
Ok, adesso che la cosa è saltata fuori, vi racconto qualcosina.
Io alla presentazione del libro di Fini al Parco dei Principi c’ero, per motivi di lavoro – vedrete a breve, credo.
La gente era tanta, soggetti variegati ed eterogenei; la cosa che mi stupì fu che i “seguaci” del Presidente della Camera apparivano come (sono?) persone distinte, dal volto rispettabile e discreto. Media borghesia, gente normale: non picchiatori squadristi della primissima ora, dal volto trucido e lo sguardo cattivo. Insomma, se è vero che sono le idee a radunare le persone, le idee di Fini sono nettamente diverse dallo stereotipo della destra italiana. Stereotipo, sottolineo.
Davanti a me due avventori discorrevano. “Ma secondo te, l’ha scritto lui?”, dice uno. L’altro esplode a ridere, per cinque minuti buoni; al termine, “non scherzare: l’ha scritto Alessandro Campi, credo.”
Così, per la cronaca.




















Quel verme di Veneziani stavolta mi ha fatto ridere.
Mah! Sarà anche una destra non stereotipata ma è comunque per il nano improcessabile.