L’incerto legge le mozioni / 03

Serve una premessa prima della Mozione Marino. Visto che conosco molti supporter della stessa, e molti di essi sanno dove abito, dirò che l’ho letta con molta attenzione e che mi è piaciuta. Però vediamo meglio quel che c’è da vedere.

Eolico di alta quota

La Mozione è articolata in un preambolo in cui si descrivono punti di forza e bellezze dell’Italia, e le sfide che ha davanti; si passa poi alla parte che descrive l’idea di partito, con 1,2,3,4…36 frasi che iniziano con “Un partito” – scelta secondo me discutibile, la lettura si appesantisce davvero in questo modo e diventa ripetitiva. Successivamente ci sono le cinque parole chiave per impostare le politiche future, diverse dalle cinque parole franceschiniane : Apertura, Coraggio, Merito, Protezione, Libertà.
Al che inizia una specie di saggio, articolato in sedici paragrafi, in cui si cerca di sintetizzare l’intero impianto della mozione, che si conclude con le “Schede Tematiche”, ovvero una schematizzazione in frasi divise per aree, titolate, delle proposte contenute nel saggio che costituisce il core della proposta. Insomma, laddove il corpo della mozione cerca di dare un filo unitario al discorso, le “tesi” finali cercano di suddividere la trattazione per temi.

Temi che sono innovativi. Diversamente dalla mozione Bersani, che ragionava su temi attuali, qui il discorso si sposta avanti in modo rilevante: “eolico di alta quota, solare a concentrazione, biomasse, geotermico di terza generazione”. Interessante la parte sull’immigrazione, con la valida tesi che il rifiuto dell’immigrazione porti danni ai cittadini italiani prima di tutto, in termini di pericolo e disagio sociale – eh, non è una genialata, ma nelle altre mozioni non c’è mica. Mi sarei aspettato invece un corpus molto piu approfondito sui temi della ricerca e dell’istruzione. Intendiamoci, la questione è trattata, forse anche meglio qui che nelle altre mozioni (anche se bisognerebbe spiegare che si intende con, tipo, “una scuola flessibile”), ma pensavo di trovare pagine e pagine sul tema, vista la storia di Marino e il background e le persone che lo supportano: e invece la proposta organica della mozione si trova in penultima pagina delle Schede Tematiche. Le politiche del lavoro si conformano alla flexsecurity, di cui io non sono un esperto, ma so che è in corso un dibattito su quale flexsecurity costruire: comunque anche qui la mozione non delude. In ultimo, wow, c’è scritto“digital divide”, ora nevica.

Riguardo al partito, si propongono le “doparie”, nome che significa consultazioni a posteriori degli iscritti per valutare l’efficacia degli eletti. Il nome è da cambiare, è buffo e non si capisce cosa voglia dire, ti devi ricordare che è il contrario di primarie. Anche nel merito, mi chiedo che effetto e che normativa possano avere delle consultazioni interne per giudicare gli eletti del partito. Tema comunque da approfondire.

Mi dispiace, se sei figlia della solita illusione e se fai

Confusione. Si capisce, leggendo, che il testo è la somma di contributi individuali spesso sovrapposti. Anche fisicamente è divisa in più documenti: il preambolo, il partito, le parole chiave, il testo, le schede tematiche. Tutto questo contribuisce a dare una impressione di dispersività mentre si legge. Soprattutto se cerchi i punti chiave, leggi un testo in cui, se ti accorgi che manca qualcosa, spesso non ti ricordi se l’avevi già letto prima, o se forse devi aspettare le schede finali per trovarlo.
In generale la mozione indica un nuovo orizzonte culturale per il paese, quello di portare l’Italia verso standard anglosassoni. Sui temi dei diritti civili, sulla tre-volte-santa insistenza nell’invocare misure di accountability nella pubblica amministrazione, nella politica, nella magistratura, nell’informazione, nella ricerca, in tutto. E’ un discorso complicato perchè coinvolge un modo di vivere più civile a cui, purtroppo, noi non siamo abituati, e la mozione riesce a spiegarlo in maniera abbastanza chiara.

Non sempre invece la mozione è operativa, non sempre cioè riesce a prendere ciò che pensa e dire: ok, si fa così e così. A volte si, ci sono dei piani d’azione proposti, come ad esempio nella parte ambientale (una delle migliori) in cui per l’immediato si propongono tasse sulle emissioni ed incentivi, e per il futuro la corsa alle tecnologie di terza e quarta generazione. In molte altre parti ci si limita invece al principio: dimostrazione, ancora una volta, che le mani sopra di essa sono state tante. O almeno così pare a me.

Il giurista fantasma

Discorso a parte meritano alcune parti della mozione in cui è evidente l’inserimento di un autore diverso. Anche il font cambia, non so se siano banali errori di stampa, ma fatto sta che per i temi riguardanti l’ordinamento giudiziario scrive qualcuno che sa davvero il fatto suo. Paragrafo 14: riformare il sistema della giustizia civile è una cosa che andrebbe fatta domani e che nelle altre mozioni non è neanche accennata, “particolarmente nella fase esecutiva”. Al sud, è la mafia che si occupa di escutere le ipoteche, chissà, potremmo rendercene conto un giorno. Parlare seriamente dell’organizzazione dei tribunali, dei fondi alle cancellerie, dei computer da comprare nei tribunali, “ripensare l’impostazione su tre gradi di giudizio e quindi globalmente il ruolo della Corte di Cassazione” (gulp!): queste sono cose che qualcuno doveva mettere per iscritto esattamente in questo modo. Vengono indicate le esatte leggi a cui mettere mano, ipotesi di riforma del CSM, viene ripresa l’impostazione della Legge La Torre sulle sanzioni patrimoniali alla criminalità organizzata. Davvero, questa parte giuridica è fatta veramente bene. Non so chi sia stato a scriverla, ma presentatecelo che merita un supplì.

Voto disgiunto

In generale la mozione è completa, ma complessa; molto innovativa, ma per questo (rare) volte poco attuale; corretta, ma non sempre concreta. Io dico 7 1/2 per la mozione e 9 per la parte giuridica. Se volete fare una media, fatela.

9 Responses to “L’incerto legge le mozioni / 03”


  1. 2 mario 25 settembre 2009 alle 1:48 pm

    doparie assomiglia troppo a doping

  2. 3 Doparie Dopoleprimarie 25 settembre 2009 alle 2:09 pm

    Il termine “doparie” può ovviamente non piacere, ma ha alla base una sua emozionalità (emotività/razionalità). maggiori informazioni su: http://laral.istc.cnr.it/rcalabretta/pensatoio/doparie_cosa_sono.html

    Marino le ha interpretate a modo suo, e questo è insito nel progetto scientifico delle doparie: la soggettività e l’auto-organizzazione. grazie a voi per le critiche e per i suggerimenti.

    Cari saluti, Raffaele Calabretta, ideatore delle doparie

    P.S.:intervista sulle doparie su RAI Tre

  3. 4 Tc 25 settembre 2009 alle 2:21 pm

    infatti discutevo solo il nome.

  4. 5 guizzomediatico 25 settembre 2009 alle 5:53 pm

    grazie dei commenti alle mozioni,
    per noi che siamo stati troppo pigri per leggerle sono state utilissime

    ciao
    guido

  5. 6 claudio 26 settembre 2009 alle 3:39 pm

    Si, ma il risultato del tuo circolo?

  6. 7 Anonimo 26 settembre 2009 alle 6:06 pm

    Caro TC, incollo un pezzo dalle FAQ (domande frequenti) sulle doparie (spero non sia troppo lungo). grazie.

    PERCHE’ DOPARIE, QUESTO STRANO NOME?
    (Hanno un nome buffo e sembrano strampalate, ma promuovono la diversità, la creatività, l’innovazione)

    Doparie è una parola che richiama tutta una serie di valori positivi, a partire dall’ironia popolaresca che storpia i nomi e li adatta alla vita di ogni giorno:

    – si collega al termine primarie, ma si fanno dopo le elezioni per prendere decisioni politiche, evitando lo scollamento post-elettorale;
    – fa venire in mente il fenomeno del doping, però si tratta di doping benefico: come il movimento del corpo fa bene al cervello, così i movimenti della società civile e la partecipazione democratica possono aiutare i partiti a fare opposizione o a governare.

    Le doparie, già a partire del loro buffo nome, possono scatenare facilmente un sorrisetto ironico. Va bene: è un’emozione positiva. Alla quale bisogna poi aggiunge conoscenza, scientifica ed esperenziale dei cittadini. L’ingegnere di Scienze della Gestione Aziendale della Stanford University Robert Sutton suggerisce di pensare qualcosa di ridicolo e impraticabile e di realizzarlo…

    A una analisi superficiale, le doparie sembrano ridicole, sgangherate e piene di difetti. In realtà, scaturiscono dall’interazione inedita tra l’interdisciplinare capitale conoscitivo delle scienze della felicità e il reticolare capitale sociale delle più feconde esperienze dei movimenti culturali italiani e internazionali. Perché questo possa accadere, è innanzi tutto necessario incrementare le occasioni di frequentazione e interazione sociale (che secondo l’Istat stanno diminuendo paurosamente; è il cosiddetto capitale sociale, fondamentale per la democrazia)…

    Doparie è una parola che è anche un “frame”, un costrutto concettuale mentale che richiama tutta una serie di valori positivi. E’ un neologismo, non una parola consumata dall’uso, che fonde parole importanti per il passato della democrazia, e ci prepara flessibilmente al futuro. Richiama parole chiave come: cittadinanza, partecipazione, condivisione, relazione, interazione, discussione, libertà, confronto, solidarietà, creatività, innovazione, approfondimento, responsabilità, onestà, cooperazione, prosperità, comunicazione aperta, fiducia, comunità, protezione, convivenza civile, internalizzazione-rispecchiamento delle diversità, auto-organizzazione benessere, curiosità, gioco, realizzazione personale, felicità…

  7. 8 Alessandro 1 ottobre 2009 alle 8:05 pm

    ciao tommaso,ho scoperto il tuo blog di recente e devo dire che è davvero interessante, se non altro per come tu, studente di Giurisprudenza come me, affronti temi di attualità in modo così competente ma semplice, prendendoci praticamente sempre. Siccome sono promotore della mozione Marino nella provincia di Rovigo ho avuto modo di conoscere il candidato Segretario Regionale del Veneto, il sen. Felice Casson e parlandoci mi sembra di aver capito che della parte Giustizia si sia occupato proprio lui, ex magistrato (tra l’altro anche abbastanza noto).

  8. 9 lucioscarpa 8 ottobre 2009 alle 10:33 pm

    la parte che tanto ti è piaciuta l’ha scritta felice casson, non so se in compagnia di qualcuno o solo soletto…


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