Archivio per luglio 2009

E forse partirò

Un po’ mi dispiace, perchè qui avrei diverse cose da fare. Innanzitutto occuparmi delle tante vicende che stanno succedendo e di cui non sto parlando, e mi piacerebbe: il Congresso, l’attualità politica frizzante anche così poco prima della pausa estiva (ma molte delle più grandi rivoluzioni sono nate in estate, quando fa caldo), i temi etici con la decisione, abbastanza storica, dell’agenzia del farmaco sulla RU486 – e non è escluso che prima di partire non scriva qualche riga in proposito.

Ma di fatti da analizzare e scrivere ne avremo piene le tasche anche domani, e dopodomani, e anche oltre perchè fatti da analizzare e scrivereci sono sempre stati anche quando nessuno aveva tempo da perdere coi miei blablabla. Quindi: non voglio fare il tacchino induttivista, ma penso che tutto questo possa aspettare, anche un’altra settimana.

Mentre l’agosto dei miei ventuno anni, invece, no. E quindi ripartiamo – dài – stasera con una macchina, una tenda e uno zaino, una guida turistica e dei soldi nel portafoglio, e tre amici sulla A1 del Sole. Andiamo in Sicilia, a vedere quanto è calda l’Africa in estate.

Ci andiamo senza aver prenotato ne deciso nulla di niente, così, alla prendere e partire, quasi da film molto già visto. Ieri ero piuttosto infastidito da questo tipo di format, poi oggi ho pensato che io sono notoriamente un cretino pavido, e che invece una cosa così va molto più che bene.
Ho comprato quattro rullini, perchè non mi sono ancora convertito alla reflex digitale, e perchè la patina anni ’70 che tira fuori la Minolta analogica vale ampiamente tutti i milioni di pixel di risoluzione che perdo in questo modo (a proposito, lunga vita alla società multietnica: gli unici che hanno ancora rullini a prezzo accettabile sono i cinesi, nei loro pan-empori disseminati ovunque non ti aspetti).

Avrò il computer, quindi, nel caso di wi-fi, qualcosa salta fuori. Sennò Twitter. Sennò, niente.

Dove sono, che faccio

Perchè questo blog sproloquia a propulsione ridotta? Perchè è Luglio. E io sono in giro per l’Italia, fra posti già conosciuti e da rivisitare.

Ad esempio: se a qualcuno stanno particolarmente antipatici gli Scout avrebbe avuto buon gioco ad ordinare un bombardamento a tappeto di Lecce nei Marsi e montagne limitrofe. Io non avevo mai visto una cosa del genere (e sull’argomento sono abbastanza preparato): una cacchio di montagna del cacchio con almeno 15 diversi gruppi Scout a campeggiare in 15 posti diversi nell’arco degli stessi 20 giorni, nel raggio degli stessi 20 chilometri in raggio e 300 metri in altezza. Mai vista, una cosa del genere. E inoltre tutti gruppi della stessa Zona, la Zona Auriga, ovvero tutti gruppi Scout di Roma Tiburtino. Tutti, sulla stessa montagna, senza neanche essersi messi d’accordo. Alle volte, il fato.

Comunque, se va sempre così, consiglierei al sindaco di Lecce di alzare il telefono e chiamare l’Agesci Lazio facendo un discorso molto chiaro. “Voi venite sempre a fare i campi qui, e noi vi diamo il paese in convenzione per tutto luglio”. In effetti il fornaio sembrava molto contento della situazione, quando mi ha chiesto “Ma perchè non venite tutti gli anni?”. Probabile che se qualcuno si avventura in marsica nelle prossime settimane non trova nessun paesano, sono tutti alle Mauritius a godersi i bei soldoni che gli hanno sganciato il Roma 84-76-85-65-62-9-70; Frattocchie 1; e il Roma 2 Fse, più altri, che non ho visto, ma che c’erano.

E così finisce anche quest’anno il mese dei campi, che è il solito Luglio, e terminano le quasi-due settimane di Kambusa che mi sono, nello stupore generale, autocercato e autoinflitto. E mentre andavo a comprare il giornale oggi, il barbiere di Lecce Marsica mi ha chiesto se ero li per farmi la barba; io ho risposto che preferivo tenerla, ma ho chiesto comunque se mi voleva dare consigli. E lui, “Sctai’bbene, ma scorcela un po'”. E con questa preziosa dritta, e una otturazione forte e nuova al sesto molare sinistro superiore possiamo sfondare le porte per far entrare Agosto, quel cumulo di giorni ed ore che ci separano da Settembre in cui torneremo a dare, testa bassa e lavorare, probabilmente esami.

La nuova immagine di testata

E se questo blog non avesse già un nome, si chiamerebbe volentieri Panoramix. E’ un bel nome per un blog.

Per chi lo vuole leggere

Volevo raccontare (e perchè no, pubblicizzare) una piccola abitudine-politica che ho intrapreso già da due-tre mesi.

Io compro giornali. Non uno, non due, almeno tre a botta. Dopo averli letti, li lascio in giro, gratis per chi se li vuole prendere e leggere.

Tanto io li ho già letti, se mi serve di riprendere qualcosa tanto si trova tutto su Internet. E mi piace sperare che invece quel giornale lo possa trovare qualcuno che non ha avuto tempo, soldi o modo di comprarselo da solo.

Mi rendo conto che in questo modo in realtà carico di lavoro i netturbini che poi dovranno buttarlo, se nessuno lo prende e resta li a sporcare. E infatti dovrò risolvere questo problema, magari con dei cartellini con scritto “E’ di oggi, per chi lo vuole leggere. Dopo lascialo qui o buttalo, grazie”.

Quindi se in giro per Roma (o in qualunque altro posto, se mi sposto) trovate dei giornali del giorno stesso abbandonati, non è un gesto sbadato. E’ un deliberato regalo al mondo.

Un preciso manifesto politico

Ripensavo a una frase che ho letto qui, proferita dal sempreverde Sgarbi.

[Berlusconi] “se le trombava giustamente [le ospiti di casa sua], e nel trombarsele ha fatto una cosa sacrosanta. E’ una cosa normale. Rappresenta l’italiano scopante, non l’italiano che lo prende nel culo”

Voglio far finta di credere che Sgarbi non sapeva di dire una profonda verità. Ma il fatto che se ne vanti è di per se importante, perchè ci permette di capire quale è il livello di condivisione di questo modello a cui siamo arrivati. Consentitemi il linguaggio colorito, ma d’altronde è il rispondere a una citazione: ecco, Berlusconi è in effetti il rappresentante di quelli che lo mettono al culo, non di quelli che lo prendono al culo.

E quindi, in senso lato: non dei poveracci, non di quei sempre soliti stronzi che alla fine accettano di starci male nel fare le cose per bene, e mai degli omosessuali (volendo restringere) e delle minoranze oppresse in qualche modo. E’ talmente lampante, quindi, il tipo umano che ci si propone a modello: il gessatino col sorriso ammiccante e la faccia da figlio di buona donna, scafato e navigato che alla fine trova sempre il suo, e non il tuo. In breve, quello che già lo sai che te lo metterà al culo.

Magari un giorno avremo un rappresentante del popolo proprio per quelli che lo pigliano al culo.

Sgarbi è uno che non te le manda a dire, e non è uno stupido; molto diretto diciamo, spesso esagerato. Saranno opinioni sue, ma stavolta, a parer mio, c’ha proprio preso.

Ma che teneri

Per delle registrazioni di questo genere, in un paese di quelli normali il presidente del Consiglio sarebbe stato eiettato fuori dai palazzi di Governo in tempo zero. Noi invece aspettiamo i prossimi giorni per vedere in che modo la cosa sarà buttata in caciara.

Learn Italian

Il Guardian ha messo su un piccolo corso di Italiano, con frasi comuni ed esempi di conversazioni eccetera, destinato ai viaggiatori estivi. Ecco, e se mai un inglese si trovasse a parlare di politica mentre sorbisce un sorbetto a Sorrento, queste sono le frasi che gli vengono consigliate.

Il risultato delle ultime elezioni è stato schiacciante.
Oramai la destra è sempre più forte. L’opposizione sembra essere sparita.
Hai ragione! Non hanno un programma e continuano ad avere problemi interni.
… la maggioranza può fare quello che vuole!
Li avremo pur votati, ma quando stanno in parlamento fanno leggi solo per sé.
Gli elettori non valgono più nulla! I politici pensano ai loro interessi, e spendono i nostri soldi!

Nella stessa sezione, una scrittrice Americana trapiantata a Venezia spiega che il solo fatto di aver inventato una espressione come Governo Ladro” la dice lunga sul nostro livello di civiltà.

Procedendo nella parte dedicata a “trattare con la burocrazia“, l’ultima frase che è consigliato imparare è:

Vuole un consiglio? Si faccia aiutare da un amico. Avanti il prossimo.

Triste riassunto.


D-Avanti è il Blog di Tc.
Tc sta per Tommaso Caldarelli.
Tommaso Caldarelli sarei io.
E l'immagine di testata è quella storica del blog

Aggeggi

a

Flickr Photos

Ambra

St Paul from Millennium bridge

Tate modern

Valerio is in da Tube

QD0051003

Imperial War Museum, outside

QD0051006

J&F

London

Imperial war museum

Altre foto

luglio: 2009
L M M G V S D
« giu   ago »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 1.911 follower