Archivio per agosto 2009

Pilastri del diritto

“Hai il diritto di rimanere in silenzio”, si sente dire agli arrestati nei film americani: ed è proprio così che funziona. La frase saccente latina (altrimenti detta brocardo) recita :Actor non probante, reus absolvitur, ovvero se il denunciante non prova ciò che sostiene, l’imputato sia assolto.

Questo è un vero (davvero, eh) pilastro del diritto e stabilisce un principio di civiltà, figlio del buon senso, che tutti dovremmo tenerci stretti: se io vado in giro a dire che tu sei un ladro, non sei tu a dover dimostrare di non esserlo, sono io che devo avere le prove in mano per sostenere quel che dico. Sennò sono un cialtrone.

E’ per questo motivo, volendo rimanere sulla superficie della questione, che l’azione legale intentata dal Ghedini avv.Nicolò in nome e per conto di Berlusconi Silvio, non mi persuade.

La parte che si ritiene lesa infatti lamenta che le famose 10 domande di Repubblica sarebbero “palesemente diffamatorie” perché “il lettore è indotto a pensare che la proposizione formulata non sia interrogativa, bensì affermativa ed è spinto a recepire come circostanze vere, realtà di fatto inesistenti”.

Solo che l’avverbio palesemente è tutto da dimostrare. Se voi foste il giudice – si, la settimana enigimstica, esatto – dicevo se voi foste il giudice, e arrivasse un tale strillando che lui è palesemente diffamato, che fareste? Io chiederei al tale di indicarmi dove, come il soggetto è stato leso nel proprio onore.

Mi verrebbe probabilmente risposto che, appunto, il lettore è indotto a pensare che la proposizione formulata non sia interrogativa, bensì affermativa ed è spinto a recepire come circostanze vere, realtà di fatto inesistenti. Ma in questo passaggio di elementi da dimostrare ce ne sono ben due: uno, dimostrate che è automatico che le domande vengano percepite come affermazioni, due, dimostrate che le realtà di fatto sono inesistenti – considerando, fra l’altro, le molte cose che Berlusconi ha ammesso (non sono un santo, eccetera).

Tralasciamo poi la banale domanda: come può essere diffamatorio chiedere qualcosa? Chiedere insistentemente sarà fastidioso, ma addirittura il danno all’onore di una persona… Si è liberi di non rispondere; ma non si può impedire a chicchessia di fare domande.

Perchè il giornalista non è mica Potenzinterra che Diocomanda: è solo un professionista che fa della libera espressione del pensiero il proprio mestiere. Dire che un giornalista non può piu fare le domande che vuole ogni volta che vuole fino a che l’interlocutore o risponde o se ne va, è come stabilire che è il giudice, la pubblica autorità, lo Stato quindi, a decidere quali domande si possono fare e per quanto tempo. Una cosa che nessun tribunale di uno stato civile affermerà mai.

Quindi, secondo me il tribunale civile darà torto a Ghedini, e spese processuali eccetera. O almeno, così mi parrebbe logico.

Turista coi Sandali

Io in Puglia andavo a ballare molto prima che Caparezza scrivesse canzoni. Grande terra.
E non è un discorso da vecchio-a-vent’anni (quale poi ovviamente sono), ma semplicemente una osservazione cronologica di un fatto. Più precisamente, se al sindaco di Monopoli (BA) avanzano delle cittadinanze onorarie, credo che la famiglia Caldarelli debba essere in graduatoria, in posizione piuttosto alta. Oramai coi Trulli noi ci giochiamo a carte.

A proposito, una cosa vorrei sapere, se qualcuno la sa: da dove salta fuori questa pratica sadomaso dal nome Burraco? Nel senso, due anni fa nessuno sapeva dove stava di casa il Burraco. Ora si gioca tutti a Burraco, solo a Burraco. A casa mia viaggiano solo mazzi di carte francesi, abolite le Piacentine, non si gioca piu a Scopone o a Tresette, tutti a rota de Burraco: il cambiamento è bello grosso, fidatevi. I miei incubi saranno presto popolati da Pinelle assassine.

Ma è ora di ricominciare un altro Settembre, sgranocchiando gli ultimi Taralli rimasti. E volevo scrivere in questi giorni, davvero, ma mi sono censurato, segato le mani, perchè non lo so, avevo bisogno di ricominciare, pensare ad altre cose, di cercare sotto il letto gli ultimi pezzi di un puzzle cominciato troppo tempo fa e mai finito. Ho perso qualche posizione in classifica e forse deluso qualcuno che ci teneva a leggermi: lo so, e mi dispiace. Ma non è una gara e non c’è nessun premio da vincere, se non la gratificazione di avercela fatta e la consapevolezza di potercela rifare. D’altronde se Usain Bolt corre a 40 all’ora e va piu veloce del motorino su cui vado all’università, vuol dire che la razza umana è un gradino più vicina agli X-Men, e che le armi per ricarburare anche da zero ce le avevo anche io.

E quindi via, un altro anno, è tutta l’estate che prendo la rincorsa, e ci ho messo una vita ad allacciarmi le scarpe. Lo spettacolo è sempre lo stesso, quello a cui siete abituati. Ve lo faremo al meglio che possiamo.


D-Avanti è il Blog di Tc.
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