudice, e se hai sgarrato paghi.

L’unica strada sta nella auto-responsabilizzazione degli utenti del web, che passa necessariamente da quel minimo di educazione tecnologica al mezzo necessaria per usarlo. Abbiamo davvero bisogno di abusarne, tanto da costringere chi di Internet non ha mai capito niente ad emanare strumenti repressivi? E smettiamola, no?
E dico, non volendo innalzarmi a niente, che questa è la strada che questo blog ha provato a prendere fin dall’inizio. Su questo blog c’è la firma in alto a destra, e il tenutario cerca di mettere in evidenza quelli che sono fatti per i fatti che sono, e quelle che sono opinioni cercando evidenziatori i più brillanti possibili per sottolineare l’incertezza e l’opinabilità dei passi in questione. Perchè non c’è modo, sulla rete, di nascondere niente, e quindi è meglio non avere niente da nascondere.

E perchè invocare uno spazio di libertà senza prendersi la conseguente responsabilità, e per cui presumere, sotto sotto, che Internet debba essere (rimanere?) l’isola di Tortuga dove non c’è legge, non porterà, secondo me, da nessuna parte e, di più, non sarebbe giusto.

4 Responses to “Abuso porta abuso”


  1. 1 mario 16 dicembre 2009 alle 8:39 pm

    ssai quale è il problema? che quelli che ci governano vogliono creare una tortuga, ma solo per loro.

  2. 2 Ipazia Sognatrice 16 dicembre 2009 alle 11:36 pm

    Cinque anni fa alle autogestioni parlavate di P2P, Napster, ecc? Ma andare a giocare a carte in aula magna come tutti, no? :-)
    Scherzi a parte, io penso che non sia un problema che la gente non sa che in internet non esista l’anonimato. Semplicemente, pensa che la vita in internet NON ESISTA! Altrimenti, non si metterebbe su un social network con nome e cognome belli in vista a compiere delle cose che, oltre ad essere di cattivo gusto, sono dei veri e propri abusi!

  3. 3 Tc 16 dicembre 2009 alle 11:55 pm

    vero anche questo, ma rientra in quel che dicevo, no? nella totale diseducazione di questo paese ad Internet come mezzo, per cui lo si ritiene una dimensione parallela onirica dove tutto è permesso.

    (In aula magna si proiettavano i film. Uno dei corsi più seguiti era la proiezione degli spettacoli di Beppe Grillo (era prima che diventasse dannosamente agitapopolo), e quella volta uno che giocava a carte e faceva casino fu costretto ad andarsene dall’aula magna per gli insulti che si prese, sull’onda del dissenso popolare. Eravamo una scuola fica. :) )

  4. 4 Ipazia Sognatrice 17 dicembre 2009 alle 12:17 am

    Ah, mica ti davo torto, infatti. E che la gente non sappia usare internet (nemmeno io, eh) è un pilastro su cui mi trovi d’accordo fino in fondo.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




D-Avanti è il Blog di Tc.
Tc sta per Tommaso Caldarelli.
Tommaso Caldarelli sarei io.
E l'immagine di testata è quella storica del blog

Aggeggi

a

Flickr Photos

Ambra

St Paul from Millennium bridge

Tate modern

Valerio is in da Tube

QD0051003

Imperial War Museum, outside

QD0051006

J&F

London

Imperial war museum

Altre foto

dicembre: 2009
L M M G V S D
« nov   gen »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 1.911 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: